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L’antica città di Rama: “l’Atlantide della Val di Susa”

Il Mito di Rama: maghi giganti scesi dal cielo

Oggi scrivo il mio primo articolo di Geografia Sacra sul Blog Uno Editori (casa editrice con cui lavoro da sempre) e lo dedicherò a uno degli argomenti forse più misteriosi e affascinanti di cui mi sono occupato: il mito di Rama, “l’Atlantide della Valsusa”.

Da quasi trent’anni esploro e indago, soprattutto in bassa Valsusa, incuriosito dalle tracce lasciate dai suoi antichi, misteriosi e semisconosciuti (dalla Storia ufficiale) abitanti. Nel corso delle mie ricerche, ho avuto il piacere e la fortuna, tassello dopo tassello, di ricostruire un quadro molto, molto interessante della Storia antica e a tratti misteriosa della Valsusa. In questa sede non ci occuperemo della Linea di San Michele, e della Sacra (sicuramente il sito più affascinante della Valle, un vero luogo di potere, in cui abbiamo rinvenuto, nelle foreste antistanti, alcune strutture preistoriche legate al “Sacro” – costruite migliaia di anni fa, ben prima insomma del santuario a Michele).

Oggi ci occuperemo invece di Rama, mitica “città-civiltà” – stando ad alcune leggende locali – di maghi giganti di pelle scura, scesi dal cielo, residenti nella Valle antidiluviana (si parla almeno del 10.000 a.C.). Questi misteriosi abitanti della Valle avrebbero edificato una città ciclopica, innalzato enormi mura, bastioni, torri e quant’altro.

La misteriosa carta della Valsusa

Fino a pochi anni fa ero convinto che si trattasse di suggestioni, di fake news, di notizie altisonanti buone perlopiù per rinforzare il mito del mistero legato alla nostra amata Valle. Avevo sì, certamente, rinvenuto qua e là strutture inspiegabili, a tratti ciclopiche, e dunque legate al mito di Rama, sparse qua e là nel territorio; ma credevo e purtroppo temevo trattarsi più che altro della mia “celtica” fervida fantasia e immaginazione.

Se non che, un bel giorno, naturalmente “per caso”, non ritrovai questa cartina di fine Settecento pubblicata su un libro di Storia della Valsusa

Saltai giù dalla sedia! Negli anni, infatti, esattamente dove nella cartina c’è scritto “rovine di Rama”, e poi “rivo di Rama” (l’area tra Chianocco, San Didero, Borgone), avevo trovato semisepolti dalla vegetazione muri a secco che non esiterei a definire ora “ciclopici”: rampe, piste, mura larghe anche due, tre, quattro metri, affioranti per uno-due metri dal terreno, e costituenti una fitta ragnatela di incroci, sovrapposizioni… Insomma, sembrava davvero quello che resta di un antichissimo villaggio preistorico… ma dalle mura di larghezza spropositata!

Immaginatevi il mio stupore quando ne trovai indicata l’ubicazione in una cartina settecentesca che le definiva “rovine di Rama”!

Dobbiamo allora immaginare che tre secoli fa successe qualcosa del genere: un rappresentante del Regno di Sardegna, da Torino, facendo il censimento dei villaggi della Valle e tracciando e disegnando con i suoi cartografi la mappa del territorio, dinanzi alle rovine delle misteriose mura, interrogati gli abitanti del luogo su che cosa fossero quei ruderi, si sarà sentito rispondere qualcosa del tipo: “E chi lo sa cosa sono! Si dice che siano le Rovine di Rama, la città antica. E questo fiume che scende da Chianocco lo chiamiamo da sempre Rivo di Rama”.

Il sito “Maometto” e il “carro solare” di Platone

Una intricata e incomprensibile rete di muri, muretti, nicchie, pozzetti, quasi un “alveare” a più livelli e stratificazioni – per non parlare delle affascinanti “ruote solari” scolpite su roccia – si trova anche a ridosso del sito archeologico forse più importante della Valsusa, che “guarda caso” sorge proprio in quest’area di San Didero-Borgone: il cosiddetto “Maometto” (dedicheremo un articolo ad hoc sull’argomento, trattandosi di un luogo davvero misterioso e affascinante, antichissimo).

Qui ci limitiamo a far notare che alcuni ricercatori del mito di Rama (Barbadoro e Nattero, autori del libro Rama vive) associano questa città-civiltà alle antichissime “ruote solari” incise su roccia qua e là in Valle (sulla loro chiave di lettura, vale a dire del carro solare precipitato in Terra di cui parla Platone, che ci dice chiaramente trattarsi del luogo dove sorgeva il fiume Eridano, nome antico del Po – e sul mito leggendario, egizio, di Torino, su Fetonte ed Eridano – dedicheremo ovviamente altri approfondimenti di Geografia Sacra).

La cosa davvero interessante è la seguente: al Maometto è presente un’affascinante, misteriosissima “barca con ruote” incisa in un enorme monolito, una scultura preistorica su roccia ad indicare qualcosa di “sacro” ma di cui ci sfugge il significato. (In altri articoli parleremo delle “ruote” scolpite su roccia, scoperte in differenti siti, tutti legati al “sacro”, nascoste nei boschi e nei monti della Valsusa, e da noi ritrovate).

È solo l’inizio… 

In questo primo articolo abbiamo voluto iniziare il lettore a un viaggio, un’avventura che faremo insieme, un passo alla volta, ripercorrendo come moderni Indiana Jones la ricostruzione di un puzzle misterioso; parleremo dei misteri legati alla Geografia sacra della città della magia, Torino, e della Val di Susa con la sua Sacra di San Michele.

Una ipotesi, una suggestione:

Antichi popoli provenienti dal Nord Europa (i cosiddetti Celto-liguri) e dal Sud (l’Egitto) trovarono in queste terre Luoghi di Potere per edificare città e santuari legati al Sacro.

Solo un mito? Una leggenda?

Solo il frutto di “celtica fantasia”?

La ricerca è appena all’inizio.

To be continued…

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Cogerino Andrea

Autore: Andrea Cogerino

Andrea Cogerino, specialmente in seguito alla laurea in Filosofia del 2000 con una tesi sulla Sincronicità e il carteggio Jung-Pauli, segue il sentiero delle “coincidenze” e si rimette alla saggezza del “Tao”. Editor e scrittore freelance, dopo alcune esperienze di vita a Roma e Torino è tornato alle origini, nei monti e nei boschi della Val di Susa. Ricercatore spirituale a tutto tondo, da anni si occupa prevalentemente di sciamanesimo e druidismo.

4 Comments

  1. Il popolo preistorico dei giganti ha creato una civiltà a dir poco a livello planetario. Solo negli ultimi anni o decenni si comincia a conoscere e a capire qualcosa di questa misteriosa civiltà. Forse solo ora i tempi cominciano ad essere maturi per accettare che la preistoria del pianeta terra non è stata affatto priva di civiltà, al contrario la sua civiltà per molti aspetti era più avanzata della nostra!
  2. buongiorno, Veramente incredibile il fatto che tale luogo non sia mai stato oggetto di divulgazione, neanche attraverso quei media che propongono documentari anche interessanti. Avrei molto interesse a poter discutere con lei in merito al sito ed alle riflessioni che ne seguirebbero nonchè visitare il luogo che custodisce tutte le "anomalie" archeologiche che ha citato. Ho già avuto contatto con la val di Susa .... la Sacra di S. Michele, scoperta tramite "L'Iniziato" di Mark Hedsel , anche per quella e dintorni, niente è come sembra..... Se potesse fornirmi una sua mail ( non sono in facebook ne in social alcuno !) ed accettare un piccolo scambio -non sono stalker di mail!- magari potrebb, se daccordo, anche darmi qualche indicazione topografica o, se lo riterrà possibile, accordarci per una visita comune. La ringrazio dell'attenzione e mi complimento con lei per la sua preziosa ricerca . cordiali saluti pierangelo rota (Brescia)
  3. Visto l'entusiasmo con cui è stato accolto l'articolo, e la richiesta di visitare in situ, ho organizzato per sabato pomeriggio 2 febbraio (in occasione tra l'altro della festa celtica di Imbolc), la visita a due siti in Valsusa, zona Borgone, a mio modo di vedere riconducibili a Rama. L'evento fb è pubblicato all'indirizzo: https://www.facebook.com/events/996568703865607/?notif_t=plan_user_associated&notif_id=1548166731232434 Grazie per l'interesse... Andrew

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