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Robot Djedi e i condotti della Grande Piramide

Robot Djedi e i condotti della Grande Piramide

Nel mese di agosto è apparso un articolo relativo all’esplorazione dei condotti di aerazione della Grande Piramide.

Nello specifico si parlava del robot Djedi, l’ultimo ritrovato tecnologico realizzato dalla Leeds University nel 2009 per conto del Ministero delle Antichità egiziano, al fine di poter raggiungere la cosiddetta Porta di Gantenbrink (dal nome dall’ingegnere tedesco che per primo la scoprì nel 1993), lungo il condotto di aerazione Sud della Camera della Regina.

A tale argomento abbiamo dedicato più di un capitolo del nostro libro “GIZA. La caduta del dogma”, ricostruendo tutti gli eventi, e le possibili implicazioni archeologiche, oltre alla completa sequenza delle numerose fasi di esplorazione all’interno dei condotti che si sono susseguite dal 1993 fino al 2012.

In questa sede non è quindi nostra intenzione ripercorrere nuovamente la vicenda.

Ci preme evidenziare invece alcuni risvolti sui quali, prima di oggi, non era possibile proporre alcuna considerazione.

L’interruzione delle ricerche…

Al fine di un’attenta valutazione degli avvenimenti, l’articolo riporta la cronaca di un evento in particolare, che sembra mettere la parola fine all’intera vicenda:

[…] il progetto stesso «è stato interrotto per i crescenti problemi di sicurezza in Egitto»

E ancora: le stesse dichiarazioni rilasciate da parte del team della Leeds University che ha progettato e realizzato il robot Djedi: si tratta del documentario The Robot, The Dentist and the Pyramid: Ancient Egypt Documentary, realizzato nel 2020.

“I disordini civili e le rivolte di strada divennero così gravi che la missione Djedi è stata rinviata a tempo indeterminato”

… Eppure qualcosa non torna

La situazione politica ed economica dell’Egitto nel decennio che va dal 2010 ad oggi ha visto varie fasi travagliate, sfociate in rivolte di piazza, atti di violenza per le strade, crisi economiche e soprattutto il colpo di stato militare dell’attuale presidente di stato Abdel Fattah al-Sisi, nel luglio del 2013.

Eppure c’è qualcosa che non torna.

Appurato che c’erano certamente i presupposti perché si registrassero effettivi problemi di sicurezza per il team del Progetto Djedi – assolutamente comprensibili –

come si spiega il fatto che altri progetti abbiano invece potuto svolgersi nell’identico arco di tempo, senza mai fare riferimento ad alcuna difficoltà o interruzione?

Anche questo è un dato di fatto.

 

ScanPyramid Project  

La missione dello ScanPyramids Project, iniziata nell’ottobre del 2015, è un progetto egiziano-internazionale ideato e guidato dall’Università del Cairo e dall’istituto francese HIP (Heritage Innovation Preservation), sempre sotto l’autorità del Ministero delle Antichità egiziano.

Questo progetto è stato in grado di scansire, utilizzando tecniche non invasive quali la termografia a infrarossi e la tomografia muonica, le piramidi egizie dell’Antico Regno per rilevare la presenza di vuoti, ovvero tracce di strutture interne ancora sconosciute; non solo presso la Piana di Giza, ma anche in altre località come ad esempio Dashur, a 20 chilometri dal Cairo, dove sono ubicate due delle piramidi attribuite al faraone Snefru, ovvero la Piramide Rossa e la Piramide Romboidale.

 

Ci chiediamo però quali differenze ci possano essere state tra una missione e l’altra, tanto da giustificare un esito così differente per uno o per l’altro team, visto che tutti i progetti erano collocati nella stessa area di indagine, per l’appunto la Piana di Giza.

Inoltre lo ScanPyramids utilizzava strumenti tecnologici molto più complessi rispetto al Progetto Djedi, con l’impiego di infrastrutture che coinvolgevano un numero ingente di persone.

Sei curioso di scoprire questa ricerca sorprendente?

Scarica qui il PDF gratuito con lo studio completo

Un’indagine oltre i confini dell’archeologia, alla ricerca di misteri non svelati

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Autore: Antonio De'Flumeri

Antonio de’Flumeri, laureato in Art Direction. È un Graphic Designer presso lo studio di comunicazione da lui fondato. Scrittore di racconti e di libri illustrati per bambini.

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Autore: Gianluca Montuschi

Gianluca Montuschi, laureato in economia aziendale, ex manager, oggi Libero professionista, ricercatore e scrittore.

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Andrea Tavecchia, laureato in Scienze dell’Informazione. Consulente SAP fino al 2010, ora allenatore di basket e scrittore di romanzi.

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