Akihiko Kondo

Oggi i matrimoni con gli oggetti… E nel futuro? Un viaggio tra robot e tecnosesso

Sposa l’ologramma di un manga…

È giovane, sexy e dai capelli azzurri. Hatsune Miku è una giovane popstar, molto amata in Giappone, dalle fattezze che ricordano le eroine dei manga.

Il trentacinquenne giapponese Akihiko Kondo ha perso la testa per lei e ha deciso convolare a nozze. Quello di Akihido sembrerebbe il coronamento di un sogno… dopo una storia d’amore finita male, avrebbe trovato la donna dei suoi sogni. Peccato, però, che la bella Hatsune Miku non sia altro che un ologramma messo a punto dall’azienda Crypton Future Media, che ha approvato il matrimonio facendosi pubblicità gratis. La popstar virtuale è seguita da una folta schiera di fan, tra cui il suo attuale marito, e si esibisce da anni in concerti live.

Kondo non è il solo ad aver perso la testa per un ologramma e aver sposato un oggetto inanimato.

I love you, pillows: altri matrimoni assurdi…

L’ultima solo in ordine di tempo è l’artista inglese Pascale Sellick che su Instagram ha annunciato che convolerà a nozze con il suo piumone il 10 febbraio prossimo. La cerimonia si terrà al Rougemont Gardens, un bellissimo giardino nella città di Exeter nel Devon

Tra i precedenti altrettanto folli, possiamo annoverare alcuni esempi eclatanti:
• Aaron Chervenak ha sposato a Las Vegas il suo smartphone
• Un giapponese conosciuto come Sal9000, fanatico di videogiochi, è convolato a nozze con Nene Anegasaki, una ragazza virtuale del videogioco Love Plus;
• la controversa artista Tracey Emin ha sposato una vecchia roccia che si trovava sotto un ulivo nel giardino del suo studio nel sud della Francia ();
• Bill Rifka un iBook, Lee Jin-gyu un cuscino con il disegno del viso di un cartone animato molto popolare in Giappone che si chiama Mahopu Shoujo Lyrical Nanoha, conosciuto anche come Fate Testarossa…

L’elenco è ancora lungo.

Tecnosesso, in futuro sarà la norma?

E se state liquidando questi personaggi semplicemente come dei sociopatici, continuate a leggere quanto sto per scrivere, perché potreste scoprire che il futuro ci riserverà sorprese nel campo del “tecnosesso”. Il rischio è che queste derive, per ora minoritarie, possano tra qualche anno diventare la norma.

Non scandalizzatevi, dovreste avere ormai imparato che qualunque idea, anche la più strampalata, ha una finestra di opportunità per essere discussa e divenire realtà, come insegna la Finestra di Overton.

Ci pensa Hollywood a inondare di messaggi ben calibrati le masse abituandole “per gradi” agli scenari che si vogliono imporre.
Secondo il futurologo e politico britannico Ian Pearson, infatti, entro il 2050 gli esseri umani avranno più rapporti sessuali con robot che tra di loro (e di coloro che amano avere rapporti con bambole e androidi ho già scritto).

Si discosta di poco la previsione di Helen Driscoll, psicologa della sessualità e delle relazioni all’Università di Sunderland in Gran Bretagna, secondo cui entro il 2070 l’essere umano arriverà a considerare le relazioni fisiche come “primitive”, preferendovi appunto il “tecnosesso”. In un’intervista rilasciata a «The Mirror», Driscoll spiega che:

«Quando la realtà virtuale diventerà più realistica e coinvolgente e sarà in grado di imitare e anche migliorare l’esperienza del sesso con un partner umano, è possibile che alcuni la preferiranno rispetto al sesso con un essere umano meno che perfetto».

La rivoluzione non si ferma però alla realtà virtuale:

«In futuro assisteremo alla crescita dei rapporti umani vissuti interamente online. E qualcuno comincerà a preferire il sesso virtuale tecnologicamente avanzato al sesso con esseri umani. Potremmo anche vedere un maggior numero di persone che vivono da sole passare più tempo nella realtà virtuale», fenomeno che già accade con gli Hikikomori.

I.A. uomini che amano macchine…

A rivoluzionare il nostro rapporto col sesso non sarà soltanto la realtà virtuale: qui il pensiero corre al film di Spike Jonze Her con Joaquin Phoenix che interpreta Theodore, un uomo solo e introverso che intreccia una relazione con un nuovo sistema operativo, “OS 1”, basato su un’Intelligenza Artificiale in grado di evolvere, adattandosi alle esigenze dell’utente.

Per appagare i propri impulsi carnali l’essere umano preferirà rivolgersi successivamente alle “attenzioni” di compiacenti androidi, i cui prototipi sempre più sofisticati si avvicendano sul mercato come i nuovi modelli degli smartphone.

… E donne che amano macchine…

Una prospettiva diversa ci viene invece dalla docente di matematica del Mit di Boston Cathy O’Neil che ha spiegato come nel lungo periodo saranno gli uomini a doversi preoccupare per la competizione dei robot in quanto degni sostituti del partner maschile.

Aimee van Wynsberghe, condirettrice della Fondazione per la Robotica Responsabile ha spiegato in un’intervista rilasciata a «Quartz» che nel prossimo futuro saranno commercializzati dei veri e propri sex robot, in grado non soltanto di muoversi ma anche di interagire e parlare.

Lo scenario alla Westworld pare insomma dietro l’angolo: quando nel 1973 Michael Crichton scrisse e diresse il film Il mondo dei robot a cui si ispira la celebre serie TV aveva precorso i tempi in modo straordinario. Siamo sull’orlo di una nuova trasformazione culturale e antropologica: non solo sono destinati a sparire i vecchi lavori, i vecchi ruoli, i vecchi “generi”, i vecchi valori, ma lo stesso uomo come lo conosciamo.

Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti, (Torino, 5 dicembre 1979) è una giornalista e scrittrice italiana. È caporedattrice del gruppo editoriale UNO. È autrice di numerosi saggi di successo tra cui ricordiamo: Fake news; Governo globale; La fabbrica della manipolazione; Unisex; False Flag. Sotto falsa bandiera. Il suo sito è: www.enricaperucchietti.it

2 Comments

  1. Brava come sempre Enrica Perucchietti nel tracciare le linee di certi argomenti di così vitale importanza. Mi domando solo una cosa: se i robot finiranno per prevalere sull'uomo, in un lontano futuro, cosa ne sarà del pianeta terra?

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