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Microchip sottocutaneo: rivelazioni dietro le quinte

Microchip sottocutaneo: oltre la cospirazione

Uno dei temi più delicati e controversi nel campo della controinformazione che abbiamo deciso di affrontare con Marcello Pamio e Andrea Bizzocchi nel nostro prossimo libro in uscita a novembre, Dietro le quinte. Rivelazioni sul governo invisibile che controlla il pianeta (Uno Editori) è quello dei microchip sottocutanei.

La tematica è sempre stata trattata come una paranoia “cospirazionista”: come succede spesso in questo settore, le notizie che vengono liquidate come “fake news” si confermano poi “vere” dopo qualche anno, dando ragione a quei ricercatori che nel frattempo, come delle novelle Cassandre, sono stati screditati come dei pazzi visionari.

 

In Italia è guerra al contante

Nelle ultime settimane in Italia è partita una vera e propria lotta al contante, seguendo come modello la Svezia che, considerato tra i Paesi più virtuosi in Europa, ne ha già quasi abolito l’uso. Sempre più esercizi commerciali svedesi, infatti, rifiutano l’utilizzo della banconota.

Per pagare tutto in modo elettronico, gli svedesi ricorrono a un’applicazione sul telefono o alla carta di credito. Secondo le stime, meno del 2% dei pagamenti avviene ancora con banconote e ciò viene inteso e viene promosso come un elemento positivo da emulare nella lotta all’evasione fiscale e alla corruzione, proprio come sta avvenendo ora anche da noi.

 

La Svezia: dall’abolizione del contante al microchip

Proprio dalla Svezia sta dilagando in tutto l’Occidente una nuova tendenza che porta all’estremo l’abolizione del contante e l’utilizzo della tecnologia: farsi impiantare un microchip sottocutaneo contenente password, Pin, dati delle carte di credito, abbonamenti ai mezzi pubblici, biglietti del treno, chiavi di accesso a musei o altri edifici. O anche per evitare di dover usare le chiavi dell’auto.

La fiducia nei mezzi tecnologici sta portando alla graduale costituzione di una società trasparente, in cui ogni nostro movimento, acquisto, abitudine, inclinazione è mappato, controllato, schedato.

 

Un chip per eliminare password, tessere e contanti

I chip sono poco più grandi di un chicco di riso e vengono sparati da una siringa tra il pollice e l’indice della mano sinistra. Il chipping è un’operazione veloce che avviene in pochi minuti in anestesia locale.

Una volta inserito sottopelle, il chip rimane invisibile a occhio nudo.

La progressiva diffusione dei chip non sta avvenendo ovviamente in modo coercitivo (l’obbligo spingerebbe la popolazione a ribellarsi) ma incentivando le persone a farseli impiantare in modo volontario.

Si vuole diffondere l’idea nell’opinione pubblica che un chip sottocutaneo sia utile e comodo e che con esso si possano saltare le code alle casse, utilizzare la propria mano come badge ed eliminare password, tessere e contanti. E ovviamente contrastare l’evasione fiscale.

 

Chippaggio dei dipendenti: il caso di Epicenter

Non sono solo i privati a essere stati folgorati dalla moda dei microchip sottopelle.

Sempre più aziende fanno a gara per impiantare un chip sottopelle nei propri dipendenti: una tra tutte la svedese Epicenter, impegnata nel settore high tech.

La tendenza, però, non è un’esclusiva svedese e si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto l’Occidente, dal Belgio al Regno Unito, raggiungendo accordi con alcune imprese e sollevando le preoccupazioni dei sindacati sul controllo dei dipendenti e la riduzione dei loro diritti di privacy.

 

Rendere alla moda i chip sottocutaneo

È evidente che per controllare la popolazione (e limitarne la privacy) si sta rendendo “alla moda” il microchip sottocutaneo, spingendo così la popolazione a “correre” a farselo impiantare volontariamente per comodità.

Fatture elettroniche, dispositivi contactless ed eliminazione progressivo del contante sono solo tappe provvisorie di questo processo.

L’imposizione o le modalità segrete hanno infatti scarso successo e basta manipolare l’opinione pubblica per gradi (secondo il principio della Rana bollita di Chomsky) promuovendo i benefici a scapito dei risvolti ambigui o addirittura pericolosi di ciò che si vuole introdurre per legalizzare qualunque idea, anche la più impensabile (come insegna la Finestra di Overton).

Siamo stati talmente ammaestrati dal potere da arrivare ad accettare qualunque “innovazione” ci venga offerta come “progresso”, senza pensare alle conseguenze di queste “mode”, come approfondiamo in Dietro le quinte

Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti è una giornalista e scrittrice italiana. È caporedattrice del gruppo editoriale UNO. È autrice di numerosi saggi di successo tra cui ricordiamo: Fake news; Governo globale; La fabbrica della manipolazione; Unisex; False Flag. Sotto falsa bandiera. Il suo sito è: www.enricaperucchietti.it

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