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Mauro Biglino: parallelismi tra mitologia nordica, egizia e fenicia

Mauro Biglino: Hathor, la dea madre

Gli evidenti parallelismi tra l’arcaico mondo nordico e quello mediterraneo e mediorientale, non riguardano solo la toponomastica, ma anche la mitologia.

Hathor, antichissima dea del pantheon egiziano considerata divinità universale e cosmica, dea della felicità, dell’amore e madre di tutti gli dei, veniva raffigurata come una giovane donna che porta sul capo due lunghe corna e il disco solare.

Il culto a lei dedicato si diffuse nel Sinai, in Palestina e presso la costa fenicia. Qui fu identificata con la dea Astarte (ossia  Ishtar, dea assira della fertilità)

Asarte, l’elohim dei Sidoni

Astarte porta le corna di un toro sulla testa (che poi si tramutano nelle punte di una luna crescente. I fenici esportano la sua iconografia in tutto il Mediterraneo: In Grecia diventerà Artemide, a Roma Diana).

Una nota interessante.

Nel Primo libro dei Re si afferma che il re Salomone «seguì Astarte» definita l’elohim dei sidoni.

L’espressione è molto interessante in quanto documenta come il termine Elohim designasse biblicamente il gruppo cui appartenevano le singole divinità che governavano sui vari territori e sui popoli loro assegnati…

Astarte era l’Elohim dei Sidoni così come Yahweh era l’Elohim di Israele, nessuna differenza dunque nei termini che ne identificavano la specifica funzione.

Come abbiamo visto nel precedente articolo “Mauro Biglino: chi sono i Fenici, il misterioso popolo dei “Rossi”?” si potrebbe ricollegare il popolo Fenicio al popolo dei Sitoni (citati da Tacito, nella sua “Germania”, tra le popolazioni stanziate nell’area baltico-scandinava)

Il nome dei Sitoni appare infatti quasi identico a quello dei Sidoni (Fenici), soprattutto se teniamo conto della tendenza in alcune lingue germaniche a indurire le consonanti (ad esempio, come in God, inglese, e Got, tedesco).

Purtroppo Tacito non si dilunga nella descrizione di quella popolazione, fornendoci un unico particolare relativo alla loro organizzazione sociale:

presso i Sitoni erano le donne ad amministrare il paese.

Maur Biglino, Hathor e la Vacca cosmica della mitologia norrena

In alternativa alla raffigurazione descritta, Hathor veniva rappresentata anche con sembianze di giovenca, definita “vacca celeste” o “vacca cosmica”.

Presso il museo egizio del Cairo, è conservata la scultura che rappresenta il faraone Amenofi II nell’atto di succhiare il latte dalle mammelle della grande giovenca.

Identica rappresentazione proviene dalla mitologia norrena, illustrata nel testo I miti nordici:

«Ia mucca rappresenta il principio femminile nutritore, la madre primordiale che cibandosi dell’erba assume le forze vitali della terra e le trasforma in cibo, rappresentando di fatto la terra stessa che alimenta i suoi figli».

La mucca della mitologia norrena, definita, analogamente alla divinità egiziana, “vacca cosmica” o primordiale, è chiamata Auðumla ed è rappresentata come un’enorme giovenca sotto la quale il gigante Ymir beve i quattro fiumi di latte che sgorgano dalle mammelle.

Il diluvio Universale

Appare superfluo evidenziare la corrispondenza tra simbolismo della mitologia egiziana e norrena, che trova ulteriori punti di contatto nei racconti mitologici mediorientali riguardanti il diluvio universale.

Il gigante Ymir, chiamato Yme nella mitologia lappone, generatore dell’umanità, è protagonista del racconto del diluvio universale della mitologia nordica. Il nome Ymir-Yme è quasi identico a quello di Yima che negli antichi testi zoroastriani, viene avvertito dell’imminente arrivo di un diluvio, come afferma Donnelly nel suo libro Platone, l’Atlantide e il diluvio:

«tra gli Iraniani, nei sacri libri che contengono le dottrine fondamentali di Zoroastro di datazione assai antica, incontriamo una tradizione a cui di certo dobbiamo guardare come a una variazione di quella del Diluvio, sebbene presenti un personaggio speciale e differisca in alcuni particolari essenziali da quelle fin qui esaminate.
Racconta di come Yima, che in una prima e originale concezione era il padre del genere umano, venne avvertito da Ahuramazda, la divinità buona, che la terra stava per essere devastata da un diluvio.
Il dio ordinò a Yima di costruire un rifugio, un giardino quadrato o vara, protetto da una recinzione e di indurre gli embrioni dell’uomo, delle bestie e delle piante a entrarvi per scongiurare l’estinzione. Pertanto, quando ci fu l’inondazione, il giardino di Yima, con tutto ciò che conteneva, fu il solo a essere risparmiato…».

Nel caso del diluvio appare ancora più marcata l’analogia tra i due miti, dove il nome quasi identico del protagonista ci consente di ritenere remota l’ipotesi che la somiglianza del racconto sia riconducibile a una sorta di fantasia archetipica presente in popolazioni diverse e distanti tra loro.

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Questo articolo di Mauro Biglino su Hathor e le altre dee, è tratto da “Gli dèi baltici della Bibbia

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Biglino Mauro

Autore: Mauro Biglino

Mauro Biglino, autore best seller, studioso ed esperto di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, collaborazione che si è conclusa una volta iniziata la carriera di scrittore. Da circa 30 anni si occupa dell'analisi dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possa aiutare a comprendere il nostro passato. Mauro Biglino, con il suo metodo "facciamo finta che…", ha portato alla luce sorprendenti scoperte.

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