cherubini non sono angeli

Mauro Biglino: i cherubini non sono angeli, ma sono…

Dal Giappone arriva la prima moto volante

cherubini non sono angeli

Fonte: La Repubblica

Nelle serie tv e nei film di qualche anno fa è molto comune vedere strabilianti mezzi di trasporto volanti che ci hanno fatto desiderare di possederne uno anche noi.

Oggi questa realtà non è più un sogno: l’azienda giapponese Ali Technologies ha da poco messo in commercio un’autentica moto volante.

Ci troviamo dinnanzi ad uno strabiliante passo avanti per l’ingegneria moderna, eppure le prime immagini realizzate del mezzo hanno fatto notare a Mauro Biglino una singolare somiglianza con alcuni mezzi già presenti nei testi antichi…

Le “ali ai piedi” degli dèi greci

cherubini non sono angeliMa facciamo un passo indietro, un bel balzo nella storia e prendiamo in esame gli esempi riscontrabili nei capisaldi dell’epica: l’Iliade e l’Odissea.

Nel libro XIV dell’Iliade si legge in un passo che la dea Era, per intervenire in faccende terrene legate alle vicende, indossò i suoi “sandali belli” per scendere sulla terra e di come, con questi ai piedi, fosse in grado di sorvolare «sopra l’estreme vette, né i piedi sfioravan la terra»[1].

Ma non è solo Era a possedere questa caratteristica strabiliante: nell’Odissea è raccontato come anche Atena avesse indossato i suoi “sandali belli” per muoversi velocemente sulla terra e il mare e raggiungere Itaca, il regno del suo protetto Odisseo.

Nel libro V dell’Odissea, anche Ermes viene inviato sulla Terra dopo aver indossato i sandali che gli permettevano di muoversi senza che i suoi piedi toccassero il terreno:

Al piede S’avvinse i talar belli, aurei, immortali,
Che sul mare il portavano, e su i campi
Della terra infiniti, al par col vento.[2]

Affinità con le divinità egizie

Quest’incredibile abilità nello spostarsi rapidamente senza toccare terra non era però solo prerogativa degli dèi del pantheon greco…

Eliodoro di Emesa, scrittore greco del III o IV, racconta che gli antichi egizi fossero a conoscenza del fatto che i loro dèi, per colpire gli uomini, avessero delle qualità uniche tra le quali il fatto che si muovevano “fendendo l’aria con un movimento e un impeto irresistibili invece di camminare”.

Nelle Etiopiche Eliodoro riporta, inoltre, che Omero fosse a conoscenza di queste abitudini degli dèi egizi perché lui stesso egiziano (racconta che fosse originario di Tebe) e figlio di Ermes.

 

Che cosa dice la Bibbia?

cherubini non sono angeli

Fonte: federazioneufologicaitaliana.org

Affascinato dalle affinità riscontrate nella mitologia greca ed egizia, Biglino ha riportato un passo del secondo libro di Samuele in cui è raccontato il modo di spostarsi di Yahweh, e a quanto sembra anche lui fendeva l’aria senza toccare terra…

Nel capitolo 22, Samuele racconta l’episodio del “cantico di Davide”: il re, affaticato da una dura battaglia, invocò l’aiuto di Dio perché lo portasse in salvo. Nel testo si legge:

 

 

«Abbassò i cieli e discese, una nube oscura sotto i suoi piedi. Cavalcava un cherubino e volava, appariva sulle ali del vento. […]
Stese la mano dall’alto e mi prese, mi sollevò dalle grandi acque»[3]

 

Ciò che sorprende è il fatto che Yahweh discese seduto a cavallo di un cherubino qui inteso come fosse un oggetto da cui proveniva molta luce.

Ma i cherubini non erano angeli?

 

Un team di ingegneri ha disegnato i cherubini

Nel 2016, quando Biglino era impegnato nella realizzazione del libro “La Caduta degli Dèi”, ha lavorato a stretto contatto con un team di ingeneri aerospaziali studiando con degli esperti quei passi nei quali la Bibbia parla indubitabilmente di oggetti volanti.

Seguendo il testo sacro, i suoi collaboratori hanno realizzato una serie di progetti e disegni dei cherubini così come emergono dalle descrizioni riportate nei libri di Samuele ed Ezechiele.

Com’è visibile, invece che angeli con fattezze umane ciò che è stato rappresentato sono veri e propri mezzi di trasporto che appaiono molto simili al veicolo realizzato in Giappone.

cherubini non sono angeli

Immagini estrapolate da “La caduta degli Dèi”

Ritorno al futuro

Oggi, a distanza di anni dalla realizzazione dei bozzetti comparsi in “La Caduta degli Dèi”, vengono messi effettivamente in commercio dei velivoli che sembrano realizzati tenendo conto di quei disegni.

Non è straordinaria la corrispondenza tra la descrizione dei sandali utilizzarti dalle divinità greche, il modo di “fendere l’aria” degli dei egizi, i cherubini della Bibbia e le moto volanti giapponesi?

Siamo proiettati verso un futuro sempre più tecnologico, eppure a ben vedere sembra quasi che la nostra direzione sia una sorta di ritorno al passato.

https://www.youtube.com/watch?v=UYmLd00wG3A

 

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Tratto da un video di Mauro Biglino, studioso di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo. Da circa 30 anni si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l’analisi diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possano aiutare a comprendere veramente il pensiero religioso formulato dall’umanità nella sua storia. Autore di numerosi best seller, tra cui: “La Bibbia non è un Libro Sacro“, “Il Libro che Cambierà per Sempre le Nostre Idee sulla Bibbia“, “Il dio alieno della Bibbia

 

Note:

[1] https://iliade.altervista.org/libro-xiv-14/
[2] http://ilcrepuscolo.altervista.org/
[3] http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=2Sam%2022&Versione_CEI74=&Versione_CEI2008=3&Versione_TILC=&VersettoOn=1&mobile=

Autore: Uno Editori

Uno Editori è un progetto editoriale nato nel 2011 con l’obiettivo di stimolare la ricerca interiore e diffondere gli insegnamenti spirituali che hanno indicato percorsi di consapevolezza per l’evoluzione dell’umanità. L’intento è di contribuire con le proprie iniziative a divulgare l’arte della vita nelle forme espressive più vicine o ispirate alla saggezza di ogni luogo e tempo. Convinti che il fine della ricerca interiore sia il miglioramento della collettività e del mondo, nel tempo abbiamo dato vita a diverse collane, riunite da un profondo sentire di libertà della coscienza, che contraddistingue tutte le nostre produzioni.

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