FENICI-MAUROBIGLINO

Mauro Biglino: chi sono i Fenici, il misterioso popolo dei “Rossi”?

La terra di Canaan

La terra di Canaan comprendeva approssimativamente l’attuale territorio libanese, parte di Israele, Siria e Giordania dove, sin dal 2000 a.C., è attestata la presenza dei Fenici, popolazione semitica.

Organizzati in città stato, di cui le principali erano Sidone, Tiro, Biblo, Arvad, alle quali si aggiungerà più tardi la città punica di Cartagine fondata nell’814 a.C., sono ricordati per essere stati abilissimi navigatori e costruttori di navi, nonché scaltri mercanti.

Oltre a legname, metalli e prodotti artigianali il loro commercio si basava sull’ostrum, pregiatissimo colore rosso porpora ricavato da particolari molluschi, utilizzato per la tintura di tessuti, fonte primaria della ricchezza fenicia.

I Fenici: navigatori del mondo

Già dagli inizi della sua storia la Fenicia aveva sia rapporti commerciali che conflittuali con l’Egitto: nel xvi sec. a.C., ad esempio, il faraone Ahmosis I, inseguendo gli Hittiti, occupa alcuni centri abitati fenici.

Conoscitori del mare come nessun altro popolo mediterraneo, detenevano in esclusiva la conoscenza di rotte di cui custodivano gelosamente il segreto.

È storicamente accertato che circumnavigarono l’Africa; raggiungevano abitualmente le isole Canarie1 per reperire piante anch’esse utilizzate per la produzione di tintura rossa e si spinsero fino in Inghilterra e Irlanda.

 

L’origine sconosciuta dei Fenici

Poco si conosce delle origini dei Fenici; inizialmente era abitata da una popolazione semitica proveniente probabilmente da una migrazione avvenuta nel IV millennio a.C., mentre i primitivi abitanti dovevano essere non semiti, stando almeno alla toponimia più antica che si è parzialmente conservata.

Il territorio specifico comprendeva gran parte delle coste dell’attuale Siria, raggiungendo a nord il golfo di Isso e a sud il monte Carmelo.

Non risulta esistere neppure un nome in cui si riconoscessero come popolo unitario, infatti erano soliti designare se stessi con il nome della città-stato di appartenenza e, poiché Sidone era una delle più importanti, nel corso del tempo l’appellativo di Sidoni è diventato il termine con cui veniva chiamato l’intero popolo.

 

Fenici: il popolo dei “Rossi”

Ritratto di Giulio II (Raffaello, 1511).I color porpora, sin dai tempi più antichi, si è caratterizzato come simbolo identificativo di potere e rango sociale.

Il termine di Phoinikes, “Fenici”, usato dai Greci per riferirsi a quelle genti, significa “Rossi”, forse a causa del pregiato colore da essi prodotto.

È curioso notare che, analogamente all’appellativo greco di “Rossi”, il termine punico riferito alla città di Cartagine fondata dai discendenti dei Fenici, è accomunato dalla stessa radice all’aggettivo finlandese “puna” che significa rosso.

Il motivo per cui il nome dei Fenici veniva associato a tale colore potrebbe essere dovuto anche a fattori indipendenti dal commercio della porpora:

gli abitanti di Tiro affermavano di provenire da Edom, il “paese rosso”, i cui abitanti erano discendenti di Esaù, personaggio biblico contraddistinto da capigliatura di colore rosso a cui molte volte la Bibbia fa riferimento e che, ipotizziamo, potrebbe essere stato un tratto comune della popolazione stanziata in quel territorio da cui è derivato l’appellativo.

L’uso dei tessuti tinti di porpora, dal costo proibitivo, era esclusivo appannaggio di re e classi agiate.

Nel libro dell’Esodo, Yahweh impartisce a Mosè precise direttive per la costruzione della propria Dimora, dell’Arca dell’Alleanza e dell’altare sacro, realizzati con legname, oro, argento, pietre preziose e tessuti di porpora viola, rossa e scarlatto richiesti ripetutamente e impiegati anche per la confezione delle tuniche sacerdotali.

Mauro Biglino: i Fenici giunsero in Finlandia?

Nella Bibbia dei Settanta il termine “cananei”, viene in alcuni casi tradotto esplicitamente come “Fenici”, forse a causa della sovrapposizione territoriale che intercorreva tra i due popoli, e non perché sia storicamente accertato che si identificassero uno con l’altro.

Considerata l’esistenza in Finlandia di una terra “gemella” di quella di Canaan – come approfondito nel libro “Gli dei baltici della Bibbia” –  e vista l’attitudine del popolo fenicio a solcare anche mari lontani dal Mediterraneo, ci chiediamo se sia possibile individuare nell’area baltica tracce riconducibili alla loro presenza.

 

Etimologie: Fenni, Fenici e Veneti

La penisola scandinava in tempi remoti è stata meta di flussi migratori dall’oriente da cui, attraverso la Russia, giunsero i Finni o Fenni, di cui rileviamo l’assonanza col nome dei Fenici.

Pitea di Marsiglia

Anche Giulio Cesare menziona nel “De Bello Gallico” il popolo celtico dei Veneti, stanziati in quell’epoca nel nord della Francia, insuperabili nella navigazione e muniti di una poderosa flotta navale con cui raggiungevano le coste della Britannia.

Se è storicamente testimoniata da più fonti la presenza dei Veneti in ampi territori del nord Europa che spaziano dall’Inghilterra all’area baltico-scandinava, non si può affermare altrettanto dei Fenici, che pur arrivarono nei loro viaggi commerciali fino in Irlanda.

Pitea, nel resoconto del suo viaggio nell’estremo nord-Europa, di cui sono giunti sino a noi solo pochi frammenti, descrive l’esplorazione di terre poste nei pressi del circolo polare artico, dei relativi popoli e degli eventi atmosferici che caratterizzavano quelle terre, quali l’aurora boreale e il sole di mezzanotte, che furono interpretati dai suoi contemporanei come racconti di fantasia.

A titolo di curiosità, segnaliamo che sulla costa meridionale della Svezia è dislocata una cittadina denominata Pitea.

 

La parola fen in lingua germanica significa “palude”, mentre in finlandese vene sta a indicare “barca/imbarcazione”, termini tra loro simili se si considera la pronuncia germanica dove la “v” risuona come “f”; potremmo quindi ipotizzare che il significato originario, o sarebbe meglio dire il comune denominatore, di fen/vene (palude-barca) possa essere esteso a quello di laguna, e quindi di lagunari se ci riferiamo alla popolazione, il che trova riscontro nell’attitudine marinara dei Fenici, nelle caratteristiche morfologiche della Finlandia, ricca di coste frastagliate nonché di laghi, fiumi, paludi e stagni, nonché nel popolo dei Veneti, esperti navigatori stanziati nel Nord Europa il cui nome è significativamente simile a “veneet”, plurale di vene.

Lo storiografo romano Tacito nell’opera “Germania” menziona e descrive numerosi popoli nord-europei, procedendo da quelli stanziati nei pressi del fiume Reno e da lì avanzando verso est fino alle coste del mar Baltico e della Scandinavia, dove ragionevolmente deduciamo siano insediati gli ultimi popoli citati, Peucini, Veneti e Fenni.

Il popolo dei Veneti viene menzionato anche da Pitea di Marsiglia, esploratore e geografo di origini greche116 del iv secolo a.C. che così li descrive a seguito del viaggio in cui raggiunse il circolo polare artico:

«I Veneti che abitano queste estreme contrade marittime costruiscono le loro imbarcazioni larghe di carena e alte di poppa e di prua per far fronte alle maree. Le fanno in legno di quercia, che hanno in abbondanza […] Le vele sono fatte di pelle per resistere all’impeto dei venti […]».

 

Il popolo dei Sitoni citati daTacito

Tacito, nella sua “Germania” menziona ulteriori popolazioni stanziate nell’area baltico-scandinava:

• Suioni e Suebi, probabilmente Svedesi,
• gli Esti raccoglitori di ambra, identificabili con gli Estoni sia per il nome che per la peculiare attività a cui sono dediti e, infine,
• i Sitoni, collocati non lontano dai precedenti.

Il nome dei Sitoni appare quasi identico a quello dei Sidoni (Fenici), soprattutto se teniamo conto della tendenza in alcune lingue germaniche a indurire le consonanti (ad esempio, come in God, inglese, e Got, tedesco).

Purtroppo Tacito non si dilunga nella descrizione di quella popolazione, fornendoci un unico particolare relativo alla loro organizzazione sociale:

presso i Sitoni erano le donne ad amministrare il paese, peculiarità che potrebbe essere – ma è solo un’ipotesi – il retaggio di una antica consuetudine legata all’assenza prolungata della popolazione maschile impegnata in lunghi viaggi che, nel caso dei Fenici mediterranei, perduravano anche anni.

A questo proposito nel prossimo articolo approfondiremo una curiosità biblica che pare confermare questa peculiarità della guida prettamente femminile.

Oppure, se non vuoi aspettare, trovi tutte le info nel libro di Mauro Biglino “Gli dei Baltici della Bibbia” 👇

NOTE

1 L’origine del nome delle Canarie è tradizionalmente attribuita alla presenza in quelle isole dei canarini o, secondo Plinio il Vecchio, per la presenza di cani. Si potrebbe ipotizzare, poiché molto spesso i nomi dei territori riflettono quelli dei propri conquistatori, che il nome Canarie possa essere invece legato ai Cananei/Fenici che in quelle terre si recavano per motivi commerciali. Fino al 1400 d.C., epoca in cui comincia il totale sterminio della popolazione autoctona, le isole Canarie erano abitate dai Guanci, popolazione dai tratti somatici prettamente “nordici” contraddistinti da alta statura e capelli chiari.

Articolo tratto da “Gli dèi baltici della Bibbia” di Mauro Biglino e Cinzia Mele

Ti è piaciuto l’articolo di Mauro Biglino su i Fenici? Clicca qui per leggere altri articoli di Mauro Biglino

Biglino Mauro

Autore: Mauro Biglino

Mauro Biglino, autore best seller, studioso ed esperto di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, collaborazione che si è conclusa una volta iniziata la carriera di scrittore. Da circa 30 anni si occupa dell'analisi dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possa aiutare a comprendere il nostro passato. Mauro Biglino, con il suo metodo "facciamo finta che…", ha portato alla luce sorprendenti scoperte.

5 Comments

  1. Avatar
    Avrei una curiosità dalla Sardegna per Mauro Biglino. Ho difficoltà nel reperire un contatto a cui inviare una mail. Essendo suo estimatore e "follower" , avrei piacere di dare un minimo contributo alla sua ciclopica opera. Grazie in anticipo.
  2. Avatar
    Inviterei Mauro Biglino a collaborare con fabio garuti sull argomento " popoli del mare in scozia" Fabio è una persona molto preparata che darebbe sicuramente un aiuto importante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Attenzione: questo contenuto è protetto!!