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Perché NON andrò a votare alle elezioni del 4 Marzo…

Diverse persone mi hanno scritto domandandomi se mi recherò alle urne la settimana prossima.

La risposta netta e inequivocabile è NO.

motivi per cui non mi recherò alle urne sono molteplici ma quelli di fondo sono due:

1) Per usare le parole di un grande uomo del passato, l’anarchico Errico Malatesta:

“Il diritto al voto è il diritto di rinunciare ai propri diritti”.

2) Per usare le parole di un altro grande, grandissimo uomo del passato, (lo scrittore, filosofo e libero pensatore Mark Twain):

“se le elezioni servissero a qualcosa le avrebbero già vietate”.

Chi ha capito queste due semplici verità, e chi ha capito che viviamo in uno stato di dittatura feroce, evita di sprecare tempo e soprattutto di farsi prendere per il culo andando a votare (e con ciò, tra l’altro, legittimando e rafforzando il Sistema che ci opprime e schiavizza).

Fatta salva questa premessa vorrei quantomeno dire che potrei, almeno idealmente, votare se ci fosse un partito che avesse nel suo programma questi tre punti fondamentali:

1) Uscita dall’euro senza senza e senza ma e contestuale ritorno alla moneta nazionale, rinazionalizzazione della Banca d’Italia ed emissione di moneta senza interessi. Sostegno e promozione alla creazione di monete locali (regionali-provinciali);

2) Tassazione del denaro e non delle attività e del lavoro perché, come scrivo nel mio ultimo libro “Zombies” (Uno Editori) “è inconcepibile tassare i cittadini (cioè i lavoratori) che sono coloro su cui si regge la prosperità delle nazioni, ma piuttosto occorre tassare il denaro stesso, cosa che permetterebbe allo Stato (che riacquisterebbe  in siffatto modo la sovranità monetaria, vedi sopra) di ricevere un reddito e senza possibilità di evasione fiscale per coprire le spese pubbliche e soprattutto senza doversi indebitare. Questo significherebbe la fine della dittatura delle banche e della finanza. Per inciso le piccole attività “evadono” per sopravvivere mentre le grandi multinazionali, cioè i grandi e veri evasori, non sono di fatto minimamente toccati dalle leggi “antievasione”;

3) Abolizione immediata del decreto Lorenzin (che non è un decreto fascista ma “ultrafascista”).

Mi fermo qua perché comunque a votare non andrò.

Andrei però se in Italia avessimo un Juan Manule Sanchez Gordillo, sindaco da ben 36 anni del piccolo comune andaluso di Marinaleda, grande uomo sulla falsariga dell’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica, che ho avuto l’onore di conoscere e con cui ho conversato a lungo appena due settimane fa. 

Ma in Italia non abbiamo un Juan Manuel Sanchez Gordillo e non abbiamo una Marinaleda, per cui, ripeto, a votare non andrò.

Bizzocchi Andrea

Autore: Andrea Bizzocchi

Andrea Bizzocchi (autore, ricercatore, conferenziere), scrive di economia, salute, ecologia, stili di vita, viaggi, libertà, controinformazione. Appena raggiunta la maggiore ha iniziato a lavorare in proprio in svariate attività al di qua e al di là dell’oceano (Atlantico). Ha smesso nel 2004 quando ha capito che non era lui a mandare avanti le sue attività ma le sue attività a mandare avanti «lui» (e questo nonostante si divertisse). Vive con la sua famiglia tra l’Italia e le Americhe, con pochi beni materiali ma con la ricchezza del tempo liberato e di esperienze e incontri con personaggi straordinari (incontri in parte raccolti nel suo libro "Pura Vida").

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