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Sabbia bagnata per costruire le Piramidi? Ecco cosa non quadra

Sabbia bagnata: l’esperimento

Nel maggio del 2020, un team dell’Università di Amsterdam ha pubblicato sull’autorevole rivista “Physical Review Letters” una ricerca che dimostra, attraverso un esperimento in laboratorio, come, aggiungendo acqua alla sabbia, si riduce significativamente l’attrito di un oggetto che viene trascinato.

Il professor Daniel Bonn, responsabile della ricerca, ha testato l’attrito della sabbia asciutta e di quella bagnata quando una slitta pesata – ovvero su cui è stato caricato un peso – è stata trainata attraverso la superficie sabbiosa.

Aggiungendo quantità progressive di acqua ha constatato che rispetto alla sabbia asciutta, diminuivano sia la forza necessaria per lo spostamento della slitta che il coefficiente d’attrito.

La sabbia bagnata infatti evita il formarsi del mucchio di granelli davanti alla slitta, fenomeno che accade con sabbia asciutta dovuto a fronte del traino del peso e che forma, via via che la slitta procede, un ostacolo difficilmente superabile.

L’acqua rende invece la sabbia più rigida tramite l’interazione tra le sue molecole e la sabbia stessa e la formazione di ponti capillari, ovvero gocce microscopiche che favoriscono i legami tra i granelli di sabbia. Gli esperimenti hanno dimostrato che tali legami, una volta formatisi, possono fare scorrere la slitta due volte più facilmente.

La particolarità di questo esperimento è che tutto questo avviene per piccole dosi di acqua. Superato infatti un certo quantitativo, i ponti capillari che prima garantivano compattezza alla sabbia, agendo quasi come una colla, iniziano a fondersi e scomparire, con l’effetto di far aumentare drasticamente il coefficiente d’attrito[1]. 

Esperimento e Antico Egitto

Questa notizia si collega a tematiche già evidenziate molteplici volte nel corso della nostra ricerca.

Non tanto per quanto riguarda l’esperimento scientifico in sé, che sentiamo il dovere di rispettare e accettare per quello che è, poiché riteniamo i risultati assolutamente attendibili.

A noi interessa invece sottolineare il nostro stupore per come le informazioni insite in questo esperimento siano state immediatamente collegate alle tematiche dell’Antico Egitto, e per la precisione alla costruzione dei principali monumenti, tra cui le maestose piramidi di Giza.

Riportiamo qui di seguito le fonti a cui ci riferiamo, limitandoci ai titoli principali.

«Ecco come gli egiziani costruirono le Piramidi»

«Bagnando la sabbia del deserto riducevano lattrito anche del 50%. Una ricerca olandese lo dimostra scientificamente: applicazioni per i moderni trasporti»[2]

«Gli antichi Egizi e il trucco per costruire le piramidi.»

«Bagnare la sabbia per diminuire l’attrito e far scivolare meglio i traini: così gli Egizi potrebbero essere riusciti a trasportare i pesanti massi nel deserto»[3] 

«Gli Egizi trasportavano le pietre per le piramidi su sabbia bagnata»[4]

L’idea che si usassero liquidi lubrificanti, come l’acqua, per far scivolare più agevolmente le slitte che trasportavano i massi per le costruzioni egizie è stata avanzata molte volte dagli egittologi, per cui la notizia non dovrebbe fare più di tanto scalpore.

Possiamo riconoscere che la novità probabilmente risiede nel fatto che per la prima volta, sebbene in laboratorio, si sia cercato di testare l’effettivo valore scientifico di tale ipotesi, ed ecco perché di fronte a un esperimento universitario, a diagrammi e dati precisi, la notizia possa avere avuto una certa rilevanza.

 

Quello che non possiamo accettare, è che un tale studio diventi così repentinamente una freccia all’arco dell’Egittologia, da scagliare contro ogni ragionevole dubbio relativo ai metodi di costruzione delle piramidi, o ancora peggio la prova conclusiva per eliminare ogni dibattito con chi, viste le molteplici incertezze che ancora oggi permangono, solleva ipotesi alternative.

 

Il mistero delle Piramidi e l’egittologia

Howard Carter, egittologo britannico che scoprì la tomba di Tutankhamon.

Contestiamo come i giornalisti che scrivono simili articoli, e che, a quanto traspare dal loro approccio alla notizia, non hanno nemmeno lontanamente presente i problemi che tuttora persistono intorno alle piramidi, possano far passare, con disarmante superficialità, fatti marginali come la soluzione finale, e tanto attesa, per allontanare ogni perplessità e risolvere ogni mistero.

A questo punto della nostra ricerca siamo abbastanza abituati a fronteggiare questo tipo di situazioni, e vogliamo mettere in risalto le sue inconfondibili caratteristiche.

Una volta tanto non si stratta di confrontarci con l’Egittologia, ma con gli strumenti di informazione che cavalcano acriticamente le notizie, schierandosi immancabilmente con la versione ufficiale in una sorta di compiacente servilismo, davanti alla quale l’Egittologia stessa di certo non oppone alcuna obiezione vedendo confermare i propri irrinunciabili principi guida.

 

Per molti lettori purtroppo prevale più spesso la presunta autorevolezza di un quotidiano rispetto alla notizia stessa: la forza su cui questo tipo di articoli fa leva non è tanto il senso critico dei destinatari, quanto piuttosto la loro serena e cieca fiducia nei confronti di coloro che la divulgano.

E il vero problema risiede appunto in questa dinamica.

 

Informazione parziale e semplicistica

Scorrendo il testo degli articoli in questione, saltano subito all’occhio le peculiarità di un meccanismo d’informazione ormai collaudato.

L’enfatizzazione dei titoli e dei sottotitoli, per esempio, sono elementi basilari, poiché la maggior parte dei lettori potrebbe fermarsi alla lettura di questi e non procedere oltre.

Il messaggio deve essere perciò sintetico e privo di tentennamenti, in modo che la notizia possa insinuarsi nella mente, senza lasciare adito a dubbi.

Considerando poi la lettura del resto dell’articolo si può constatare come spesso l’uso di parole scelte con cura – omettendo magari particolari o informazioni che potrebbero distogliere dal fine che si vuole raggiungere – e che non permettono la minima incertezza, o il minimo coinvolgimento del senso critico del lettore, sono un muro insormontabile, privo di crepe.

Alzano polvere quel tanto che basta, affinché il pensiero sia veicolato verso un unico epilogo fatto di dichiarazioni assolutistiche.

 

Ripercorriamo nello specifico il testo degli articoli, uno per uno:

«Ecco come gli egiziani costruirono le Piramidi. Bagnando la sabbia del deserto riducevano lattrito anche del 50%. Una ricerca olandese lo dimostra scientificamente: applicazioni per i moderni trasporti.»

La promessa insita nell’articolo è molto perentoria. Si dà la sensazione di avere davvero scovato la notizia del secolo.

Questo lascia intendere che l’unico problema ancora insoluto a oggi, in merito alla costruzione delle Piramidi, è il trascinamento delle pietre.

Una volta risolto questo, quindi sarebbe risolto ogni mistero.

 

E gli altri problemi?

Davanti a questa notizia…

• Nessuno dovrebbe più chiedersi come, con le tecniche costruttive dell’epoca, furono tagliati e levigati i massi di calcare e granito, come furono prima trasportati e poi posizionati con precisione in tutte le strutture interne delle piramidi, come il trascinamento possa essere stato ancora più problematico per massi di svariate tonnellate, come quelli di granito della Camera del Re nella Grande Piramide (ben 70 tonnellate), come mai alcune strutture furono costruite in maniera così complessa tanto da richiedere enormi sforzi di manodopera, vedi ad esempio i canali di aerazione.

• Nessuno dovrebbe più preoccuparsi delle tempistiche nelle quali far rientrare le varie piramidi per rispettare gli anni di regno di ogni faraone, presunto fautore e destinatario di quei monumenti.

• Nessuno dovrebbe più preoccuparsi di come furono trasportate le pietre sulle supposte rampe, o di come queste ultime fossero realizzate, primo per sopportare i carichi dovuti al peso dei massi oltre a quello degli operai, secondo per garantire manovrabilità per tutte le fasi di costruzione, anche per le più problematiche, come in prossimità del vertice della Grande Piramide che si trova a 146 metri di altezza e con spazi di manovra assai ridotti.

Sei curioso di scoprire questa ricerca sorprendente?

Scarica qui il PDF gratuito con la spiegazione completa.

gli autori ti racconteranno passo dopo passo cosa non torna…

NOTE

[1] (https://physics.aps.org/articles/v7/s51) – 29 Aprile, 2014

(https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.112.175502) – 29 April 2014

[2] https://www.corriere.it/scienze/14_maggio_02/ecco-come-egiziani-costruirono-piramidi-39729c00-d1e7-11e3-8ed3-fdcfbf1b09b2.shtml

[3] https://www.focus.it/cultura/storia/gli-antichi-egizi-e-quel-trucchetto-per-costruire-le-piramidi

[4] https://ilfattostorico.com/2014/05/10/gli-egizi-trasportavano-le-pietre-per-le-piramidi-su-sabbia-bagnata/

 

De'Flumeri Antonio

Autore: Antonio De'Flumeri

Antonio de’Flumeri, laureato in Art Direction. È un Graphic Designer presso lo studio di comunicazione da lui fondato. Scrittore di racconti e di libri illustrati per bambini.

Montuschi Gianluca

Autore: Gianluca Montuschi

Gianluca Montuschi, laureato in economia aziendale, ex manager, oggi Libero professionista, ricercatore e scrittore.

Tavecchia Andrea

Autore: Andrea Tavecchia

Andrea Tavecchia, laureato in Scienze dell’Informazione. Consulente SAP fino al 2010, ora allenatore di basket e scrittore di romanzi.

3 Comments

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    piccola dissertazione, prendendo 3 valori caratteristici 70000kg, 7000kg e 2500kg e l'attrito fra legno e fanghiglia assunto 0.20, appunto la meta che fra legno e pietra, non serve l'università per dire che con parziale diluizione con acqua si dimezza l'attrito un uomo puo avere una forza di 50kg e applicata per spostare per 1 metro in 3 sec risulta potenza di 160w, ma è un valore limite sviluppato con un mezzo che applica bene la forza, il semplice tirare va penalizzato quindi avremo una forza di 50kg.... sul piano, per i tre pesi, avremo bisogno di 280, 28, 9 persone per salire a 140m con pendenza del 10% ci vogliono 406, 40, 13 persone ed una rampa lunga 1600m con pendenza del 10%, 520, 52, 16 e rampa da 800m ... continua
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    proseguo fino a 7000-10000 kg la cosa può essere fattibile e quindi il dipinto è consono per far stare 40-50 persone negli ultimi strati necessitava una rampa in discesa o piattaforma sospesa da 20x30m, se la rampa è rettilinea altrimenti ad ogni curva una piattaforma ma con 70000kg, anche in piano 400 persone, 40 righe da 10 persone dal dipinto sembra ci siano 8x15 = 120 persone che dai calcoli trasporterebbero circa 20000kg con rampa 10% lunga 1600m con piattaforme da 8x15m cosa fattibile
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    segue quindi fino a 20000kg con piattaforma per gli ultimi stati quando la sup diminuisce ma anche i fatidici 70000kg essenso ad un'altezza in cui la base di appoggio è piuttosto ampia con una piattaforma e poi lavorando di spinta oltre che in trazione forse... forse ce la si può fare ... chissa perchè nessuno ha pensato che otre che tirare si può spingere mi vene in mente Ferrari quando diceva che i buoi devono stare davanti al carro... poi clamorosamente smentito

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