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Hai un progetto per il futuro ma non sai se è quello che vuoi DAVVERO? Scoprilo qui con il modello Controller®

Il modello Controller®: eliminare gli auto-sabotaggi

 

Ti è mai successo di raggiungere un obiettivo impegnativo e di ritrovarti a pensare dopo: «È tutto qui?».

Ti è mai successo di partire sparato verso un progetto e dopo un po’ di tempo di accorgerti che non era quello che volevi davvero?

Questi sono sintomi dell’avversario più subdolo che ti ostacola nel raggiungimento dei tuoi obiettivi: l’incongruenza interna.

La mancanza di congruenza tra il nostro obiettivo, ciò che siamo nel profondo e le nostre credenze più rilevanti crea delle interferenze interne che si frappongono tra noi e il nostro obiettivo.

Queste interferenze si manifestano in auto-sabotaggi che produrranno lentezza, ripensamenti, frustrazione, immobilismo…

Una spirale tossica che spesso si chiude con la perdita di sicurezza in noi stessi.

Ecco perché la prima cosa da fare quando ci viene in mente un obiettivo è un controllo ecologico.

Per farlo ho sviluppato il modello Controller®.

Controller® è un modello strategico che ci permette di capire se l’obiettivo prefissato sia compatibile con l’ecologia globale della complessità della nostra persona e che puoi trovare in versione integrale nel libro K.O. metti al tappeto i 7 avversari che ostacolano la realizzazione dei tuoi obiettivi.

 

Sei pronto a sottoporre il tuo obiettivo al Controller®?

Bene, partiamo. Ecco come funziona.

Per ogni obiettivo importante che hai, rispondi per iscritto a queste 6 domande.

 

1.   Che persona devo diventare per arrivare fin là?

Qui stiamo parlando della tua identità futura.

Obiettivi importanti non si raggiungono senza cambiamenti profondi.

Il controllo ecologico con la propria identità serve anche a lasciar andare obiettivi che non si addicono a quello che veramente sei.

 

2.   Che valori soddisfa? Qual è il mio più grande “perché”?

Credo fermamente che se non hai un grande “perché”, raggiungere un grande obiettivo sia molto difficile.

Più spesso di quanto si pensi, le motivazioni che si celano dietro la “voglia” di perseguire grandi obiettivi sono deboli, fragili, fittizie.

A volte si crea un conflitto tra valori e serve un check per capire quali hanno la priorità rispetto ad altri.

Fai una lista scritta dei motivi per cui vuoi fare questa cosa e dei benefici che ne derivano.

Poi chiediti: È davvero la strada che voglio intraprendere?

Avere un forte “perché” equivale ad avere costantemente un fuoco che brucia dentro e che serve da combustibile per superare i frequenti ostacoli che tutti troviamo quando mettiamo nel mirino un obiettivo sfidante, significativo e stimolante.

 

3.   Che convinzioni mi servono per raggiungere il mio obiettivo?

Le convinzioni o credenze sono ciò che crediamo essere vero.

Se vuoi acquisire nuove capacità e arrivare a nuovi traguardi, devi partire da ciò che credi di poter o non poter fare, ciò che pensi sia alla tua portata o meno, le tue credenze su te stesso, sugli altri e sulla vita in generale.

Grandi obiettivi sono sostenuti da grandi convinzioni.

Abbiamo credenze su ogni aspetto della nostra vita: amore, salute, lavoro, amicizia. Ma anche su noi stessi, sulle nostre capacità e sul nostro valore.

La stessa autostima è la più rilevante delle credenze: incide su tutto.

Ecco alcuni esempi di convinzioni opposte, tutte egualmente vere:

«Sono troppo giovane perché i miei clienti mi rispettino» / «Sono giovane e ho più possibilità di avere successo»;

«Non ce la farò mai» / «Qualsiasi cosa accada, io ce la farò»;

«Viaggiare in treno è sicuramente meglio che prendere l’aereo: posso leggere per ore» / «Viaggiare in aereo è meglio che prendere il treno: risparmio molto tempo»

Insomma, vale tutto e il contrario di tutto, incluse le vie di mezzo.

Una convinzione è ciò che riteniamo sia vero, perché abbiamo avuto una o più esperienze (o anni della stessa esperienza) che ci hanno portato a credere quella determinata cosa.

Sai che cosa dimentichiamo spesso?

Che si tratta solo di interpretazioni delle nostre esperienze personali e come tali le possiamo modificare.

 

4. Che abilità personali mi servono per raggiungere il mio obiettivo?

Non raggiungi obiettivi sfidanti e significativi con le capacità che già hai.

Essi ti costringono a crescere, è proprio questo il bello.

Mentre la maggior parte delle persone si pone obiettivi che già sa di poter raggiungere, senza crescere e imparare nulla di nuovo, tu fai il contrario.

 

5. Quali abitudini devo perdere? E con quali abitudini devo sostituirle?

 

Nei miei seminari ripeto sempre:

la motivazione aiuta a partire, ma poi sono le abitudini che ti portano fino al successo finale.

Nel tempo ho scoperto che per arrivare al successo, a volte basta anche solo una potente e forte abitudine. Anche solo una.

Ma ricorda che è impossibile perdere un’abitudine: devi sostituirla.

Quindi “non voglio più fare questo” vuol dire che vuoi fare qualcos’altro. Prima chiarisci cosa è quest’altro, prima ti avvicini alla tua nuova abitudine e al tuo traguardo.

 

6. Quali ostacoli e opportunità potrei trovare nell’ambiente esterno?

Dobbiamo cercare di prevenire il più possibile gli ostacoli che potremo trovare, cercare soluzioni quando si presenteranno e soprattutto capire che troveremo sempre ostacoli.

Ma è altrettanto importante anche capire su quali opportunità, alleati e risorse esterne potremo contare.

Se il tuo obiettivo è riuscito a superare il Controller® le probabilità che riuscirai raggiungerlo si innalzano drasticamente.

La parte più bella dell’applicazione del Controller® e che capendo se è il caso di impegnarci in un dato obiettivo facciamo anche un check della nostra stessa ecologia.

Per questo motivo ti raccomando di usarlo per tutti gli obiettivi importanti.

 

Vuoi averne una copia cartacea e molto più dettagliata? La puoi trovare all’interno del libro che ho scritto a 4 mani con il campione del mondo di pugilato Patrizio Oliva, K.O. metti al tappeto i 7 avversari che ostacolano la realizzazione dei tuoi obiettivi.

Formisano Max

Autore: Max Formisano

Classe 1970, dopo la maturità classica e la laurea in Giurisprudenza prese a Bari, dal 1996 si butta tutto alle spalle trasferendosi a Roma per lavorare esclusivamente nel campo della formazione. Fonda nel 2003 la Max Formisano Training , oggi la Scuola n1 in Italia per imparare a parlare in pubblico, a fare formazione a livelli eccellenti e a triplicare la propria produttività ed i propri risultati (e godersi anche la vita nel frattempo). Ha pubblicato 6 libri, tra cui “Public Speaking per tutti” e i best seller “Produttività 300%” (con prefazione di Italo Pentimalli), “Se solo potessi” (con prefazione del “guru” del management americano, Stephen M.R. Covey). Cura la collana di libri di crescita personale e professionale - “Se solo potessi” – edita da Uno Editori. Ha creato decine di corsi multimediali: dalla produttività al parlare in pubblico a formare i formatori. E’ stato intervistato da Repubblica, Sky, Il Giornale, Rai2, il Messaggero, Millionaire e altri. Si distingue per la semplicità e la schematizzazione dei suoi interventi in pubblico. Infatti, ha creato la metodologia S5® e la Crescita Personale Semplificata®. Il suo stile formativo non assomiglia a quello di nessun altro al mondo perché esprime al 100% la sua personalità e le sue capacità. Lo chiamano “il formatore dei formatori” perché dalla sua scuola per esperti sono venuti fuori alcuni dei nomi oggi più riconosciuti in campo nazionale. E’ barese doc e lavora in tutta Italia (quando non riesce a farlo dal divano di casa sua, dal quale gestisce tutti i progetti principali della Max Formisano Training e i 7 collaboratori della sua squadra arancione). Adora le passeggiate nel centro di Roma, Bari e Londra. Il suo pensiero preferito: “La vita è difficile per le persone disposte a fare solo le cose facili ma…è facile per quelle disposte a fare anche le cose difficili”. Ama giocare a ping pong, le serie tv, leggere romanzi e libri di crescita personale e professionale, il marketing, viaggiare e passare tempo con il proprio gruppo mastermind, per scambiare idee, conoscenze e divertirsi insieme. Nel 2016 arriva la gioia del piccolo Claudio, nato a febbraio come il papà e la mamma.

1 Comment

  1. La cosa terribile è quando si arriva a perdere l'autostima... allora non si riesce più nemmeno a progettare e perfino ad illudersi. Poi bisogna anche avere qualche aiuto esterno, da soli è difficile farcela veramente e senza grossi intoppi.

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