YAHWEH

Ritratto di Yahweh: divinità o condottiero sanguinario?

Chi è davvero Yahweh?

Si inizia a invocare il suo nome ai tempi di Enos, figlio di Set, tra il IV e il III millennio a.C. Nel 2000 a.C. il patriarca Abramo non lo conosceva ancora; secoli dopo Giacobbe e Mosè gli chiederanno espressamente chi Egli sia e quale sia il suo nome.

Yahweh divinità o condottiero sanguinarioPer i patriarchi Dio è un illustre sconosciuto. Com’è possibile?

Egli è Yahweh, il Dio sanguinario e violento dell’Antico Testamento che insieme alla sua eredità, Giacobbe, singola porzione di una famiglia, dà avvio all’ambizioso progetto militare: conquistare la terra di Canaan.

Dio o condottiero?

Che sia davvero un dio non possiamo affermarlo, però è certo che fosse un guerriero in cerca di un regno da sottomettere. Dal 1800 a.C. al 587 a.C. ha condotto a fasi alterne una lunga spedizione militare tra gli odierni territori di Israele e Palestina.

Ai suoi ordini «più di 600.000 uomini dai vent’anni in su, a cui va aggiunta una grande massa di gente promiscua con greggi e armenti1», che educherà in quarant’anni di peregrinazioni nel deserto del Sinai. La sua ferocia e la spietatezza gli sono valse l’appellativo di “Signore degli eserciti2.

Per tutto il racconto veterotestamentario, Yahweh ha tentato di forgiare con pugno di ferro quel popolo di “dura cervice”; dalla fucina d’Israele ha individuato secolo dopo secolo i guerrieri più capaci che conducessero il popolo in battaglia.

Foto: universo7p.it

I più celebri generali di Yahweh sono infatti Mosè, Giosuè, David e Salomone. L’ordine impartito era perentorio: “Uccidete tutti! ”.

Yahweh e i suoi si lasciavano alle spalle pile di cadaveri, resti fumanti di villaggi, campi e templi, popolazioni annientate o schiavizzate.

Yahweh, il dio della guerra

Perché tanta crudeltà e ferocia? Perché sterminare animali e bambini, anziani e donne?

Perché Egli è il Signore degli eserciti. È Yahweh, il dio della guerra:

«di grande forza, demone prode, ti diletti delle armi, indomabile, omicida, distruttore di mura […] dalle armi risonanti, sempre imbrattato di stragi, ti rallegri del sangue omicida, ecciti tumulto di guerra, fai tremare tu che ami la lotta dissonante con le spade e le lance»3.

Foto: wikipedia.org

Scende in battaglia e combatte, sprona e incita, scaglia frecce e folgori, cavalca un cherubino4, vola sulle ali del vento, ferma il sole5 per allungare il tempo del massacro. Non evangelizza, ma stermina.

Irrazionale e sanguinario, usa la forza bruta, a volte l’astuzia, inneggia al genocidio e non conosce pietà neanche verso il suo stesso popolo. Le sue esplosioni d’ira sono proverbiali e letali, al pari dell’assenza di moderazione.

 

 

La spiritualità, la ricerca di una conoscenza superiore, la cura dell’anima e la conquista del Paradiso sono concetti completamente estranei sia a Yahweh sia agli dèi menzionati nella Bibbia6.

Per costoro lo scopo dell’esistenza umana non è la redenzione dal peccato originale bensì essere docili servitori, e Yahweh non fa eccezione: ribadisce con orgoglio d’essere un Dio geloso e vendicativo che si accende d’ira e punisce senza pietà.

L’opera di riscrittura della storia ne ha cambiato l’immagine

Il Signore degli eserciti, condottiero tra i condottieri, arde per la brama di fama e potere. Il suo obiettivo è la conquista a ogni costo di uno spazio vitale per sé e il suo popolo. Non si fa scrupolo a stringere alleanze e ordire tradimenti allo stesso tempo, a promettere ciò che non può mantenere e a scannare sudditi e nemici in egual misura.

Egli è più leone che volpe.

«Uccideteli, uccideteli tutti!», ordina ai suoi, lanciandoli a compiere razzie e massacri: uomini, donne, bambini, animali, tutti devono perire, questa è l’igiene del comando di Yahweh nonché il fil rouge delle pagine violente della Bibbia, fedele resoconto di una guerra fratricida compiuta per accaparrarsi francobolli di territorio.

Tuttavia tra il VII e il VI secolo a.C. il suo regno si eclissa definitivamente quando un re umano, Nabucodonosor II, sconfigge il popolo di Dio.

Da questo momento ha probabilmente avvio l’opera di trascrizione e assemblaggio delle varie tradizioni orali, in gran parte mutuate da reminiscenze di culti antecedenti.

L’immagine rassicurante veicolata dalla tradizione canonica della divinità buona e compassionevole stride con il profilo del brutale assassino protagonista del racconto veterotestamentario.

Eppure gli episodi terrificanti e reiterati, sebbene scuotano coscienze e animi, sono incontestabili, inconfutabili e descritti in modo chiaro e inoppugnabile.

Estratto da Yahweh dio della guerra di Stefania Tosi.

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Stefania Tosi, nata a Milano, dove tuttora vive e lavora, ha conseguito la laurea magistrale in Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Milano. Appassionata di storia antica e mitologia, nel corso degli anni ha consolidato e approfondito le conoscenze in tali ambiti, con particolare attenzione all’Antico Egitto. Oltre alla civiltà egizia, si è dedicata allo studio del Femminino Sacro come fenomeno storico-antropologico, delle enigmatiche pitture rupestri del Paleolitico e del Neolitico.
Tra le sue attività è docente di discipline letterarie, ricercatrice indipendente, conferenziera e dal 2015 collabora con la UNO EDITORI pubblicando tre saggi (“Yahweh dio della guerra”, “Il Falso Dio”, “L’origine di dio e del diavolo”).

Note

[1] Es 12, 37; 12, 38.
[2] Il titolo compare 235 volte nella Bibbia, nei seguenti libri: 1 Samuele, 2 Samuele, 1 Re, 2 Re, Isaia, Geremia, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia, 1 Cronache e Lettera ai Romani; nei Salmi: 24, 46, 48, 84;
[3] Inno orfico n. LXV, Ad Ares, Inni Orfici, ed. Lorenzo Valla, trad. Gabriella Ricciardelli;
[4] 2 Sam 22, 11;
[5] Gs 10, 13;
[6] Nelle Sacre Scritture, oltre al nome di Yahweh figurano anche i nomi di altre divinità quali Moloch, Dagon, Baal-Peor, Astarte.

 

 

Autore: Uno Editori

Uno Editori è un progetto editoriale nato nel 2011 con l’obiettivo di stimolare la ricerca interiore e diffondere gli insegnamenti spirituali che hanno indicato percorsi di consapevolezza per l’evoluzione dell’umanità. L’intento è di contribuire con le proprie iniziative a divulgare l’arte della vita nelle forme espressive più vicine o ispirate alla saggezza di ogni luogo e tempo. Convinti che il fine della ricerca interiore sia il miglioramento della collettività e del mondo, nel tempo abbiamo dato vita a diverse collane, riunite da un profondo sentire di libertà della coscienza, che contraddistingue tutte le nostre produzioni.

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