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Osservare la bellezza per contattare l’anima: il Viandante sul mare di nebbia

Viandante sul mare di nebbia

Nel 1818, Caspar David Friedrich, un pittore romantico tedesco, dipinse il quadro che potete ammirare qui sotto: Il Viandante sul mare di nebbia, manifesto dell’intero movimento Romantico (qui accanto, invece, “Burrone roccioso nelle montagne di arenaria dell’Elba”, olio su tela dipinto fra il 1822 e il 1823).

In prima analisi potrebbe non avere alcun interesse per chi sia interessato al pensiero alternativo, all’esoterismo o alle pubblicazioni di Uno Editori.

Eppure credo che questo quadro dovrebbe interessarci, come dovrebbe attrarci ogni forma di arte o di musica che parli alla nostra anima.

Come alcuni di voi sapranno mi occupo di sensibilizzare le persone su argomenti che abbiano come centro la consapevolezza e il suo sviluppo, e, credetemi, uno dei nemici più grandi di tale sviluppo è la razionalità usata all’eccesso.

Davanti alla bellezza romantica di un capolavoro come “Viandante sul mare di nebbia” abbiamo due scelte.

Chiederci perché ci piace e come mai si parli di questa tela, oppure, goderne e assorbire il significato senza far prevalere la razionalità.

Di questo si occupa l’articolo che state leggendo.

Viaggio dell’anima nella bellezza

Al centro del quadro un uomo guarda il panorama delle montagne di Boemia e, pur non potendo vedere il suo volto, possiamo cogliere il suo rapimento, la sua ammirazione e constatare che il viaggio di questa persona è prima di tutto animico e poi meramente fisico.

Ecco che sono caduto nella mia stessa trappola. Sto spiegando a voi il senso del bello, esattamente come non dovrei fare. Perché? Beh, spiegare il bello uccide la sua bellezza, la affoga sotto la razionalità dialettica.

Questo fa la nostra civiltà ai suoi figli, da molto prima dell’inizio di millennio. Veniamo rapiti dalle spiegazioni che altri ci danno del mondo, siamo schiacciati dai pareri che non ci appartengono e raramente viaggiamo con le nostre gambe verso la cima di colline per ammirare i panorami che vorremmo gustare.

Ecco il problema che ho con chi ascolta le mie parole nei miei corsi, con chi mi legge, con chi mi ama o con coloro che mi vorrebbero zittire.

La spiegazione del mistero non è mai bella quanto il mistero stesso.

Il viaggio per le strade avventurose della vita non si fa mai per arrivare a una meta, la fine di ogni viaggio è sempre una ricapitolazione di quello che si sa già, un ritorno a casa poco avventuroso e ancor meno istruttivo.

L’uomo che osserva il mare di nebbia, così mi piace pensare, non sa dove sta andando o se arriverà mai.

Siamo tutti viandanti…

Il viandante è pieno di dubbi, di speranze e ha il cuore e la mente aperta alla bellezza. Ecco il mio perché alla scelta di quel quadro. Mi ricorda quello che troppo spesso dimentico. Mi permetto di includere anche voi in questo oblio. Sono quasi certo che davanti al mare di nebbia, al suo movimento misterioso, al suo danzare sinuoso, guarderemmo l’orologio per chiederci se abbiamo fatto tardi o scruteremmo oltre l’orlo del precipizio per domandarci se c’è il rischio di cadere.

A questa domanda posso rispondere io con sicurezza e razionalità: il rischio c’è! Per fortuna c’è.

I moti dell’anima libera sono sempre rischiosi. Il pericolo di cadere è sempre presente. Per fortuna, ogni tanto, l’uomo e la donna liberi cadono. E poi che accade? Ci si rialza e si prosegue nel viaggio.

Vi prego di guardare ancora questo quadro, non nei particolari o nella tecnica ma nelle emozioni che suscita, nell’invito che sottende, nell’inquietudine che spero vi susciti.

Chi lo ha dipinto era disposto alla caduta, ad essere rapito dal mare di nebbia, era speranzoso di perdersi per poi ritrovarsi più forte e consapevole.

Siamo disposti a lasciarci andare senza paura?

Ora devo porvi io una domanda. Siete disposti a perdervi? Rischiereste di non ritrovare il sentiero sicuro delle vostre certezze?

Se rispondete “no” non siete ancora anime pronte alla spiritualità, non vi state evolvendo ma solo difendendo da quell’eterno mare di nebbia che sono le vostre paure. Se, invece, la vostra risposta è un “sì”, allora state mutando, state diventando più grandi e forti.

In che cosa state cambiando? Per fortuna non lo so e non lo sa nessuno.

Lascerete le vostre tane sicure e le certezze granitiche della vostra razionalità per esplorare quel mare di nebbia misteriosa. Vi avventurerete oltre le rocce e lancerete in volo verso orizzonti di mistero e di nuove conoscenze che la vostra maestria divina avrà evocato e creato.

Ho un solo desiderio… vorrei essere accanto a voi.

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di Pierluca Zizzi, classe 1970, laureato in Architettura a Torino dove vive e lavora. Esercita la professione di architetto per qualche anno per poi inseguire le sue passioni, le ricerche in campo spirituale ed esoterico. Diventa autore di giochi da tavolo e gli vengono pubblicati in molte nazioni giochi ed espansioni. In parallelo tiene corsi e conferenze su evoluzione spirituale umana, archeologia alternativa, vie di autoconoscenza con uso di meditazione e tarocchi. Tra le sue predilezioni vi sono i viaggi in luoghi di consapevolezza e grande energia, di cui indaga i misteri e le potenzialità. Fin da ragazzo è un lettore appassionato di fantasy e fantascienza e da anni sogna di veder pubblicata la propria saga e di raccontare il complesso e affascinante universo da lui creato. Per Uno editori è autore della saga fantasy “Immortalis

Zizzi Pierluca

Autore: Pierluca Zizzi

Pierluca Zizzi è nato nel 1970 a Torino dove vive e lavora. Si laurea in architettura ed esercita la professione per qualche anno per poi inseguire le sue passioni, le ricerche in campo spirituale ed esoterico.

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