Schermata 2020-01-24 alle 11.54.30

Nigredo e Albedo: il viaggio alchemico dell’anima dalle tenebre alla luce

Nigredo: prima tappa del viaggio alchemico

La prima tappa del viaggio: Nigredo, l’opera al nero.  La discesa nel mondo delle Ombre, l’inferno interiore.

L’opera al nero, designa la prima tappa del cammino iniziatico-evolutivo dell’essere umano.

In questa fase ci si sente profondamente sconnessi e separati da sé, dall’universo e dalla vita stessa, in balia del caos e della mancanza di fiducia.

Sofferenza, dubbi, indecisioni, regnano all’interno dell’individuo. Insonnia, depressioni ed incubi possono prendere il sopravvento.

Ad accompagnare questo processo di morte iniziatica, vi è il volo di un corvo nero, l’animale alchimico simbolo della Nigredo.

La discesa nelle Ombre

“Non ci può essere rinascita senza una notte oscura dell’anima, un totale annientamento di tutto ciò che hai creduto e pensato di essere.”
Hazrat Inayat Khan

La personalità discende nel mondo degli abissi: emozionalmente, mentalmente, fisicamente; si entra in contatto con i propri demoni interiori, con tutte le ombre che risiedono nel sottosuolo della superficie illusoria.
Viene anche definito dai mistici cristiani, come il passaggio nella “Notte oscura dell’anima”.

Secondo i mistici è il momento in cui, mediante la tristezza e la solitudine, l’essere umano ha l’opportunità di avvicinarsi davvero a Dio, al suo richiamo.

Un Richiamo che si avvicina alla voce della Fede, ove per fede si intende la meravigliosa conseguenza spontanea, successiva alla precedente morte iniziatica.

“È attraverso la Resa, che il Divino può giungere a noi con tutta la sua bellezza e saggezza. Dove non arriva l’essere umano, arriva lo sconosciuto che lo abita e questo, se lo si lascia fare, sistema ogni cosa”.

Dettaglio del dipinto “Il potere dell’Amore” di Rita Minelli

L’individuo discende nel proprio inferno per morire a se stesso e successivamente rinascere in un nuovo corpo glorificato.

Nell’Opera al nero, si è come marionette, nelle mani di forze esterne e pulsioni inferiori meccaniche che guidano comportamenti, pensieri, emozioni.
Avviene una vera e propria immersione ed al contempo, emersione nel Regno delle Ombre.
Tappa inevitabile del processo di liberazione, trasmutazione e guarigione del composto psico-fisico.

Il dolore e la sofferenza, diventano dunque forze propulsive divine e intelligenti, il cui compito è quello di sciogliere, dissolvere e disgregare l’IO anagrafico limitato della personalità e tutte quelle parti illusorie ed obsolete, non più funzionali al processo evolutivo dell’individuo.

Dunque queste forze distruttive, apparentemente travestite da demoni, si riveleranno (soprattutto nella fase dell’Opera al Bianco) come forze alleate, angeliche, con il solo scopo di innalzare e trasformare l’essere umano ad un livello superiore della coscienza, verso la Realizzazione del Sé e del Risveglio spirituale.

Rinascere dopo la morte

“Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore.
Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.” C.G Jung

Il piombo diviene oro, nel lago Senza Nome. La luce si manifesta attraverso l’oscurità. Olio e bitume su legno, dipinto di Rita Minelli

L’opera al nero, richiede il coraggio, la forza ed il cuore di addentrarsi all’interno della propria selva oscura. Di esplorare le profondità del proprio inferno interiore, per morire e risvegliare l’essere divino che da sempre dimora in noi.

Come si può d’altronde rinascere, senza prima esser passati per la morte?

Il guscio della crisalide, dell’aragosta o del semino, prima o poi dovrà rompersi per consentire alla nuova creatura di poter venire alla luce, crescere e compiere il suo destino. Così avviene anche per gli esseri umani.

D’altronde ogni reale evoluzione passa attraverso l’immersione nel Regno del Buio e del Mistero. Ed è solo in quel Regno segreto, custodito dentro di noi, che possiamo ritrovare quell’antica forza invisibile, che governa e nutre la nostra vita.

 

La Seconda tappa: Albedo o Opera al bianco

La resurrezione, il Risveglio del Nume.

Il percorso prosegue con l’uscita dall’oscurità e l’entrata in una nuova fase, chiamata dagli alchimisti “Albedo”, letteralmente “bianchezza“.

Alla fine del tunnel vi è sempre la luce, e così avviene anche in questo viaggio dell’anima.

Proprio come nella Divina Commedia, dopo l’inferno dantesco, si varca ora la porta del Purgatorio. L’individuo dopo aver attraversato la propria morte interiore, vivrà con l’opera al bianco, una fase di Rinascita e resurrezione.
L’opera al bianco, rispetto alla precedente fase di Nigredo è molto più semplice, tant’è che viene anche chiamata ludus puerorum, ovvero gioco di bambini.
L’esploratore alchimista dovrà quindi, sempre più, imparare a lasciarsi andare con semplicità e sguardo innocente, tipico del fanciullo, per consentire il passaggio dai mondi inferiori a quelli accogliere nuovi stati di coscienza connessi alle sfere superiori.

Difatti questo è il momento in cui avviene il collegamento tra terra e cielo.

Dopo aver esplorato l’ombra che lo abita, questo sceglierà consapevolmente di svolgere un profondo lavoro su di sé ed al contempo, di aprirsi alla meraviglia che lo abita ed abita ogni cosa.

Consapevolmente sempre più sceglierà di lasciare andare tutto ciò che è pesante ed obsoleto, distaccandosi maggiormente dal proprio corpo di dolore, per entrare in contatto sempre più con il Corpo di luce o di Gloria, Sè superiore o Nume.

L’incontro con lo specchio del Vero Sé

L’incontro con lo specchio del Vero Sé. Olio e bitume, dipinto di Rita Minelli

Si iniziano a superare difficoltà e paure antiche, aprendosi a visioni rinnovate della vita e di se stessi.
Ci si apre a nuove consapevolezze e soluzioni.

Entrano in campo energie ancestrali e si vivono esperienze di maggiore espansione della coscienza.

L’opera al bianco allarga la visione della vita, permettendo l’accesso ad uno sguardo unitario e sincronico delle esperienze esistenziali.
Si risvegliano sensi sottili e capacità extra-sensoriali e fuori dall’ordinario possono scendere in campo.

Se l’individuo proseguirà con fiducia e coraggio, affidandosi all’universo e al cambiamento, vedrà sorgere dentro di sé, nuove intuizioni, visioni e consapevolezze, le quali porteranno a plasmare sempre più, una personalità allineata alla propria vera natura.

Il cuore e la mente si apriranno a mondi superiori, nei quali regnano pensieri ed emozioni impregnati di amore, empatia e comprensione.
È la fase in cui avviene una connessione profonda tra personalità e Nume (Genio, Daimon, Sè superiore…) ovvero con quel custode e protettore, che da sempre accompagna ognuno di noi.

Questa è la fase attraverso cui l’individuo entra in contatto con la propria energia femminile (Anima) e maschile (Animus).

Verso l’ascolto, l’integrazione e la sincronizzazione delle due forze. E con quelli che sono i suoi reali bisogni e desideri, uscendo dalla prigione mentale causata da tutti quei condizionamenti sociali, culturali e famigliari acquisiti.

L’Albedo apre quindi il campo all’ascolto di se stessi e a ciò che si vuole realmente.

Si risvegliano nuove energie, divine e intelligenti, le quali nella fase di Nigredo, si credevano inesistenti, poichè addormentate. L’individuo si sente inoltre guidato da “fortuite” sincronicità e accompagnato da benefiche forze fisiche e metafisiche invisibili. Maestri interiori e guide spirituali che passo passo lo supportano nel suo viaggio.

Non ci si sente più in balia del caos e del caso, ma si inizia a percepire l’unità e la connessione tra tutte le cose, aprendosi sempre più ad una visione transpersonale della vita, in cui ci si sente parte integrante di un Piano Divino Superiore.

La perla, la colomba, il cigno bianco. La primavera e l’alba, sono alcuni dei simboli che accompagnano questa fase che va vissuta con fiducia ed amore, poiché è il preludio alla fase successiva, chiamata Rubedo, La tanto attesa Opera al Rosso… O Grande Opera.

 

Un articolo di Rita Minelli

__________________________

Vuoi fare anche tu un percorso iniziatico?

Rita Minelli e Loris Falconi conducono Seminari sul risveglio dell’anima: dal confronto iniziale con le proprie Ombre si giunge, attraverso la comprensione del proprio Maschile e del proprio Femminile, alla piena Totalità o Sé, intesa come integritàautenticità e libera manifestazione della propria natura essenziale. Scopri di più

Minelli Rita

Autore: Rita Minelli

Artista alchemica e divulgatrice spirituale, vive e lavora a Bologna. Ha lavorato come scenografa in prestigiosi teatri d'avanguardia e sperimentali; come pittrice, ha esposto in diverse gallerie d’arte e musei italiani. La sua produzione artistica di matrice esoterica e spirituale, ha ricevuto vari premi e riconoscimenti. Recentemente è stata artista ospite alla 58esima Biennale d'arte di Venezia, con l'opera pittorica GRADALIS, il toroide dell'amore, ispirata al Sacro Graal. È l’ideatrice e fondatrice di "Spazio Rubedo", laboratorio alchemico-sensoriale, evolutivo-intuitivo, in cui gli insegnamenti delle antiche tradizioni esoteriche e spirituali si fondono con innovativi strumenti pratici per lavorare su di sé ed aprire la coscienza a nuovi livelli percettivi-intuitivi. Rita fonde strumenti che spaziano dall’arte alchemica, allo sciamanesimo. Dalle costellazioni sensoriali-spirituali, agli atti psico-magici. Dalle visualizzazioni trasformative, alla scrittura e disegno intuitivo. Fino alla lettura delle carte evolutive. Lavorando quindi a 360 gradi, con il mondo degli archetipi e dei simboli e con tutta la componente sensoriale, sperimentale. Conduce seminari teorico-esperienziali di gruppo e propone percorsi individuali diversificati per riprendere contatto con il proprio potere personale e la propria Guida interiore, sviluppando una potente e solida connessione tra Luce e Ombra, mondi visibili ed invisibili, realtà ordinaria ed extra-ordinaria. E' co-autrice del libro Storie di ordinario Risveglio, Uno editori. Blog artista: www.ritaminelli.blogspot.com Blog Spazio Rubedo: www.spaziorubedo.blogspot.com

4 Comments

  1. Avatar
    Salve a tutti ! Nell'enunciazione delle trasformazioni alchemiche vengono puntualmente trascurate altri due passi che sono la Viriditas, opera al verde, e la flavitas, opera al giallo. In questo modo ritroviamo tutti e cinque i colori che caratterizzano i cinque elementi delle dottrine orientali: il nero, colore dell'acqua; il verde, colore del legno, il rosso, colore del fuoco, il giallo, colore della terra e il bianco, colore dell'elemento metallo. In questo modo si chiude il ciclo delle trasformazioni poiché il metallo genera l'acqua. Grazie per l'attenzione.
    • Avatar
      Salve Ettore, grazie per la puntualizzazione. Sono ben consapevole delle altre due tappe citate (viriditas e citinitras, alle quali aggiungerei anche la fase al blu, ed anche un altra successiva alla Rubedo, sconosciuta ai più). Mi sono soffermata in particolar modo sulle prime tappe alchemiche, volutamente, per semplificare al massimo l'argomento e perché saranno i due temi principali che tratterò, insieme Loris Falconi, nelle giornate del 22 e 23 febbraio presso Uno Editori. Un saluto Rita Minelli
  2. Avatar
    Se tutti gli esseri umani riuscissero a portare a termine dentro di sé il processo alchemico completo e compiuto il mondo sarebbe migliore! In modo individuale il lavoro è lungo, costante e impegnativo, talvolta ci si può perfino smarrire e cadere preda di forze oscure permanenti che divorano l'anima. E' indubbiamente un processo iniziatico che, attraverso la morte simbolica dell'individuo, porta alla luce della sua risurrezione che ha trasformato completamente il suo essere. Beati quelli che ci sono riusciti, quelli che ci riescono e quelli che ci riusciranno!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Attenzione: questo contenuto è protetto!!