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Mauro Biglino risponde… Gli OOPArt, porte degli elohim, i misteriosi siti finlandesi degli Aesir

Qui una raccolta di alcune domande rivolte a Mauro Biglino 

1) Gli OOPArt

Le Sue deduzioni sulla responsabilità extraterrestre sullo sviluppo umano sono affascinanti… Mi chiedo, perché non abbiamo nulla di tangibile, a parte alcuni disegni o testi descrittivi? Ci sono “reperti” storici che possano testimoniare la presenza delle “macchine” che dovrebbero aver caratterizzato un lungo periodo della storia dell’uomo? Abbiamo i dinosauri…e non abbiamo le macchine?

Di reperti ce ne sono moltissimi in tutto il mondo sono veramente molte decine: sono i così detti reperti OOPArt (acronimo derivato dall’inglese Out Of Place ARTifacts, «manufatti, reperti fuori posto» ndr.)
Ci sono molti libri che li descrivono in modo specifico… Per esempio consiglio la lettura del libro di Marco Pizzuti “Scoperte archeologiche non autorizzate” dove se ne trova un lungo elenco.
Ci sono inoltre altri reperti fondamentali, che sono le grandi costruzioni che questi “signori” ci hanno lasciato e che, come si sa, non trovano una spiegazione se si pensa alle tecniche costruttive di cui disponevano coloro che vivevano al tempo in cui quelle costruzioni sono state effettuate.
Per quanto riguarda le macchine: intanto bisognerebbe vedere se effettivamente non siano state trovate e poi tenute nascoste, come succede con molte scoperte archeologiche.
Inoltre, tra i reperti OOPArt sono stati trovati oggetti che sembrano essere Viti al tungsteno in pietre fossilizzate, datate, se non ricordo male, 100 milioni di anni fa… Insomma, elementi tangibili ce ne sono.

2) Porte degli Elohim

Vorrei condividere con lei i passi dei Fasti di Ovidio in cui si parla di Giano Bifronte:
Sta solo in mia mano la custodia del vasto mondo, e il diritto di farne ruotare il cardine è riservato a me; controllo le porte del cielo con le miti Ore, lo stesso Giove va e viene con la mia autorizzazione.
Io, portiere della volta celeste, osservo nello stesso tempo le regioni d’oriente e d’occidente e a me, perché non perda tempo a voltare la testa, è consentito vedere da tutte e due le parti senza muovere il capo. (Fasti 1.65-6,91-2,119-20,125-6,139-40,143-4)

Possiamo associare questa lettura alle Porte degli Elohim?

È una chiave di lettura molto interessante di cui senz’altro terrò conto.

Giano Bifronte vede le porte da entrambe le parti, e quindi la separazione tra i due mondi. In effetti, questo richiama anche le porte citate nella Bibbia, in modi e con termini diversi: nelle scritture le porte si aprono sul “non conosciuto” – che erroneamente viene tradotto con “eternità”. Pensare a questo guardiano delle porte in grado di vedere da una parte e dall’altra è effettivamente un’intuizione molto interessante.

3) El Shaddai e Yahweh 

Un’affermazione che Lei più volte ha fatto (specificando che è una Sua chiave di lettura) è che El Shaddai potrebbe essere stato un Elohim distinto da, se non addirittura il padre di, YHWH.
Tuttavia, leggendo la Bibbia, in Genesi 17,1 si legge che YHWH si presenta ad Abramo con El Shaddai; anche in Esodo 6, 2-3, si legge: «Dio parlò a Mosè e gli disse: “Io sono il Signore (YHWH)! Mi sono manifestato ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe come Dio l’Onnipotente (El Shaddai), ma non ho fatto conoscere loro il mio nome di Signore (YHWH)». In quest’ultima citazione, YHWH sembra confermare di essere lui stesso El Shaddai. Come mai Lei li considera due personaggi distinti?

Tendo a considerare El Shaddai e YHWH due personaggi distinti perché tengo conto di un fatto: quando la Bibbia è stata riscritta – e gran parte scritta in prima battuta – dopo l’esilio babilonese, YHWH è stato inserito ovunque, ed è stato intrapreso un processo di identificazione tra YHWH e altre figure. Così YHWH veniva identificato non solo con El Shaddai, ma persino con Elyon, cosa assolutamente insostenibile dal punto di vista del testo biblico.

Quindi il discorso della separazione dei due individui, come giustamente rilevato, è una mia opinione, ma è un’opinione basata su tutto il contesto biblico. Inoltre, il modo in cui El Shaddai si pone con Abramo è completamente diverso dal modo in cui YHWH si pone con Abramo.

Mosè stesso dice: “Il Signore YHWH sta stringendo con noi un patto che non ha stretto con i nostri padri”. Si tratta dunque di due momenti diversi, con contenuti diversi: due patti, due rapporti e una distinzione fondamentale tra chi si è presentato ad Abramo e chi si è presentato a Mosè. Perché YHWH avverte spesso la necessità di dire “Io sono il dio”? Proprio per creare questa continuità. Se YHWH fosse stato veramente El Shaddai, a mio avviso, questa necessità di ripresentare il suo “curriculum” non sarebbe giustificabile.

È per questo che tendo – ovviamente, ripeto, a titolo di opinione personale – a tenere le due figure separate.

3) Gli Elohim sono ancora qui?

In base ai testi che ha tradotto e agli studi che ha condotto, ritiene che, quando gli Elohim decisero di abbandonare il Tempio di Gerusalemme, dopo l’arrivo dei Romani, abbandonarono anche il pianeta Terra?

Non ho prove per sostenere le affermazioni che sto per fare. Ma ritengo che, quando gli Elohim hanno abbandonato Gerusalemme, non abbiano abbandonato il pianeta, ma si siano spostati in un altro luogo, come una sorta di “cambio di comando”.

Se pensiamo alle leggende nordiche, quelle relative agli Aesir (Nella mitologia nordica, gli Asi sono gli dèi, signori assoluti del cielo) , leggiamo che gli dèi del Nord sono arrivati lì in un secondo tempo, e che prima governavano altrove.

Se mettiamo insieme le affermazioni di Giuseppe Flavio e Tacito riguardo la partenza degli Elohim nel 70 d.C. con le affermazioni contenute nelle leggende, nei miti e nei racconti nordici, potremmo pensare che se ne siano andati al Nord.

Peraltro di recente sto svolgendo, assieme a un pubblico ufficiale, uno studio su dei siti finlandesi all’interno delle foreste nei quali risulta che sia stata ricostruita, almeno dal punto di vista toponomastico, l’Israele antica, e nessuno sa perché. Nemmeno i contatti che abbiamo preso con università e consolati sanno darci spiegazioni. Le uniche testimonianze che abbiamo sono due testi di un vescovo finlandese del Settecento, che già citava questo fenomeno.

È molto curioso. Chissà, magari gli Elohim sono andati lì…

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Biglino Mauro

Autore: Mauro Biglino

Mauro Biglino, studioso di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo. Mauro Biglino è curatore di prodotti multimediali di carattere storico, culturale e didattico per importanti case editrici italiane, collaboratore di riviste, studioso di storia delle religioni, traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo. Da circa 30 anni si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l'analisi diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possano aiutare a comprendere veramente il pensiero religioso formulato dall'umanità nella sua storia.

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