Schermata 2020-03-12 alle 13.11.24

Mauro Biglino | Ecco come nasce una religione: il culto dei Cargo

Il culto dei Cargo

Si chiama “Culto dei Cargo” un fenomeno studiato dagli antropologi e caratterizzato dal culto che abitanti di isole del Pacifico tributavano agli aerei e ai loro contenuti da loro considerati di origine “magica”, “divina”.

Si è sviluppato principalmente in Nuova Guinea, in Melanesia e in Micronesia; la sua prima origine è legata al passaggio e all’arrivo delle prime navi esploratrici occidentali del XIX secolo.

Negli anni Venti il naturalista James Hurley ammarò in Nuova Guinea con un idrovolante e scoprì ben presto che gli indigeni ogni giorno offrivano dei sacrifici a lui e al suo aereo, ritenendoli entrambi di origine divina.

… Il culto dopo la II guerra Mondiale

La maggiore espansione del culto dei Cargo è avvenuta però dopo la Seconda guerra mondiale nel corso della quale sulle isole era stata paracadutata una grandissima quantità di materiale destinato all’esercito USA per la campagna del Pacifico contro il Giappone: vestiti, cibo, tende, armi e altri beni erano destinati ai soldati, ma anche agli isolani che fungevano da guide.

Alla fine della guerra tutto terminò: le basi aeree furono abbandonate e i “cargo” non furono più paracadutati; venne meno quindi il trasporto delle merci di vario genere – tra cui grandi quantità di cibo – di cui i locali avevano ampiamente usufruito.

Abbandonati dagli dèi

Gli abitanti di quelle isole, sentendosi abbandonati dalle “divinità” che si erano rivelate tanto prodighe, elaborarono delle vere e proprie pratiche religiose e dei rituali magici finalizzati a stimolarne il ritorno:

riprodussero in modo rozzo e approssimativo piste di atterraggio, aeroplani e apparecchiature radio fatte di legno che venivano indossate all’interno di finte torri di controllo; tentarono anche di imitare il comportamento del personale militare che aveva operato sul luogo; hanno iniziato a mimare in modo rituale i segnali tipici di ogni aeroporto: accendevano fuochi per illuminare le piste, ecc.

La nascita di un culto

I culti dei cargo sono andati poi lentamente affievolendosi fino anche a scomparire con la presa d’atto che gli “dèi” generosi non sono più tornati, ma è stato registrato un caso che fornisce indicazioni su come possono nascere anche denominazioni specifiche.

Purtroppo la ricostruzione che è stata fatta è lacunosa e incerta, ma ci sono elementi che risultano essere assodati…

Nelle isole Vanuatu giunsero in volo dei soldati statunitensi che avevano il compito di difendere l’arcipelago da una possibile invasione giapponese.

Uno di questi militari era di colore e gli abitanti dell’arcipelago, colpiti anche dalla sua pelle scura quindi simile alla loro, lo avrebbero considerato un essere divino: ne hanno atteso il ritorno; gli hanno dedicato un tempio; hanno custodito come reliquie alcuni oggetti che gli erano appartenuti.

Il capo tribù dell’epoca disse poi di avere sognato l’americano/dio dopo che questi se ne era andato e da quel momento egli fu considerato un “profeta del dio”.

Il culto del Dio Jonfram

Dopo la sua partenza si è iniziato ad adorare questa “divinità” con il nome di “Jonfram”.

Purtroppo rimangono delle incertezze sull’origine del nome stesso in quanto non si è riusciti ad appurare se sia nato dalla figura di un singolo americano che si chiamava John Frum o se questo nome sia derivato dal fatto che lui si era presentato come “John from America”: in ogni caso, dopo la sua partenza i locali avrebbero ricordato e mantenuto il suono Jonfrom/Jonfram identificandolo come il nome di quel particolare “dio” giunto dall’alto con tanta disponibilità di beni.

Sull’isola di Tanna nel mese di febbraio viene celebrato ogni anno il “Johnfram Day”, nel corso del quale i partecipanti sfilano indossando magliette con la scritta T-A USA (Tanna USA Army): l’evento si celebra il giorno 15 perché si ritiene che questo “dio” tornerà proprio in quella ricorrenza, ma in un anno non precisato.

 

I cargo, un regalo degli antenati

Superando il caso particolare di Jonfram, vediamo più in generale che l’atteggiamento religioso che ne è nato e che si è evoluto in senso spiritualista/sciamanico ha addirittura portato i popoli melanesiani a credere che i cargo, cioè i carichi di beni spediti per via aerea, fossero stati creati dagli spiriti degli antenati proprio per destinarli a loro.

Secondo questa credenza i popoli bianchi se ne sarebbero impossessati indebitamente e quindi si renderebbe necessario compiere dei riti di purificazione e di propiziazione per facilitare i viaggi con cui i beni giungono sulle loro isole.

Esseri superiori giunti dal cielo?

Tutto questo è accaduto nel secolo scorso sotto gli occhi degli antropologi.

Pare essere la ripetizione documentata di ciò che con molta probabilità è avvenuto nei millenni in cui l’uomo è stato formato da quegli esseri superiori:

li ha visti volare nei cieli; ne ha riconosciuto l’incolmabile distanza che li separava in termini di conoscenze, potere, capacità;

• ne ha sperimentato la tecnologia spesso anche drammaticamente distruttiva,

• ma ha anche goduto degli straordinari vantaggi derivanti dalla trasmissione di conoscenza e abilità pratiche.

Conclusioni

Possiamo quindi ritenere che – perso il contatto diretto esattamente come è avvenuto per gli abitanti delle isole del Pacifico – l’uomo abbia trasformato nei secoli queste caratteristiche materiali rielaborandone il significato in convinzioni di ordine magico, superiore, spirituale, divino,fino a costruire la figura di un “Dio” che nulla più ha a che vedere con gli individui da cui con ogni probabilità tutto ha avuto origine.

_______________

Questo articolo di Mauro Biglino sul Culto dei cargo è stato tratto dal libro “La caduta degli dei

 

Ti è piaciuto questo articolo e vuoi approfondire l’argomento?

Qui troverai un contenuto speciale per te: un Glossario che può essere letto “voce per voce” e che vuole rispondere a dubbi e richieste di approfondimento che ci sono arrivate nel corso degli anni. Un vero e proprio strumento di supporto durante la lettura dei libri di Mauro Biglino.

Biglino Mauro

Autore: Mauro Biglino

Mauro Biglino, autore best seller, studioso ed esperto di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, collaborazione che si è conclusa una volta iniziata la carriera di scrittore. Da circa 30 anni si occupa dell'analisi dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possa aiutare a comprendere il nostro passato. Mauro Biglino, con il suo metodo "facciamo finta che…", ha portato alla luce sorprendenti scoperte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Attenzione: questo contenuto è protetto!!