villaggio vichingo

Scoperto un villaggio vichingo sepolto tra i ghiacci: i miti sono veri?

Una scoperta inaspettata

Nel 2021, non lontano dalle impervie montagne di Gåla (Norvegia), una scoperta archeologica ha entusiasmato gli studiosi locali della zona di Lendbreen: l’assottigliamento dei ghiacciai ha portato alla luce un antico insediamento vichingo.

L’importanza della scoperta sta nel fatto che conferma leggende locali che collocavano nell’area antichissimi centri abitati, dando ancora una volta conferma che i racconti mitologici si dimostrino fonte di informazioni veritiere.

Se fino a poco tempo fa l’area era un poco accogliente ghiacciaio, il ricordo di un centro abitato in tali luoghi appariva quanto meno irrealistico.

Invece il cambiamento climatico ha agevolato l’eccezionale scoperta, ricordandoci anche come il clima nel nord Europa fosse molto più mite durante l’optimum climatico.

Scoperto villaggio vichingo ghiacci

Ghiacciaio di Lendbreen

La scoperta ha fornito le prove di un insediamento vichingo sulle montagne norvegesi.

La notizia ha però posto anche diversi interrogativi…

Chi erano i viaggiatori che attraversavano questo passo di alta montagna e dove stavano andando?

Un villaggio in mezzo alla montagna?

Lungo questo sentiero sono stati trovati in mezzo al ghiaccio anche resti di slitte, animali, vestiti e oggettistica per la casa.

Ma da chi era utilizzato questo passo di montagna?

Per ottenere una risposta, ci siamo resi conto che avremmo dovuto seguire le orme dei Vichinghi sul sentiero di Lendbreen e vedere dove ci avrebbe portati.

Le date al radiocarbonio dei reperti svelano che i viaggiatori usavano il sentiero attraverso il passo circa 1000 anni fa, durante l’era vichinga.

Di che tipo di insediamento si tratta?

Scoperto villaggio vichingo ghiacci

Fonte: La Stampa

Il ritrovamento di questi edifici non è che un tassello all’interno di un puzzle ben più ampio…

La loro stessa costruzione è probabilmente da ricollegare all’intenso traffico dell’antico sentiero, che avrebbe portato alla fondazione di un piccolo abitato, forse una zona di sosta.

La situazione non è ancora del tutto chiara: forse gli edifici fornivano un rifugio notturno per i viaggiatori, oppure costituivano un centro agricolo permanente o delle stazioni di caccia.

La leggenda trova finalmente un riscontro

Questa scoperta non smette di stupire.

Infatti, diversi documenti scritti risalenti al XVIII secolo raccontano di un antico insediamento a Neto, sorto molto prima delle masserie estive che oggi vi si trovano.

Scoperto villaggio vichingo ghiacciFinalmente oggi è possibile verificare la veridicità di quella che, fino a ora, era stata considerata solo una leggenda!

Almeno due delle rovine risalgono all’età vichinga e in particolare al periodo altomedievale, e le altre sembrano abbastanza simili, quindi potrebbero essere riconducibili alla stessa epoca o essere addirittura più antiche.

«La scoperta dell’insediamento vichingo è terribilmente emozionante. Aggiunge una dimensione completamente nuova ai reperti del passo di montagna di Lendbreen. Ma ci sono ancora molti misteri da risolvere qui», ha detto Espen Finstad. «Stiamo inoltre preparando ulteriori rilievi seguendo il sentiero a ovest dall’insediamento vichingo verso i fiordi. Speriamo che ci saranno scoperte più emozionanti lungo il sentiero»1.

Altre prove linguistiche

Il quotidiano «La Repubblica»  a giugno 2021 ha pubblicato un articolo2 dedicato al villaggio di Neto, specificando che sono stati rinvenuti reperti di 6000 anni fa.

Il villaggio di Neto si trova nelle vicinanze di Gåla/Galaad, e ricalca il nome della tribù biblica dei Netofatiti, ovviamente molto più antichi dei Vichinghi.

Il nome di Neto potrebbe corrispondere all’area norvegese, mentre la seconda parte del nome biblico, -fatiti, si ricollega al termine inglese feud3, che indica attività ostile, stato di reciproca ostilità, dai più antichi fēhida, fæhÞ(u).

Il significato del termine è analogo a quello dell’italiano faida4 derivato dall’antico alto tedesco fêhida, odio, contesa, inimicizia.

In modo analogo può essere interpretato il nome del personaggio biblico di Netofa dove la parte finale sembra collegabile all’inglese foe5 (avversario in una contesa mortale, nemico) dal più antico .

Da mito a verità

Scoperto villaggio vichingo ghiacciQueste nuove scoperte archeologiche hanno aperto la strada ad una nuova domanda:

quante altre volte i fatti mitologici sono una trasposizione della realtà?

Questa è una delle domande che hanno portato avanti le indagini riportate in La Bibbia il regno del nord? di Mauro Biglino e Cinzia Mele i quali, attraverso un’analisi linguistica nel nord Europa, si sono proposti di fare luce su alcuni di quesi misteri potenzialmente in grado di rivoluzionare quanto sinora si riteneva di sapere sull’Età del Bronzo nordica in relazione alla storia del Mediterraneo.

Per quanto riguarda il solo sito di Neto, auspichiamo che gli archeologi non si fermino davanti alle prime, straordinarie scoperte…

Estratto dal libro La Bibbia il regno del nord? di Cinzia Mele e Mauro Biglino

Note:

[1] https://berlinomagazine.com/2021-antico-villaggio-vichingo-scoperto-tra-i-ghiacciai-e-le-montagne-norvegesi/
[2] https://video.repubblica.it/green-and-blue/clima-e-ambiente/norvegia-il-villaggio-vichingo-affiora-dal-ghiaccio-trovati-reperti-di-6mila-anni/389764/390481
[3] aa.vv., Oxford Dictionary of English Etymology, op. cit., p. 352;
[4] O. Pianigiani, Vocabolario etimologico della lingua italiana, Fratelli Letizia Editori, 1988 Genova;
[5] aa.vv., Oxford Dictionary of English Etymology, op. cit., p. 366;

Autore: Cinzia Mele

Cinzia Mele, è nata a Premosello Chiovenda (VB) il 12 Ottobre 1967. Ricercatrice indipendente in campo storico-documentale, con particolare interesse ai racconti mitologici in quanto fonte di informazioni utili alla comprensione della reale storia dell'uomo. La sua prima pubblicazione è il libro "Gli dèi baltici della Bibbia".

Autore: Mauro Biglino

Mauro Biglino, autore best seller, studioso ed esperto di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, collaborazione che si è conclusa una volta iniziata la carriera di scrittore. Da circa 30 anni si occupa dell'analisi dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possa aiutare a comprendere il nostro passato. Mauro Biglino, con il suo metodo "facciamo finta che…", ha portato alla luce sorprendenti scoperte.

1 Comment

  1. I miti sono un resoconto di accadimenti antichi fatto usando un "linguaggio" comprensibile allora e modificato nel tempo. Con la confusione per chi li ascolta o li legge di essere legati proprio al linguaggio invece che al messaggio che vuole trasmettere. Il fatto di essere "Mito" non dice molto in favore o contro la veridicità di quanto tramandato e neppure quello che è "Antico" è necessariamente giusto o sbagliato in quanto tale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Main Menu

error: Attenzione: questo contenuto è protetto!!