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Scomparsi e sparizioni anomale. Quali sono le caratteristiche?

Scomparsi: casi normali, casi anomali

scomparsiLa scomparsa di persone non è un fenomeno recente ma, come si può ben intuire, affonda le proprie origini fin dagli albori dell’umanità.

Incontri con predatori, operato di assassini e maniaci, tutti casi che, purtroppo, sono sempre capitati e continuano a verificarsi.

Così come vi sono persone che, stufe della propria esistenza, decidono di far perdere le loro tracce e ricostruirsi un futuro altrove, per quanto oggigiorno risulti più difficile, con i vari mezzi di controllo e verifica delle identità.

Questi, però, sono casi “normali”, i cui elementi caratterizzanti non presentano connotati inusuali.

Al contrario, vi è invece una tipologia di casistica in cui sono presenti specifici aspetti che vanno a connotarla come “anomala”.

Il primo ad aver notato questi elementi ricorrenti è lo studioso statunitense David Paulides, ex membro della polizia di San Jose in California.

Le caratteristiche della scomparse misteriose

Ecco un elenco sistematico di queste anomalie:

1) I cani molecolari dei team di ricerca non riescono a trovare alcuna traccia olfattiva.

Questo è un elemento che caratterizza praticamente il 99% dei casi “anomali” e che li differenzia dai casi “standard”.

Infatti, malgrado il fiuto e le capacità dei cani utilizzati dai team di recupero, con stupore dei loro addestratori e dei membri dei team, i cani non sono in grado di percepire gli odori della persona scomparsa e paiono incapaci di seguire dove sia andata la persona che si sta cercando.

2) Le vittime vengono ritrovate in un’area che era stata precedentemente esaminata con accuratezza.

Tutti abbiamo in mente, per averle viste in molteplici film, come vengano effettuate le ricerche al setaccio tramite griglie: decine e, a volte, centinaia di persone, distanziate pochi metri le une dalle altre, percorrono passo passo l’area in cui il soggetto è stato visto l’ultima volta e in cui si sarebbe potuto dirigere. Sono ricerche minuziose, condotte da professionisti altamente addestrati e abituati a stare all’aria aperta, capaci di osservare la natura e cogliere indizi su dove una persona possa essere passata.

Un elemento molto comune a queste sparizioni anomale è dato dal fatto che, se e quando venga ritrovato, il cadavere della persona scomparsa si trova in aree che erano state meticolosamente perlustrate, il che porta a concludere che il soggetto doveva trovarsi altrove durante le ricerche per poi essere stato successivamente collocato nell’area già esaminata.

Questo è un aspetto che sorprende i team di recupero e le forze dell’ordine, dato che porta a escludere spiegazioni convenzionali.

3) Mancanza di vestiti o di scarpe.

Le vittime vengono spesso ritrovate senza scarpe o senza alcuni capi di vestiario, a prescindere dalla zona climatica in cui siano scomparse.

Numerosi anche i tragici casi di bambini in tenera età, non ancora in grado di vestirsi/svestirsi, ritrovati senza scarpe o altri vestiti. Così come abbondano i resoconti di soggetti i cui vestiti vengono ritrovati ammonticchiati nei pressi dell’ultima area in cui sono stati visti, come se si fossero denudati senza motivo anche in contesti molto freddi.

4) Perdita di memoria.

Sono rari i casi in cui le persone vengano ritrovate, così come sono ancora più rare le volte in cui vengano ritrovate vive.

In questi casi, la gran maggioranza non ricorda come si sia persa e che cosa sia accaduto durante le ore o i giorni in cui era sparita.

5) Gli scomparsi vengono spesso ritrovati nelle vicinanze di corsi d’acqua/stagni/laghi.

Per strano che possa sembrare, questo aspetto tende a ricorrere con una percentuale così alta da rappresentare una costante di ardua spiegazione.

6) Malfunzionamento di bussole e di altro equipaggiamento.

Nel corso delle ricerche di persone scomparse, spesso vengono utilizzati mezzi aerei quali elicotteri o aeroplani per cercare di cogliere tracce di calore all’infrarosso oppure di avere un contatto visivo. Molti sono i casi in cui i piloti hanno lamentato problemi con la bussola, malfunzionamenti, indicazioni errate del nord magnetico. Problemi che, a volte, interessano anche coloro che poi scompariranno, i quali, prima di far perdere le proprie tracce, hanno dichiarato di avere problemi nello stabilire l’orientamento, oppure in casi in cui vi sono gruppi di più persone e una di esse scompare, mentre le altre testimoniano di aver avuto queste problematiche.

7) Distanza percorsa.

Nei casi in cui le persone scomparse vengano ritrovate, spesso emerge come elemento di forte sorpresa l’inusitata distanza percorsa.

Esistono testi da parte di esperti del settore che hanno realizzato studi sulle capacità di locomozione e di spostamento all’aperto dei bambini a seconda dell’età, per cui nel 95% dei casi un soggetto di una certa età verrà ritrovato nel raggio di tot chilometri, che rappresenta la distanza massima ipotizzabile per quello specifico arco di età. È intuitivo, in ogni caso, come sia molto arduo pensare, ad esempio, che un bambino di due anni possa aver percorso cinque chilometri all’aperto in montagna nel giro di alcune ore, considerando la struttura fisica, la tendenza a muoversi intorno, il dover superare a volte costoni, pendii. Ciascun caso ha la sua specificità ma ciò che emerge in maniera singolare è appunto l’eccessiva distanza percorsa.

Non solo. Spesso, anziché spostarsi a valle verso condizioni climatiche meno aspre e verso zone maggiormente abitate, gli scomparsi vengono ritrovati ad altitudini più elevate rispetto a dove erano stati visti l’ultima volta, il che contrasta con qualsivoglia ragionamento logico che ciascuno di noi farebbe se si perdesse in un bosco o in un contesto montano.

8) Le zone più misteriose

Le si possono definire “zone calde”, oppure “raggruppamenti”: con questa definizione si intende indicare come vi siano aree ben precise in cui i tassi di scomparsa aumentano in maniera impressionante. Lo studioso David Paulides ha realizzato una vera e propria mappa degli Stati Uniti in cui ha evidenziato l’esistenza di queste aree ed esse risaltano in maniera lampante.

Le scomparse, pertanto, non avvengono in maniera omogenea a macchia d’olio, bensì tendono a essere raggruppate in certe zone specifiche, mentre in altre aree, pur con caratteristiche naturali simili, l’incidenza è invece nulla, il che porta a notare come si sia in presenza di qualcosa di differente rispetto a scomparse tradizionali.

9) Riferimenti anomali nella toponomastica.

Un alto numero di persone scompare in zone che la toponomastica ha caratterizzato in una precisa maniera negativa, quasi che queste aree fossero storicamente conosciute come luoghi in cui era meglio che i viandanti non si avventurassero, pena l’alta probabilità di non tornare più: ponte del diavolo, montagna delle streghe, Devil’s Peak, Devil’s Den, Satan Hill, ecc., tutte connotazioni che rimandano a voci antiche su cosa avvenisse in quelle specifiche zone.

10) Isolati nei boschi.

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Questo aspetto può sembrare ancor più strano di altri e potrebbe persino indurre a sorridere, ritenendolo una mera coincidenza, non fosse che rappresenta un dato comune a molte vicende di persone scomparse mentre erano all’aperto a raccogliere frutti di bosco, così come vi sono molti casi dibambini ritrovati nel sottobosco o persino con in mano questi frutti.

 

Questi gli aspetti che portano a comprendere come non si sia in presenza di una scomparsa standard.

Nel saggio “Scomparsi” vengono analizzate decine di casi di questo tipo, con l’emersione di un quadro dai connotati estremamente inquietanti.

 

Visani Umberto

Autore: Umberto Visani

Umberto Visani nasce a Torino nel 1983. Laureato in Giurisprudenza, fin dall'adolescenza si interessa di ufologia, archeologia misteriosa, antropologia, tradizioni e criptozoologia. Collaboratore di numerose riviste specializzate, fra cui "XTimes", "The Ufologist Magazine Australia" e "Ufo Matrix Magazine", dal 2010 è ospite fisso della trasmissione televisiva Mistero in onda su Italia 1.

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