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Le 10 cose che ogni bambino vorrebbe che i suoi genitori sapessero (e facessero)

Osservazioni da genitori… 

Con questo articolo vogliamo fare una sintesi dei risultati di 9 anni di osservazioni e auto-osservazioni, insieme a Giorgia, Gabriele, Gaia e Gioele. Alcune di queste considerazioni sono state riportate in Genitori al Contrario e Genitori di un Nuovo Mondo, altre invece non erano ancora state scritte.

Speriamo possano essere degli utili spunti anche per te, sia che tu sia un neo-genitore, sia che i tuoi figli siano già adolescenti, perché potrebbero far luce su alcuni meccanismi passati.

Come i figli ci hanno cambiato la vita

1) I bambini capiscono tutto…

I bambini iniziano a comprendere il significato di ciò che gli dicono mamma e papà – e le persone che gli stanno intorno – molti mesi prima di quando iniziano a dire le prime parole. D’altra parte, se ci pensi, quando impariamo una lingua, prima la ascoltiamo, la comprendiamo, e poi iniziamo a parlarla (proprio come un bambino). Non farti confondere dal fatto che il bambino ancora non ti parli. Ti inizia a capire molto prima, quindi fai attenzione a ciò che dici, ma soprattutto, puoi descrivergli e commentare e  le situazioni che per lui potrebbero essere difficili da comprendere (per es. situazioni in cui si possono spaventare, come urla o piccoli incidenti).

2) Connettiti a tuo figlio con il cuore

Ogni bambino è unico e inimitabile, con le sue esigenze e i suoi talenti. Questo comporta che il genitore debba avere o acquisire la capacità di comprendere a livello di Cuore questi bisogni. Questa capacità, fin dai tempi antichi, veniva chiamata “Considerazione esterna”, ossia l’attitudine ad entrare in connessione con l’altro, Cuore a Cuore, e capire le sue necessità in quel momento (che potrebbero essere diverse di momento in momento). Nell’era della Mindfulness, questa facoltà viene chiamata Mindsight.

3) I bambini approfondiscono “fino in fondo”

La capacità di focalizzazione di un bambino è fenomenale. Quando iniziano ad interessarsi ad una certa cosa, proprio per comprenderla fino in fondo, la ripetono e la vogliono sperimentare il più spesso possibile. È un’attitudine naturale. Iniziano a fare domande su un certo argomento, a ricercare, a provare, fino a quando non hanno compreso la materia fino in fondo. Si chiama Autodisciplina. Spesso la si perde a causa degli adulti, che la fanno percepire come sbagliata. Ti è mai capitato nella tua infanzia?

4) Loro sono sereni se tu sei sereno

I bambini entrano in integrazione quando vengono ascoltati (questa è una di quelle nuove). Per integrazione si intende uno stato di flusso, di serenità, che permette all’essere umano di esprimere il massimo delle proprie capacità. Qual è l’aspetto positivo per il genitore? Che per ascoltare i propri figli e portarli in integrazione, mamma e papà devono essere loro stessi in integrazione, e per far questo devono obbligatoriamente lavorare sullo stato di presenza e di gestione delle proprie emozioni.

5) Giocare è un dovere!

I bambini devono, devono, devono giocare, da soli, con mamma e papà, con fratelli, amici e chiunque si occupi di loro. Il gioco permette loro di creare attraverso l’immaginazione e di sperimentare la vita. Inoltre è un ottimo metodo per rimanere in integrazione e per essere divergenti.

6) Facciamoci guidare dalle loro priorità

I bambini abbattono l’importanza. Tutto ciò che all’adulto può sembrare urgente e importante, loro riescono a riportarlo alla normalità, semplicemente perché, dal loro punto di vista, i loro bisogni saranno sempre più importanti dei “doveri” del genitore. Se questa caratteristica viene accolta dal genitore in maniera propositiva, è un utile strumento per abbattere lo stress. Al contrario se non viene accolta diventa fonte di stress e di incomprensione. A te la scelta.

7) Sbagliando si impara. E non è solo un modo di dire…

Il bambino ha bisogno di sbagliare, cancellare e correggere. Questo è risaputo, ma non si sa mai che qualcuno se la sia persa. Quindi se ti da fastidio che tuo figlio faccia errori…leggi il paragrafo successivo

8) Se un genitore si capisce di più, capisce di più suo figlio.

Il bambino CI FA DA SPECCHIO. Lasciaci chiarire questo concetto fondamentale. Come abbiamo detto, ogni essere umano è unico. Il fatto che il bambino ci faccia da specchio non vuol dire che sia simile a noi, anzi. Vuol dire semplicemente che stiamo proiettando noi stessi in lui. Comprendere questo processo permette al genitore di comprendersi sempre più a fondo. E quando comprende se stesso, aumenta la propria capacità di comprendere l’altro (non solo il figlio) in un circolo virtuoso.

Quando impariamo ad usare la Legge dello Specchio con i nostri figli (per approfondire questo aspetto leggi Genitori al Contrario) iniziamo a conoscere parti di noi che avevamo sommerso e che riemergono grazie ai nostri figli. Questo processo ci deve far anche impegnare nel non proiettare in loro i nostri limiti, ma anche tutto ciò che avremmo voluto essere permettendo loro di essere ciò per cui sono venuti al mondo.

9) Il nostro “sommerso” diventa un loro disagio

I bambini fanno al posto nostro. Questo concetto è legato al precedente. In pratica tutto ciò che noi non esprimiamo e teniamo sommerso, viene espresso attraverso un loro disagio. Questa caratteristica del bambino porta il concetto di Responsabilità genitoriale ai massimi livelli. Grazie a questo concetto, osservando e auto-osservandosi, il genitore può comprendere in cosa il bambino lo stia sostituendo e sgravarlo di questo fardello, lavorando sulle proprie parti inespresse. Siamo noi a dover far comprendere al bambino che ciò che sta esprimendo al posto nostro non è più necessario.

10) Costruisci un’arca per salvare il futuro dei tuoi figli

I bambini sono il futuro. Il ruolo del genitore è quello di prepararli al domani. Siamo un veicolo, fin dal momento del concepimento. Abbiamo il dovere di ascoltarli perché noi siamo loro strumenti fino a quando non avranno la possibilità di agire per conto loro. Dobbiamo d’altra parte far loro comprendere le regole sociali e morali entro le quali muoversi, durante il processo di trasformazione dal paradigma in cui abitiamo a quello che loro andranno a costruire.

Un abbraccio
Daniela e Federico

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di Federico Parena, padre di 4 figli, si occupa di coaching spirituale a livello individuale e nella coppia. Facilitatore Pro ed Avanzato PSYCH-K®, è conscio dell’importanza del ruolo che il genitore ha per i propri figli, e dedica parte della sua attività all’educazione emotiva e spirituale dell’individuo in quanto genitore,  tramite incontri individuali e seminari. Coautore con la moglie Daniela Barra del libro “Genitori al contrario” e “Genitori di un nuovo mondo”

di Daniela Barra, mamma di 4 bambini, si è laureata in scienze e tecniche psicologiche dello sviluppo e dell’educazione. Facilitatrice PSYCH-K® e BRAIN GYM, effettua consulenze individuali per migliorare le relazioni genitore-figlio. Autrice a 4 mani con il marito Federico Parena del libro “Genitori al Contrario” e “Genitori di un nuovo mondo

Barra Daniela

Autore: Daniela Barra

Daniela Barra, 32 anni, laureata in scienze e tecniche psicologiche dello sviluppo e dell’educazione presso l’ Università degli studi di Torino. Facilitatrice PSYCH-K® e BRAIN GYM, compagna di vita di Federico e mamma di Giorgia, Gabriele e Gaia, è coautrice del libro “Genitori al contrario” in uscita ad Ottobre 2015 edito da Uno Editori. Effettua consulenze individuali per migliorare le relazioni genitore-figlio. Daniela studia l’utilizzo dei Fiori di Bach con metodo Orozco-Kramer. Le sue qualità intuitive legate ai bambini le permettono di entrare facilmente in risonanza con i loro bisogni.

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