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Oltre la Musica: Umberto Tozzi e Donald Trump. Appropriazione indebita?

Photo by Win McNamee/Getty Images

Umberto Tozzi e Donald Trump

Sono balzate agli onori della cronaca alcune dichiarazioni del cantautore italiano Umberto Tozzi, il quale ha deciso di dissociarsi pubblicamente dall’utilizzo fatto delle sua nota canzone “Gloria”, inserita a commento di uno dei video che documentavano l’ormai famigerato comizio di Donald Trump a Washington il 6 Gennaio:

“Ho sempre preferito l’amore alla violenza, il dialogo alla forza. Nelle mie canzoni, canto la bellezza della vita. Per questo mi dissocio e sono pronto in qualità di autore a difendere le origini e i principi di questa canzone”,

queste le parole di Tozzi consegnate ai social.

A chi appartiene una canzone?

Questa questione – apparentemente irrilevante – solleva una interessante riflessione sullo status di appartenenza della musica e della canzone.

Chi stabilisce se l’utilizzo di un brano sia adeguato oppure se si tratti di una forma di appropriazione indebita?

E ancora, come fare ad agire sulla percezione dei singoli individui per ammaestrarli alla corretta interpretazione di un brano?

Il filosofo Slavoj Žižek, in un suo noto e azzeccato contributo, ci racconta della storia della diffusione dell’ “Inno alla Gioia” di Beethoven, oggi associato alla Unione Europea, ma in passato utilizzato da:

– Hitler, come da
– Mao Tse Tung,
– dal regime razzista bianco della Rodesia e
– dal gruppo terrorista di Sendero Luminoso…

Sono queste tutte appropriazioni legittime? Probabilmente no.

O meglio tutti questi tentativi di ricollocazione ideologica della composizione di Beethoven, giunti dopo la morte del Maestro, sono contemporaneamente illegittimi e accettabili, poiché non possiamo sapere come un brano musicale agisca sulla percezione di un individuo e di una comunità e quali sensazioni, idee, immagini esso faccia emergere.

Il decadimento del suono e della musica

Una della regioni del decadimento del Suono e della Musica come grandi vettori di creazione attiva di un immaginario risiede infatti nella corsa a rendere tali stimoli semplici vassalli del messaggio esplicito affidato al testo (sottomissione della musica alla parte lirica) e nella volontà di rendere meramente calligrafico tale messaggio.

Quasi un manuale di istruzioni.

In realtà, come si spiega diffusamente nel mio libro “La Musica e i suoi Nemici”, il processo percettivo è ben più complesso, e deve essere accettata l’idea secondo cui ciascun ascoltatore ricrea il senso di un brano musicale, anche nelle forme più inafferrabili.

La “gloria” di Trump

Per chi ha montato quel video col discorso di Trump si sarà trattato, molto banalmente, dell’effetto evocativo della parola “gloria”, non intesa come nome proprio, ma ciò sarebbe potuto accadere anche con della musica strumentale.

Tozzi o qualsiasi compositore non possiedono la loro musica, o meglio, la possiedono come autori tutelati contro eventuali plagi, ma non possono esserne detentori del senso. Possono certo fornire i loro intendimenti, la loro visione di assieme, ma la cosa straordinaria del Suono e della Musica è che può essere assolutamente che certi significanti nascosti sfuggano persino all’autore.

La musica è di tutti 

Chi fa musica è giusto e legittimo che esprima le proprie convinzioni ed ostilità – su questo nulla da dire a Tozzi – ma è necessario mettersi l’animo in pace sul fatto che non è concedendo un proprio brano all’uno o all’altro che tali ragioni potranno essere fatte correttamente valere.

Per citare una frase di senso comune, dalle implicazioni più vaste di quanto si possa normalmente immaginare, “la musica è di tutti”.

Guarda qui il trailer del libro

 

Cresti Antonello

Autore: Antonello Cresti

Antonello Cresti: è saggista, conferenziere ed agitatore culturale. Si è laureato con lode in Scienze dello Spettacolo presso l'Università di Firenze. Ha iniziato la sua attività artistica come musicista, animando vari progetti e producendo numerosi album. Ha già pubblicato undici libri, usciti con varie case editrici, dedicati a musica underground, cultura britannica, esoterismo, controcultura. E' ideatore di un film e di un documentario, entrambi a tematica musicale. E' fondatore della Convenzione degli Indocili, una rete trasversale di intellettuali e creativi che operino in opposizione al Pensiero Unico.

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