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Mauro Biglino definisce gli UAP | Fenomeni aerei non identificati

Il Pentagono apre un importante dossier

Per quanto in Italia la notizia abbia avuto scarsa risonanza, lo scorso 25 giugno in sede di Congresso degli Stati Uniti è stato aperto un dossier del Pentagono dal contenuto piuttosto singolare che ha acceso l’interesse dell’intera nazione:

il documento raccoglieva informazioni sugli Unidentified Aerial Phenomena (UAP), ovvero i cosiddetti fenomeni aerei non identificati – meglio noti come UFO.

Sono anni che da Oltreoceano giungono numerose notizie riguardo all’avvistamento di velivoli sconosciuti scomparsi con la stessa velocità con cui sono comparsi.

La stessa Marina Militare americana ha diffuso video e immagini a riprova degli avvistamenti, e qualche settimana fa l’ex presidente Barack Obama ne ha parlato pubblicamente.

Biglino interviene

Riallacciandosi alla notizia, Mauro Biglino rivela come di questi UAP se ne parli già da molto tempo e che quel dossier in particolare possa avere punti di contatto con la Bibbia.

La sua indagine parte dalle parole del repubblicano Tim Burchett il quale, in merito alla faccenda, si sia allontanato dalla possibilità che questi possano essere di origine umana.

Come Burchett afferma, se questi oggi di apparente tecnologia super avanzata fossero nelle mani di altre nazioni saremmo da tempo assoggettati a questi.

Inoltre, come Biglino stesso cita, per Burchett nella Bibbia vi erano già informazioni riguardati misteriosi oggetti volanti.

Sconosciuti sì, ma ben definiti

L’autore bestseller nota però un’importante distinzione da fare: nelle Scritture i suddetti non sono affatto oggetti sconosciuti, ma ben definiti.

Al capitolo 5 del profeta Zaccaria contenuto nell’Antico Testamento si legge:

«E io alzai di nuovo gli occhi, guardai, ed ecco un rotolo che volava.

E l’angelo mi disse: ‘Che vedi?’ Io risposi: ‘Vedo un rotolo che vola, la cui lunghezza è di venti cubiti, e la larghezza di dieci cubiti’»

Si tratta di una descrizione puntuale: Zaccaria non solo chiarisce ciò che vede, cioè un rotolo, ma ne specifica l’azione (vola) e da un possibile dimensione (venti e dieci cubiti).

Un rotolo di nome Meghillah

Nel testo ebraico originale, Zaccaria utilizza il termine “Meghillah” – tradotto in rotolo – per descrivere ciò che vede volare nel cielo. Una Meghillah di fatto è un rotolo di carta o di pergamena molto in uso a suo tempo.

 

Dunque, ciò che il profeta fa è descrivere concretamente qualcosa che non conosceva con un metro di paragone concreto, un rotolo appunto.

È un oggetto concreto, definito.

Zaccaria fornisce altri dettagli

Un’altra singolare descrizione compare poi nel capitolo 6 dello stesso libro in cui Zaccaria riporta

«E alzai di nuovo gli occhi, guardai, ed ecco quattro carri che uscivano di fra i due monti; e i monti eran monti di rame».

Ecco un’altra rappresentazione fisica di oggetti ignoti: carri, monti e metalli conosciuti dell’autore utilizzati per aiutare il lettore nella sua interpretazione.

Alla luce di queste considerazioni, Biglino si domanda se non sia di fatto errato parlare di fenomeni aerei indefinibili quando già nel passato è stata tentata una definizione concreta di questi.

È quindi giusto parlare di UAP?

Nonostante l’apertura del dossier non abbia in realtà fornito grandi riposte sulla loro esistenza né della possibile minaccia, l’alone di mistero non ha abbandonato la curiosità dei più.

L’importante, come afferma Biglino stesso, è sapere che esistono e per quanto non si sappia come funzionano, e per quanto oggi si generalizzi marchiandoli come “unidentified”, nella Bibbia c’è chi ne ha dato una rappresentazione.

Così ciò che è detto nelle Scritture diventa reale, vero, talmente vero che allora si usava una terminologia nota per identificarli.

 

Guarda il video completo di Mauro Biglino sugli UAP qui

https://youtu.be/AJ5y8SUCRzE

 

 

 

 

Autore: Mauro Biglino

Mauro Biglino, autore best seller, studioso ed esperto di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, collaborazione che si è conclusa una volta iniziata la carriera di scrittore. Da circa 30 anni si occupa dell'analisi dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possa aiutare a comprendere il nostro passato. Mauro Biglino, con il suo metodo "facciamo finta che…", ha portato alla luce sorprendenti scoperte.

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