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Le origini sciamaniche del calcio (e della nostra epoca “moderna”)

Olimpiadi celtiche

L’altro giorno coordinavo le Olimpiadi surreali celtiche qui nei prati e boschi della Valsusa, ai piedi del monte magico Musinè.

Le prime due attività in cui si sfidavano le due squadre, Gufo magico versus Cerco sacro, erano la danza di caricamento e propiziazione del feticcio e la danza e canto di guerra.

Mentre i due gruppi si sfidavano simpaticamente, a colpi di urla e di tamburo, con la cornamusa scozzese sullo sfondo – tutto davvero divertente e surreale, in pieno spirito dei Giochi – ho avuto una “illuminazione”: ho capito finalmente cosa c’è dietro il successo del Calcio.

La magia del calcio

La persona che coordinava le danze di guerra e i canti di propiziazione del feticcio per la squadra dei Gufi magici, va detto subito, aveva la maglietta del Toro (la mia squadra del cuore). Era davvero scatenato e carismatico. Coinvolgeva tutti. Erano scatenati e potentissimi. Bellissimi e ultradivertenti.

In queste prime due attività dei Giochi secondo me è codificato, senza volerlo, il senso profondo del Tifoso, gli archetipi che stanno dietro il fenomeno Calcio.

Innanzitutto, il dare energia, magnetizzare col proprio fluido vitale e di cuore, un feticcio. Una squadra. Un blasone. Meglio ancora se questo simbolo ha un riferimento animale (si pensi a quanto lo Sciamanesimo sia, dalla notte dei tempi, incentrato sulle figure degli Animali totem, Animali guida e quant’altro).

Eccoci allora oggi, in pieni tempi moderni, a venerare ogni domenica, e durante la settimana, degli “Animali sacri”: nel mio caso il Toro, nel caso dei miei “nemici” juventini la Giraffa… ma si pensi anche alla Lupa della Roma, o all’Aquila della Lazio, al Biscione dell’Inter … Potrei fare decine di altri esempi.

 

 

Una conoscenza sciamanica antica

Gli animali sciamanici, senza che ce ne rendiamo conto, smuovono energie (e soprattutto flussi di denaro), anche nei nostri tempi cosiddetti “moderni”, “evoluti”.

Si pensi a quanto i simboli di Animali siano il cuore delle marche ed etichette nella pubblicità e nel marketing: magliette e capi di abbigliamento, ma anche marchi automobilistici o di moderni social network, e così via.

Gli Animali smuovono energie profonde, inconsce: inconsapevolmente, pur appartenendo alla civiltà del tecnologico e del virtuale, del razionale e del logico, noi siamo mossi profondamente da simboli viventi di matrice sciamanica, che dalla notte dei tempi guidano i flussi migratori (!) delle energie e gli entusiasmi dei popoli umani, dei differenti “clan”.

Il senso di appartenenza a un clan Animale, a un Animale totem, in definitiva, nella preistoria come oggi smuove gli animi umani.

Si pensi ad esempio a quanti blasoni e stendardi di città, o di nazioni intere, facciano esplicito riferimento agli animali.

Nel medioevo questo era molto evidente (si pensi anche alle famiglie dell’aristocrazia, ai loro stemmi contenenti animali, “immaginari” sciamanici o reali). Ecco allora i Leoni (o meglio leopardi) d’Inghilterra, il Dragone rosso del Galles, i Galletti di Francia, l’Aquila tedesca, il Toro spagnolo, e via dicendo. Tanto per rimanere nelle nostre terre celtiche.

 

Oppure pensiamo alle nostre città: il Leone di Venezia, la Lupa di Roma, il Toro di Torino, il Biscione di Milano; oppure l’orso, tipico animale celtico, di Biella, Berlino, Berna…

La forma di spiritualità più antica del mondo

In definitiva, nell’araldica europea, dalla notte dei tempi potremmo dire, sicuramente dal tempo dei Celti, i “clan”, poi diventati “comuni”, “città” e “nazioni”, scelgono e sentono di identificarsi con simboli animali.

Questo è l’ultimo colpo di coda (uso non a caso questo modo di dire) dello sciamanesimo: la forma di religiosità più antica del mondo (ci son tracce di sciamanesimo già nelle pitture rupestri del paleolitico).

Una forma di spiritualità che accomuna tutte le regioni della Terra (sciamanesimo siberiano e tunguso – da cui deriva il termine stesso – ma si parla anche di sciamanesimo sudamericano, oppure africano, o del buddismo tibetano Bön, o giapponese, o australiano degli Aborigeni.

Insomma: lo sciamanesimo (o sciamanismo), forma di spiritualità presente sul nostro pianetino a ogni latitudine dalla notte dei tempi, è ben vivo ancora oggi.

E, senza che ce ne accorgiamo, molte delle nostre energie (soprattutto sotto forma di denaro) vengono risvegliate e spostate da corde archetipiche antiche, legate al potere “magico” degli animali.

In conclusione…

Concludo l’articolo con una semplice comunicazione non verbale: non sarà difficile comprendere quello che ho scritto e comunicato finora, semplicemente osservando questa carrellata di immagini, che parlano da sole.

Siamo molto più preistorici e irrazionali di quello che crediamo.

Ma, a differenza dei popoli antichi – che credevano al potere e vivevano l’energia degli Animali totem e animali guida – noi oggi siamo del tutto inconsapevoli di essere mossi da corde archetipiche dell’inconscio collettivo e teleguidati dall’alto, da poche persone molto ben consapevoli, tra le altre forme di potere, anche di questo.

E non siamo più incentivati e motivati  a livello di “clan” o “comune” amici, alleati, da persone in definitiva che stimiamo e conosciamo – come anticamente gli sciamani della nostra cerchia – ma da “qualcuno”, di cui non sappiamo neanche l’esistenza, a capo di multinazionali astratte, di cui non sappiamo nulla. I veri sciamani moderni. Potenti e invisibili.

Siamo in definitiva nell’epoca del Nulla di massa e del Potere (occulto) di pochi. Il potere esoterico (vale a dire, appunto, per pochi) più grande: il Potere dell’Invisibile.

E intanto, come piace tanto agli Invisibili, il Nulla di massa avanza, muovendoci subdolamente e toccando le nostre corde inconsce, antichissime, animali e dell’anima…

Ecco una carrellata dei nostri Nuovi dèi animali che veneriamo e che ci guidano…

Conclusione 2.0

Niente, non ce la posso proprio fare!

Per l’ennesima volta devo e sottolineo devo concludere un articolo con la citazione da La storia infinita. Son sempre più convinto che qui ci sia una chiave, una medicina, uno spiraglio di luce e di speranza in questi tempi moderni del Nulla che avanza.

Gmork: Sei uno sciocco e non sai un bel niente di Fantasia. È il mondo della fantasia umana. Ogni suo elemento, ogni sua creatura scaturisce dai sogni e dalle speranze dell’umanità e quindi Fantasia non può avere confini. 
Atreyu: Perché Fantasia muore? 
Gmork: Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga. 
Atreyu: Che cos’è questo Nulla?! 
Gmork: È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il mondo, e io ho fatto in modo di aiutarlo. 
Atreyu: Ma perché?! 
Gmork: Perché è più facile dominare chi non crede in niente. Ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere. 
Atreyu: Chi sei veramente? 
Gmork: Io sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. Ho l’incarico di uccidere il solo in grado di fermare il Nulla. L’ho perso nelle paludi della Tristezza. Il suo nome era Atreyu. 
Atreyu: Se tanto dobbiamo morire, preferisco morire lottando. Attaccami Gmork! Io sono Atreyu!

 

Cogerino Andrea

Autore: Andrea Cogerino

Andrea Cogerino, specialmente in seguito alla laurea in Filosofia del 2000 con una tesi sulla Sincronicità e il carteggio Jung-Pauli, segue il sentiero delle “coincidenze” e si rimette alla saggezza del “Tao”. Editor e scrittore freelance, dopo alcune esperienze di vita a Roma e Torino è tornato alle origini, nei monti e nei boschi della Val di Susa. Ricercatore spirituale a tutto tondo, da anni si occupa prevalentemente di sciamanesimo e druidismo.

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