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Leggere i Tarocchi: uno strumento unico per ascoltare e ascoltarsi

I Tarocchi, specchi di consapevolezza

La lettura per ascoltarsi e ascoltare

Mazzo di carte da gioco, oggetti da collezione, testo sacro, libro divinatorio, antologia di immagini popolari, via di illuminazione spirituale, galleria di archetipi, strumenti di storytelling, opere d’arte.

Questi sono i Tarocchi: una collezione di suggestioni simboliche che può essere destinata agli usi più diversi. Fra i tanti modi per accostarsi agli Arcani, vi è chi li usa come supporto, partendo da un sincero desiderio di ascoltarsi e di ascoltare profondamente gli altri e per sviluppare la capacità di immaginare, ascoltare e osservare. I Tarocchi possono essere alleati preziosi per lo sviluppo di tutte e tre queste facoltà sopra citate.

I Tarocchi, archetipi dell’inconscio

Quando ci si trova di fronte a una stesa di carte, il primo impatto, in genere, è una sorta di straniamento. È come attraversare un labirinto per la prima volta, senza punti di riferimento. Tuttavia basta soffermarsi con lo sguardo per qualche istante in più, per scoprire in ciascuna carta dettagli irripetibili che parlano di noi.

Lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung per primo si interessò apertamente ai Tarocchi, individuando in essi archetipi dell’inconscio collettivo, immagini primordiali universali rintracciabili allo stesso modo nei miti, nei sogni e nelle fiabe. In questo senso, attraverso lo stimolo delle carte ogni persona potrà vivere un’esperienza irripetibile nel qui e ora, che lo aiuterà a far emergere parti inespresse di sé, facendo parlare protagonisti e oggetti, specchi di nostre parti nascoste.

Arcani Maggiori, Arcani Minori

Così nelle 78 carte troviamo a prima vista due grandi gruppi, chiamati:

• Arcani Maggiori (in latino arcanum significa segreto) e comprendono 22 carte costituite da immagini numerate dall’I al XXI, più una senza numero, “Il Matto”, che alcuni studiosi mettono all’inizio e altri alla fine della sequenza

• Arcani Minori. Consistono in 56 carte divise in quattro semi: Bastoni, Spade, Coppe e Denari. Queste carte sono molto simili a quelle che normalmente vengono utilizzate per giocare a Briscola o a Tressette ma, mentre in quei mazzi abbiamo solo 40 carte (10 per seme dall’Asso al sette più Fante, Cavallo e Re), nei Tarocchi ogni seme comprende una sequenza di 14 carte che vanno dall’Asso al Dieci, dette “carte numerali”, a cui si aggiungono quattro figure di Corte: il Fante, il Cavaliere, la Regina e il Re.

Quando sono nati Tarocchi? Chi le inventati e come sono stati usati? Qual è il significato dei loro simboli? In quale modo le figure dei Tarocchi aiutano a raggiungere una maggiore consapevolezza? È vero che predicono il futuro? A queste e a molte altre domande verrà data risposta.

Un articolo di Anna Maria Morsucci

Morsucci Anna Maria

Autore: Anna Maria Morsucci

Executive coach certificata ICF-Intenational Coach Federtation, giornalista, autrice. Laureata in Lettere Classiche, ha maturato una significativa esperienza sull'utilizzo degli strumenti archetipici e simbolici per la crescita personale e la consapevolezza. Ha pubblicato “Dio è la mia avventura” (SpazioInteriore), “Astrologia per tutti” e “I Tarocchi Marsigliesi per tutti” (entrambi per Lo Scarabeo). Ha curato la mostra e il catalogo “Tarocchi dal Rinascimento a oggi” che si è tenuta al museo Ettore Fico di Torino. Tiene conferenze e seminari in tutta Italia.

1 Comment

  1. La lettura dei tarocchi... attenzione! deve essere fatta sempre da una persona esperta, cioè da un profondo conoscitore di questi strumenti di divinazione molto antichi(pare che risalgano addirittura all'antico Egitto, è stato il dio Thot ad inventarli)che sa perfettamente qual'è la loro funzione, il loro scopo e la loro importanza per l'essere. Quanto sapere esoterico si nasconde, in realtà, dietro un mazzo di carte da gioco!

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