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Portale dello zodiaco della Sacra di San Michele e antichi segreti iniziatici (part I)

“Quest’opera la comprenda chi ne è degno”

Oggi vorrei parlare del Portale dello Zodiaco.

Questo è un argomento di grandissimo fascino e interesse, e di cui praticamente non si sa, o non si può, dire niente.

Le cose per me sono piuttosto chiare e semplici (ma ovviamente tutto quello che ora scriverò sono solo “mie fantasie celtiche”, quasi per niente condivise dalla Storiografia ufficiale).

Parliamo del Portale dello Zodiaco. Il suo fondatore (1128), un certo Maestro Nicholao, scrisse, insieme alla sua firma, sulla pietra:

Hoc opus intendat quisquis bonus expendat,

che mal tradotto significa:

“Quest’opera la comprenda chi ne è degno”.

Ma che cosa dovrebbe comprendere?

La risposta è semplice: il linguaggio e gli insegnamenti alchemici medievali contenuti nell’opera.

Il Portale dello Zodiaco, a mio modo di vedere, al pari dei bassorilievi, segni e immagini scolpiti nelle cattedrali gotiche (soprattutto francesi), contiene al suo interno una sorta di Libro segreto di magia e Sapienza antica, di matrice “druidico-templare-alchemica”. In esso è condensata e riassunta l’antica Saggezza degli scalpellini medievali, iniziati all’antica Conoscenza esoterica occidentale.

Questa per millenni fu tramandata segretamente, oralmente:

  • dai costruttori “neolitici” prima (quelli che innalzarono – nessuno ha ancora compreso bene come e perché – Stonehenge, per intenderci, insieme a un’infinità di menhir, cromlech, dolmen),
  • successivamente dai druidi del I millennio a.C. (i “saggi della foresta” – druido sembra voler dire “quercia” – e al Portale vediamo incisi numerosi simboli arborei e floreali…),
  • infine da Templari, Alchimisti e Corporazioni dell’Alto Medioevo.

 

Gli alchimisti medievali, insieme alle corporazioni di scalpellini e tagliatori di pietre, e i Templari (tutto questo è poi confluito parzialmente nella Massoneria, per intenderci…), innalzarono “templi alla virtù” sulle antiche vie del Drago (le linee di energia che, come “meridiani sul corpo di Gaia”, circondano il nostro pianeta).

In antichità, nel Neolitico, i sacerdoti e le sacerdotesse “vedevano” dove affioravano le “vene della Dea” e in quei punti innalzavano strutture megalitiche: 
• lunghe file di menhir come “agopuntura” per collegare le potenti energie telluriche della Dea verso il Padre Cielo, e viceversa;
•  imponenti strutture dette dolmen (“casette” megalitiche dove raccogliere l’energia sotterranea, “del Drago”) e cromlech (cerchi di enormi pietre).

il “druido” San Bernardo di Chiaravalle

I druidi dell’età del Ferro, al tempo dei Celti, portarono avanti l’antica sapienza neolitica e la trasmisero fino all’epoca cristiano-romana, segretamente.

In Francia, il “druido” San Bernardo da Chiaravalle, nel 1118, coordinò e fece nascere l’ordine dei Templari.

Come abbiamo visto negli articoli precedenti, San Bernardo era un “devoto della Dea”: da piccolo, in un’esperienza mistico-religiosa, si abbeverò al seno di una vergine nera, una statuetta della Madre di legno scuro, simbolo druidico presente dalla notte dei tempi.

Non a caso l’ultimo accompagnatore o guida di Dante, nella Commedia, è proprio San Bernardo, colui che di fatto gli permette di avere l’esperienza mistica di Dio: è San Bernardo a intercedere presso la Madre divina perché questo avvenga… Ma chissà perché, soprattutto a scuola, nessuno ci parla mai di lui, colui che, in definitiva, dovrebbe essere la guida più importante: accompagna Dante al termine del Paradiso, e fa in modo che possa vivere l’Esperienza Finale, la Rosa mistica e Ogni cosa innominabile. Misteri della fede…

Ma torniamo a noi, poiché se parto con la polemica sull’assurdo ostracismo e oblio che ha subito il san Bernardo della Divina commedia siam rovinati… Vorrei solo ancora ricordare che i “suoi” Templari vennero spazzati via definitivamente, violentemente, un certo venerdì 13 di molti secoli fa…

Cattedrali: “dolmen moderni” sulle linee del Drago 

I Templari, gli Alchimisti e i loro “bracci armati” (di strumenti di lavoro), vale a dire gli scalpellini medievali e tutte le altre Corporazioni presenti nella sontuosa erezione delle Cattedrali gotiche (vetrai, falegnami, tagliapietre…), riportarono alla luce l’antica Sapienza neolitico-druidica ed eressero “dolmen moderni” nei luoghi delle linee del Drago. Il loro obiettivo era probabilmente di creare enormi strutture in luoghi sacri (geografia sacra), costruite seguendo regole esoteriche di Geometria sacra (linee, proporzioni, volumi all’interno delle Cattedrali, ma anche scelta di colori per le vetrate, le pareti, le colonne, gli oggetti, e poi profumi di incensi da diffondere…), e dare iniziazioni di massa (in una cattedrale – all’epoca era priva di panche – all’interno potevano starci anche 20.000 persone!).

Insomma, ogni particolare nell’edificazione dei nuovi luoghi sacri era accuratamente studiato per veicolare oggettivamente, scientificamente, determinate “energie”, frequenze, vibrazioni. In altre parole, stiamo parlando di quello che Gurdjieff, forse un ultimo, raro caso di vero iniziato moderno, chiamò “Arte oggettiva”.

 

Arte Oggettiva

A differenza dell’Arte tout court come ormai noi occidentali moderni concepiamo, in antichità Essa serviva per produrre, veicolare, trasmettere determinate frequenze energetiche.

In altre parole: ogni produzione artistica era commissionata da Alti sacerdoti e Sacerdotesse custodi della Sapienza delle Leggi dei numeri, delle proporzioni, delle Leggi esoteriche dell’universo.

Che si trattasse di templi, o di sculture, o di immagini pittoriche, o di musiche, o di racconti e letteratura, ogni forma d’arte serviva segretamente per dare iniziazioni al popolo, innalzarne le vibrazioni.

Era un’arte oggettiva: “scientificamente”, oggettivamente, determinate opere artistiche producevano negli uomini e nelle donne determinati risultati: suscitavano ben precisi sentimenti, emozioni, pensieri, tutti codificati, stabiliti – oggettivamente, a tavolino (e non da “colpi di genio” estemporanei, come nell’Arte soggettiva) – dagli Iniziati ai Segreti. Si pensi ad esempio alle Piramidi egizie o ai Templi greci.

Geografia Sacra, Templari e portale dello zodiaco

Oppure al Tempio di Salomone, che dà il nome ai Templari, che lì rimasero nove anni a scavare, scavare, essendo andato distrutto secoli prima, e infine a trovare… Ma che cosa? Probabilmente “l’Arca”, contenenti i documenti delle Leggi, vale a dire:

  • mappe di Geografia Sacra con i metodi per individuare le Linee del Drago, su cui erigere;
  • testi di Geometria Sacra, relativi al “come” produrre opere iniziatiche esoteriche.

Guarda caso, trovato quel “qualcosa”, i Templari (nati per difendere i pellegrini in Terrasanta) lasciano Gerusalemme e proprio nel 1128 vanno in Francia e vengono ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa (concilio di Troyes). E, nel 1128, sempre “guarda caso”, compare alla Sacra il portale dello Zodiaco, il cui messaggio su bassorilievi, in forme simili, verrà successivamente, pochi anni e decenni dopo, scolpito nelle maestose, imponenti, sublimi, impareggiabili cattedrali gotiche francesi.

Conclusioni

Come al solito temo di aver fatto voli pindarici, lavorato di fantasia e immaginazione, e soprattutto aperto mille parentesi (e soprattutto stravolto l’ordine logico-razionale della trattazione!). Ma non importa.

Quello che conta è esser riuscito a trasmettere, in qualche modo, alcune cose per me davvero importanti:

  1. alla Sacra di San Michele è presente un’opera che tramanda importanti, antichi segreti iniziatici, esoterici (per pochi): il Portale dello Zodiaco, di cui non si sa praticamente niente e sarebbe ancora tutto da decifrare;
  2. il suo fondatore, proprio nell’anno in cui passano i Templari dalla Valle per andare in Francia a Troyes (su Troyes e il Graal di Chretien de Troyes, che comparirà trent’anni dopo, parleremo poi, separatamente…), lascia un’indicazione scritta: “Comprenda questo libro di immagini esoteriche chi ne è degno”, un invito quindi più che esplicito a disseppellire l’importantissimo messaggio alchemico medievale in esso criptato;
  3. le immagini scolpite su roccia, oltre ai segni zodiacali (non dodici ma undici, essendo misteriosamente accorpati Bilancia e Scorpione!…), rappresentano “creature” tra l’umano e il mitologico, fiori e piante (druidici doc!); e addirittura sono presenti – tanto per non farsi mancare nulla – anche espliciti riferimenti “sessuali” paganissimi (il tabù sessuale e la dicotomia che separa nettamente, violentemente, il “Sacro” dal “Sesso” è roba solo nostra di cattolici moderni: in passato le cose andavano ben diversamente – ma di tutto questo parleremo nella part II);
  4. infine, molto molto importante, viene addirittura scritta (incisa) la firma degli Alchimisti medievali (nessuno sembra averlo notato): all’interno del portale dello Zodiaco, accanto allo “Scalone dei morti”, un’imponente colonna di pietra sorregge tutta la struttura (nessuno sa come tutta la chiesa della Sacra, al piano di sopra, possa essere sorretta così, N.d.R.). Ebbene, in questa “misteriosa” colonna c’è inciso un solo segno (per il resto è completamente liscia e priva di incisioni o scritte): la firma degli Alchimisti medievali, che si facevano riconoscere segretamente dal “cappello frigio” (quello che poi verrà ripreso anche ai tempi della Rivoluzione francese). Ancora oggi, un buffo omuncolo raffigurato all’interno di un cerchio, scolpito nella colonna che sostiene il pavimento di tutta la chiesa della Sacra, sembra sorreggere ogni cosa. Ha un cappello dei puffi…

 

Vos qui transitis sursum vel forte reditis / vos legite versus quos descripsit Nicholaus” – Voi che salite, o per caso ridiscendete, leggete i versi che scrisse Niccolò.

Hoc opus hortatur saepius ut aspiciatur” – Quest’opera spinge ad osservarla ripetutamente.

“Hoc opus intendat quisquis bonus expendat / Flores cum beluis comixtos cernitis” – Osservi quest’opera chiunque, capace, ne misuri il valore; vedete fiori frammisti ad animali.

Hoc opus intendat quisquis bonus / exi… (exit et intrat)” – Volga la sua attenzione a questa opera chiunque, capace, esca ed entri.

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Cogerino Andrea

Autore: Andrea Cogerino

Andrea Cogerino, specialmente in seguito alla laurea in Filosofia del 2000 con una tesi sulla Sincronicità e il carteggio Jung-Pauli, segue il sentiero delle “coincidenze” e si rimette alla saggezza del “Tao”. Editor e scrittore freelance, dopo alcune esperienze di vita a Roma e Torino è tornato alle origini, nei monti e nei boschi della Val di Susa. Ricercatore spirituale a tutto tondo, da anni si occupa prevalentemente di sciamanesimo e druidismo.

2 Comments

  1. Su San Bernardo ci sarebbe da dire molto e molto... il fondatore del Sacro Ordine dei Templari, "l' innamorato" della "vergine Nera", l' ultimo druido depositario di saperi occulti e ancestrali. Peccato che anche la chiesa cattolica lo abbia dimenticato. Eppure è stato mentore anche di papi e guida spirituale dell' intera chiesa cattolica!
  2. Ma come si possono mescolare le menzogne di Gurdjeff con la grandezza di Bernard de Clarvaux?!?... Studiare ancora tanto, e sui libri giusti, quelli che dicono il vero e non su testi antichi e superati dall’evento del Golgotha. Purtroppo circola ancora tanta spazzatura “esoterica” poù dannosa che utile....

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