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Lotta alle fake news o nuova censura? Quando la realtà assomiglia sempre più a un libro di Orwell

Fake News, il via al nuovo servizio per segnalare i contenuti sospetti

Venti di censura spirano sull’Europa attizzando i roghi che i novelli tribunali dell’Inquisizione hanno acceso per perseguitare coloro che diffondono le famigerate “fake news”. Venti che non risparmiano nessun Paese, nemmeno il nostro.

Per chi ancora non lo sapesse, dal 18 gennaio 2018 il Ministero dell’Interno italiano ha attivato un nuovo servizio, a disposizione degli utenti, per segnalare le fake news: tale servizio si configura come una specie di Ministero della Censura, riecheggiando così il Ministero della Verità orwelliano. Una volta ricevute le segnalazioni, un team dedicato del Cnaipic, un organismo specializzato della Polizia postale, verificherà attentamente attraverso l’impiego di tecniche e software specifici e, in caso di accertata infondatezza, pubblicherà una smentita.

Qualcosa di simile sta avvenendo anche in Francia: nella conferenza stampa di inizio anno, Macron ha annunciato un progetto di legge per combattere le fake news e rafforzare il controllo dei contenuti su internet in periodo elettorale.

E se la fake news non è un fake?

In che modo si deciderà quali contenuti sono veri e quali falsi? Fino a che punto si spingerà questo sistema? Non lo sappiamo.

Sappiamo però che in Europa la guerra alle fake news si sta facendo sempre più accesa e ancora pochi ricercatori, intellettuali e giornalisti si stanno opponendo a tutto ciò.

Questi provvedimenti riecheggiano, dicevamo, il Ministero della Verità orwelliano, il cui slogan è «La guerra è pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza». Il Miniver si occupa di falsificare l’informazione e la propaganda per rendere il materiale diffuso conforme alle direttive e all’ideologia del Socing. Il Partito, infatti, sottomette le menti dei cittadini tramite il “controllo della realtà”, ossia il bipensiero e niente deve sfuggire alle maglie del suo dominio onnipervasivo.

Il Grande Fratello, infatti svuota le menti dei cittadini per riempirle dei propri contenuti, attraverso una costante forma di manipolazione mentale.

Tra propaganda e controllo: verso la censura dell’informazione alternativa 

A settant’anni di distanza dalla pubblicazione del capolavoro distopico le tematiche cardine di 1984 sembrano più attuali che mai. Presto non si potrà più pensare “fuori dal coro”, né dissentire o fare informazione in modo alternativo: si verrà altrimenti accusati di psicoreato. Una forma di psicoreato 2.0 all’interno di questa assurda battaglia contro le bufale, il cui obiettivo è evidentemente imbavagliare il web e non tutelare i cittadini o contrastare il cyberbullismo.

In La libertà di Stampa Orwell osservava come «se si incoraggiano i metodi totalitari, può venire il giorno in cui essi saranno usati contro chi li incoraggia, e non più a favore». Come previsto, in poco tempo siamo arrivati a riscontri impressionanti, degni di una distopia.

Dietro la campagna contro le fake news si nasconde un evidente tentativo di censurare l’informazione alternativa e il web. In una parola, censurare.

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di Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: “NWO – New World Order“, “Utero in affitto” e “Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3

Immagine di copertina da flocabulary.com
Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. Laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, abbandona la carriera universitaria per diventare giornalista televisiva. Dopo numerose pubblicazioni su riviste digitali e cartacee, decide di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura (Il Fattore Oz; Governo Globale; Libertà religiosa nello stato laico e nella società aperta, in AA. VV. Credere è reato?; L’ultimo Papa; I Maestri Invisibili del Nuovo Ordine Mondiale).

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