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Riflessione laica sul Gesù storico, dall’emarginazione alla rivolta

Il Gesù Storico, ad di là della teologia

Quest’articolo vuole essere una riflessione in uno spazio di confronto. Una piccolissima premessa, ma doverosa, in quanto l’argomento:

Affrontare la questione “Gesù” tende ad essere sempre molto complicato, tirando fuori da ognuno di noi opinioni diverse, che sfociano poi in vere e proprie posizioni (a volte dogmatiche), quasi come se fosse una partita di calcio, con le tifoserie ben schierate e pronte a darsi battaglia.

Non è obiettivo di quest’articolo prendere in esame il Gesù della fede, e neanche trovare colpi di scena per il Gesù storico, oramai perso fra le tante tradizioni, (re)interpretazioni e coltri d’incenso.

Si parte sempre dalla posizione ufficiale, e che fino ad ora non ha trovato elementi di criticità tali da smontarla1: l’esistenza storica di un personaggio conosciuto come Yeshua/Giosuè/Gesù, il cui esercizio pubblico di poco più di un anno fra Galilea e Giudea lo ha portato alla morte per crocifissione.  Questo è il dato storico slegato di ogni singolo elemento teologico.

… e il Gesù Umano?

Prendiamoci tutti un attimo di pausa, e ragioniamo due minuti sul Gesù umano. Questa parola, umano, che a volte si vuole ignorare nell’aspra battaglia fra dogmatici e relativisti, fra chi rivendica l’aspetto salvifico di quell’uomo predicatore della Galilea, e chi invece lo considera uno dei tanti del suo tempo fino a sfociare in posizioni più radicali come la totale invenzione della sua figura.

Gesù fu un essere umano. Gesù fu figlio del suo tempo. Visse in prima persona il tumultuoso periodo storico caratterizzato dalle lotte messianiche, dall’incertezza politica causata dalla sempre più soffocante presenza dei Romani sul suolo palestinese.

Partire dall’esperienza umana di Gesù, partendo dai Vangeli, significa leggere l’ultima pagina della sua vita; una pagina che più volte è stata corretta, reinterpretata e riscritta. L’essere umano chiamato Gesù, quel poco presente nei Vangeli, è un uomo già formato, già vivo delle sue convinzioni, già mosso da un personalissimo progetto politico stampato nella sua mente. Non lo si può comprendere pienamente, se non si fa un passo indietro. Non possiamo inquadrare il suo essere umano, se non si contestualizza la sua presenza in quel territorio sconvolto da quel preciso periodo storico.

I “fiabeschi” Vangeli dell’infanzia

Se con le prime testimonianze su di lui gli autori si sono volutamente allontanati da qualsiasi informazione riguardante la sua nascita, i due Vangeli dell’infanzia offrono un quadro incredibile, dalla narrazione controversa (e diversa per Matteo e Luca), quasi fiabesca, certo in linea con ciò che si narrava dei tanti semidei della tradizione ellenistica.

Questo voler mettere frettolosamente una toppa sull’infanzia di Gesù da parte dei due evangelisti, legittimandolo di un’autorità proveniente addirittura dal cielo, può aver avuto un obiettivo specifico: allontanare, forse, alcune accuse che si fecero più insistenti all’inizio del II secolo e mai svanite, trovando anche una timida eco nel panorama evangelico, che identificavano Gesù come un figlio illegittimo.

Se le accuse erano vere, forse non è difficile comprendere l’essere umano Gesù, che fin dalla sua tenera età ha dovuto subire non solo la dura realtà del suo tempo, scossa dalle continue lotte politiche fra romani e gli zeloti dissidenti, vedendo con i suoi stessi occhi le angherie ed i soprusi che l’esercito straniero causava alla sua gente; ma allo stesso tempo come l’establishment ebraico, con le tante interpretazioni diverse della Legge, sempre di più si distaccava dalla realtà quotidiana degli ultimi, partendo proprio dal piccolo Gesù, che di certo non passò incolume dal giogo della tradizione mosaica, che puntava il dito contro sua madre come vile peccatrice, e delegittimandolo socialmente come un bastardo.

 

Dall’emarginazione alla rivolta

Non è certo difficile immaginare un Gesù scosso durante la sua infanzia, visto come un emarginato sociale, che inizia ad avere una prima, vera consapevolezza di sé nell’adolescenza, che ascolta i vari fatti raccontati dalle persone sulle lotte zelote, che commenta forse con i suoi amici ciò che sta accadendo nel tumultuoso territorio della Galilea, e che sempre di più non accetta la sua condizione di emarginato.

Forse affascinato dalle storie sui dissidenti si rende conto di poter rovesciare il tavolo, che lo Stato teocratico in cui vive è solo una prospettiva fra le tante, e che le discussioni fra i rabbi e i dottori della legge sulle interpretazioni della tradizione mosaica possono sfociare in una vera e propria rivoluzione sociale. Non sapremo mai quale possa essere stata la scintilla che ha scosso l’animo del giovane Gesù, di quell’essere umano fra i tanti che viveva la dura quotidianità del suo tempo. Forse non verremo mai a conoscenza delle reali motivazioni che contraddistinsero la sua vita pubblica tanto da portarlo ad un rapido declino fino all’ignominiosa morte in croce. Ma fatta nostra questa riflessione, forse solo una cosa è certa: il profondo rispetto verso un uomo che ha perso la sua battaglia contro il potere fino ad essere spogliato della sua dignità di essere umano anche dopo morto.

 

1E per quanto ci possano esistere oggettive criticità sulla più importante testimonianza storica espressa dal Testimonium Flavianum, l’esistenza di questo piccolo scorcio di testo all’interno di tutti i codici delle Antichità Giudaiche non può far dubitare dell’umanità del Gesù storico e della sua sconfitta politica culminata con la morte in croce

Esposito Francesco

Autore: Francesco Esposito

Esposito Francesco, Lamezia Terme (cz) classe 1986, si laurea in Scienze Filosofiche con una tesi magistrale sul De Cultu Feminarum di Tertulliano e la figura femminile nel cristianesimo patristico e nella società romana. Studioso di cristianesimo primitivo e pre-conciliare, dal 2013 cura una rubrica di approfondimento sui testi biblici assieme all’autore Mauro Biglino intitolata “Racconti dall’Antico Testamento”.

3 Comments

  1. ... Ciò non toglie che la figura di Gesù è stata grande anzi grandiosa, eccelsa e sublime. La storia dell'uomo non ha mai più avuto una figura così o simile... il futuro non ne avrà, di sicuro, una uguale.
  2. E' veramente misterioso e quasi incredibile come da una vicenda del genere possa essere scaturita una Religione che si vuole universale e che ha causato un sacco di disastri e sacrificato miriadi di persone. Non avrei nessuna difficoltà ad aderirvi purché qualcuno mi spiegasse come questo possa essere accaduto
  3. Scusa, ma lascia perdere il Testimonium Flavianum che è chiaramente un falso vergognoso costruito da Eusebio di Cesarea o da suoi collaboratori di quel periodo. Più nessuno studioso serio e cioè non di parte ne accetta l'autenticità

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