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Scegliere lo Stoicismo di fronte alla crisi del mondo moderno

Ciclicità della vita…

A un occhio attento risulta evidente una cosa: stiamo vivendo la fine di un ciclo.

Qualsiasi cosa in questo mondo nasce, cresce, decade e, alla fine, muore. È un fatto facilmente constatabile da chiunque guardi il mondo per quello che è. A noi, figli di un’era moderna in cui ci è stato raccontato che un giorno avremmo raggiunto la felicità eterna, la constatazione della ciclicità della vita spaventa molto. Ma è sbagliato cadere in questo stato emotivo giacché la fine non è mai una vera e propria fine: a ogni morte segue sempre un nuovo inizio. E anche questo è facilmente constatabile da una oggettiva osservazione della vita. Ma procediamo con ordine.

L’antica scuola stoica sosteneva che ogni avvenimento naturale segue dei cicli come, ad esempio, le quattro stagioni, le fasi della giornata e il ciclo stesso della vita degli uomini, degli animali e delle piante. Lo stesso vale, sostenevano, per le civiltà.

… e delle civiltà

La Ruota della Fortuna” | Duomo di Siena

Ogni civiltà, infatti, nasce, fiorisce, appassisce e muore. È inevitabile giacché anch’essa è, a suo modo, un essere vivente.

Per esempio, l’antica Roma, che per la sua grandezza e la sua potenza veniva ritenuta “eterna” dagli uomini di quel tempo, alla fine è crollata, lasciando solo rovine. Lo stesso si può dire della civiltà dei Maya, o di quella fiorita all’interno dell’antico impero cinese, o di quella di Babilonia o ancora di Alessandro Magno…

Il punto centrale è che sono tutte civiltà che hanno trascorso i loro momenti di gloria a cui è poi seguita inevitabilmente la loro morte.

Eppure, però, ogni volta sono nate, dalle loro ceneri, come la fenice, sempre nuove civiltà.

Anche noi oggi ci troviamo nella fase finale della nostra civiltà, i segni sono molti:

• gli esseri umani sentono di vivere una vita senza senso e si sentono sovrastati da paure e angosce che cercano di alleviare affidandosi al consumismo;

• qualsiasi genere di valori a cui potersi aggrappare è completamente svanito;

• il sistema economico ogni giorno perde pezzi sotto il suo stesso peso;

• le risorse naturali vengono sempre più depredate per costruire oggetti tecnologici che andranno, alla fine del loro breve utilizzo, a inquinare in modo catastrofico l’ambiente;

• i vari sistemi politici non sono più funzionali né credibili e così via.

Ovviamente tutto ciò non può reggere e comunque, come abbiamo visto, è normale che una civiltà, dopo aver completato il suo ciclo, si avvii in modo naturale alla sua fine. Il problema è che, per quanto tutto sia naturale, per coloro che si ritrovano a vivere nella fase finale di una civiltà la situazione risulta quantomeno “non piacevole”.

 

La scelta stoica 

Ecco perché in epoche come queste le persone che vogliono “resistere alle intemperie” cercano di adottare un atteggiamento stoico nei riguardi dell’esistenza. In queste situazioni, infatti, ci troviamo di fronte a quattro possibili scelte:

  1. autoconvincersi che stia andando tutto per il meglio e votare, dunque, tutta la propria vita quotidiana alla produzione e al consumismo;
  2. cadere in uno stato di disperazione;
  3. cercare di far scoppiare qualche rivoluzione;
  4. oppure diventare stoici.

La quarta alternativa è quella che io propongo.

Grazie allo Stoicismo possiamo ridare senso alla nostra esistenza e tornare a sentirci pieni di vita e appagati, anche in questa fase finale della nostra civiltà.

Certo, diventare stoici, come per ogni cosa, richiede impegno e, proprio per aiutare chi volesse iniziare a percorrere questa via, ho scritto il mio libro Manuale di Resistenza al Potere. È necessaria soltanto una cosa per intraprendere questa strada: la volontà. Ma per fortuna noi esseri umani ne siamo stati forniti abbondantemente dalla Natura.

Dopo aver utilizzato per lungo tempo la nostra volontà per cose poco nobili, è giunto il tempo di utilizzarla per qualcosa di grandioso per la nostra esistenza.

*In Copertina. La ruota a otto raggi che adorna il pavimento del duomo di Siena

Putrino Michele

Autore: Michele Putrino

Michele Putrino, dopo aver studiato filosofia, ha lavorato per anni come Exhibition Manager presso la Fondazione Roma Museo dove si è occupato del coordinamento del personale e degli eventi. In seguito si è occupato di coaching, in particolare nel settore della leadership, collaborando con esperti del settore e scrivendo numerosi articoli ed ebook.

3 Comments

  1. a ben vedere le stesse osservazioni le hanno fatte popoli lontanissimi tra loro. Basti pensare al concetto di ciclicità degli eventi che é alla base dell’antica religiosità cinese (vedi il tao te Ching di Lao Tse, per esempio). Nella stessa Grecia gli stessi concetti erano già stati espressi da Socrate, Platone ecc Nella Metafisica di Aristotele tutto é mutamento salvo un “punto” misterioso e sacro da cui scaturiscono tutte le vibrazioni. I concetti sono sempre gli stessi, perché la realtà é una e chiunque abbia una visione profonda del reale non può che ribadire le stesse cose. Per questo motivo non ha molto senso parlar di “stoicismo”, che magari é meglio dello scetticismo, o del materialismo, ma alla fine non é che un‘etichetta che riduce la realtà a qualcosa di insensato. Anche perché sembra sfuggito il termine più importante del discorso che é “divinità”, se ci si scorda dell’aspetto divino tutto il discorso perde ineluttabilmente senso.
  2. Sì, ci dobbiamo convincere proprio di questo: anche le civiltà, come le piante, gli uomini, gli animali, compiono un ciclo evolutivo e vitale e poi muoiono o si dissolvono. Nell' intero Universo ogni elemento, anche le particelle subatomiche come le galassie, alla fine del loro ciclo sono destinate a morire o a trasformarsi... è la fine di un ciclo e l' inizio del successivo, secondo la religione indù.

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