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L’antica città di Mohenjo Daro: il mistero della sua scomparsa

L’antica città scomparsa

Mohenjo Daro è una città situata nell’odierno Pakistan.  Individuata nel 1922, presenta ancora molti misteri archeologici da risolvere, inclusa la ragione della sua scomparsa…

La civiltà era molto avanzata: è stato rinvenuto uno dei più antichi sistemi di scrittura nel mondo, nato in modo indipendente.

Era una città enorme dotata di servizi igienici in ogni casa, smaltimento dei rifiuti, centinaia di pozzi per acqua dolce e un sofisticato sistema di drenaggio.

La fine di Mohenjo Daro, l’antica Lanka

La guerra che coinvolse Mohenjo Daro, l’antica Lanka, sembra rivestirsi sempre più di un valore e di un’importanza senza eguali.

Durante le nostre ricerche durate molti anni, abbiamo cercato negli antichi testi riferimenti precisi che potessero ricondurci alla sua distruzione e che potessero ricollegarsi agli eventi che la videro protagonista.

Ne abbiamo identificati numerosi ma uno tra tutti sembra costituire un riferimento inequivocabile agli eventi che ne decretarono l’epilogo

Le cronache di Ramayana

Si tratta della descrizione di un episodio nel Ramayana che con nostra sorpresa sembra descrivere proprio la cronaca degli ultimi giorni di Mohenjo-Daro.

Ci troviamo, anche in questo caso, davanti a un passo del poema in cui è descritta la distruzione del regno di Danda, identificato con la mitica città di Lanka roccaforte di Ravana, acerrimo avversario di Rama.

Lanka significa “isola” e, neanche a farlo apposta, Mohenjo-Daro diveniva un’isola del fiume Indo durante un preciso periodo dell’anno.

La distruzione del reame di Danda vede la sua genesi da un atto di violenza perpetrato nei confronti della giovane Araga, figlia del Rishi Bhargava.

Per vendetta Bhargava scatenò la terribile potenza di Indra contro l’avversario.

Commesso quel fiero e orribile misfatto, Danda se ne ritornò alla sua nobile città di Madhumanta … Avendo Danda per tal modo commessa un’opera atroce, ne ebbe quindi terribile castigo … ‘è giunta l’ora dello sterminio di quell’insano e reo Danda e de’ suoi seguaci … d’ogni parte per lo spazio di cento yogani arderà Indra il reame di quel malvagio con una pioggia di polvere soverchiante. Quanti esseri si troveranno quivi, mobili ed immobili, tutti periranno in breve per quella pioggia di polvere e per quanto si stende il reame di Danda, qualunque altura diverrà infra sette giorni come un’immensa congerie di pioggia di polvere’ … e in sette giorni tutta quella contrada fu incenerita”.

Il passo è un monito ad abbandonare Lanka perché coloro che si sarebbero trovati tra le sue mura “… periranno in breve per quella pioggia di polvere”.

Forse i 100.000 abitanti di Mohenjo Daro non vollero sfidare il destino e si allontanarono dalla città per non morire? Qualche indomito rimase e la fine lo travolse sotto una pioggia che “incenerì” ogni cosa?

Sono rimasti 43 scheletri a testimoniarci questa orrenda morte nonché i segni di una tempesta di fuoco che distrusse, fuse e vetrificò una parte della città e diede pace all’ira di Bhargava e alla sua vendetta.

 

Le analogie con Sodoma e Gomorra

È innegabile che questo racconto abbia delle somiglianze con le vicende di Sodoma e Gomorra.

In entrambi i casi, negli stessi racconti, sembrerebbe descritto l’utilizzo di armi divine, del terrore, addirittura nei testi indiani queste potenti armi vengono chiamate “tejas astras”, che tradotto letteralmente significa “armi-energia”.

Queste vicende sono esclusivamente frutto della fantasia degli antichi autori, o ci raccontano fatti ed eventi realmente accaduti?

Ebbene, come detto sopra, nel caso di Mohenjo-daro sembra essere stata effettivamente distrutta da un evento improvviso e spaventoso, che sradicò interamente una parte della città, vetrificando e fondendo le rocce e le mura delle abitazioni.

Il viaggio continuerà e approfondiremo molte delle tematiche trattate, per ora ci piace concludere meditando su una frase che scrisse Davenport,  “nel passato è sepolta la soluzione per il nostro futuro”.

Forse ristudiando il nostro passato potremo migliorare davvero il nostro futuro, evitare di commettere gli stessi errori e forse anche imparare quello che gli antichi hanno sempre detto, ma che noi non abbiamo voluto ancora veramente ascoltare.

Baccarini Enrico

Autore: Enrico Baccarini

ENRICO BACCARINI è un giornalista, scrittore ed editore. Ha una laurea in Psicologia e ha conseguito successivamente un Bachelor in Antropologia e un Bachelor in Studi Asiatici. E’ docente di orientalistica, come professore associato, presso l’Università Privata Maitri. Ha partecipato come ospite a trasmissioni per i principali canali radiotelevisivi italiani, come MEDIASET e la RAI, e internazionali come History Channel e l’NHK giapponese svolgendo anche consulenze come autore per alcuni programmi e diversi documentari. Attualmente è proprietario di ENIGMA EDIZIONI (www.enigmaedizioni.com) ed è il Direttore della rivista mensile HERA Magazine. Ha presenziato come relatore a conferenze in Italia e all’estero, ha presentato relazioni sulle fenomenologie dell’insolito (misteri del passato, psicologia dell’insolito e anomalistica, ufologia, etc.) in numerosi congressi scientifici nazionali e internazionali. E’ autore di 20 libri pubblicati in Italia e all’estero. www.enricobaccarini.com www.enigmaedizioni.com

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