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Sodoma e Gomorra: Mauro Biglino analizza cosa dice davvero la Bibbia in Genesi 19

Una delle vicende più affascinanti, intriganti e controverse dell’intero Antico Testamento è quella che vede coinvolti i centri abitati di Sodoma e Gomorra.

Nell’articolo precedente Mauro Biglino analizza Genesi 18, ossia i fatti raccontati prima della distruzione di Sodoma e Gomorra.

In questo articolo Mauro Biglino analizza Genesi 19.

Ecco qui il testo Biblico

Genesi 19 | Salvezza di Lot e distruzione di Sodoma e Gomorra

«I due angeli arrivarono a Sodoma sul far della sera, mentre Lot [nipote di Abramo (figlio di suo fratello Aran)] stava seduto alla porta di Sodoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. E disse: “Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada”. Quelli risposero: “No, passeremo la notte sulla piazza”. Ma egli insistette tanto che entrarono… Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono. Non si erano ancora coricati, quand’ecco…gli abitanti di Sodoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. Chiamarono Lot e gli dissero: “Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!”. Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, disse: “No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto”.

Ma quelli risposero: “Tirati via! Quest’individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!”. E spingendosi violentemente …contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta. Allora dall’interno quegli uomini …si trassero …;quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.

Quegli uomini dissero allora a Lot: “Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo. Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro…è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli”. Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: “Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città!”. Ma parve ai suoi generi che egli volesse scherzare.

Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: “Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città”.  Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città.

Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: “Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!”. Ma Lot gli disse: “No, mio Signore! Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù – non è una piccola cosa? – e così la mia vita sarà salva”.

Gli rispose: “Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato [Zoar]. Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato”. Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore.  Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo.

 La moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.

Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore; contemplò dall’alto Sodoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.

Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato. Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna…perché temeva di restare in Zoar, e si stabilì in una caverna con le sue due figlie.

Ora la maggiore disse alla più piccola: “Il nostro padre è vecchio e non c’è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l’uso di tutta la terra. Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza da nostro padre”.

Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò. All’indomani la maggiore disse alla più piccola: “Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e va’ tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre”… Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre. La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti che esistono fino a oggi. Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò “Figlio del mio popolo”. Costui è il padre degli Ammoniti che esistono fino a oggi».

Lot non si fida degli angeli?

Gli angeli svolgono il loro compito: di buon mattino, trascinano letteralmente Lot e famiglia fuori dalla città (Gen 19, 15 ss.). È interessante rilevare la titubanza del nipote di Abramo che deve essere letteralmente condotto per mano: non aveva fiducia negli angeli?

Come si può anche solo pensare di non seguire immediatamente un’indicazione proveniente da entità spirituali inviate da Dio?

È evidente che non si trattava di questo.

Il comportamento degli “angeli” [malakìm] che incontrano Abramo e Lot (Gen 18,1 e segg.) si spiega solo accettando l’idea che questi esseri fossero individui in carne e ossa, dotati cioè di tutte le caratteristiche tipiche di persone che erano indubbiamente superiori agli uomini per conoscenze e tecnologie, ma che con gli uomini condividevano esigenze quotidiane, come quelle di mangiare, riposarsi, lavarsi, dormire…

Lot offre le sue figlie ai Sodomiti…

Comportamento veramente strano quello di questi “esseri spirituali” che discutono, consumano il pasto della sera (avevano già anche mangiato il pranzo con Abramo!), valutano diverse opportunità, scelgono e infine decidono dove passare la notte…

Il racconto prosegue: mentre si preparavano per andare a dormire (!!) la casa viene circondata da una folla scalmanata che chiede a Lot di fare uscire i due ospiti e di consegnarli a loro per poterne abusare (per inciso: si può anche solo pensare di abusare di puri spiriti?…).

Lot ovviamente rifiuta e offre in cambio le sue due figlie ancora vergini! Ma gli abitanti di Sodoma non ascoltano ragioni e tentano di sfondare la porta per impadronirsi dei due.

I malcapitati malakhìm si rendono conto della rischiosità della situazione, prendono Lot, lo trascinano in casa e si liberano degli assalitori che erano vicini
alla porta compiendo un’azione molto strana: con un qualche sistema che non è meglio descritto, i due malakhìm abbagliano la folla che, impossibilitata a vedere, è
costretta a rinunciare a sfondare la porta.

La moglie di Lot diventa… sale?

La grande energia prodotta dall’esplosione avrebbe colpito la moglie di Lot, trasformandola in una colonna di sale (cfr. Gen 19,26).

A questo proposito va però precisato che la traduzione tradizionale potrebbe non essere quella corretta, in quanto il termine melàch, che viene normalmente tradotto con “sale”, deriva dalla radice consonantica del verbo mlch, che indica con precisione l’atto del “dissolversi”!

Dunque il versetto potrebbe indicare molto più realisticamente che la moglie di Lot si è letteralmente “dissolta” perché colpita dal forte calore prodotto dall’evento distruttivo.

La Pioggia di Fuoco

Succede quanto previsto (Gen 19, 24-25):

«Il Signore fece piovere dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo».

Questa è la descrizione scarna, molto sintetica, di un evento che viene sempre presentato come l’intervento col quale Dio punisce un peccato giudicato non perdonabile, quello di sodomia, o come la punizione per la mancanza di attenzione nei confronti dei deboli, dei poveri e dei bisognosi.

Vedremo più avanti quanto questa chiave di lettura sia priva di fondamento, risulti mancante di logica e contrasti con il normale buon senso. Avremo modo di vedere come sia addirittura smentita dalla stessa Bibbia.

 

Cos’è successo davvero a Sodoma?

Abbiamo qui un racconto che, condizionato dalla volontà di fornire una semplice indicazione teologica sulla volontà del presunto Dio, non ci dice nulla circa la natura di quel fuoco misterioso che l’Elohim di nome Yahweh fa piovere dal cielo per distruggere la città, sterminare ogni essere vivente e annientare la stessa vegetazione.

C’è modo di saperne di più?
• Possiamo provare a capire cosa è successo?
• Possiamo tentare di dare una veste a quel fuoco che è sceso dal cielo, anzi addirittura direttamente “da Yahweh”?

Scegliamo di “fare finta” che l’intera vicenda abbia una base storica e procediamo lungo la via di una possibile concretezza cronachistica.

A tal proposito il prof. Roberto Boncristiano, studioso di sumerologia e ricercatore nel campo dell’archeoastronomia e della paleogenetica, ha condotto uno studio che spazia dalla storia alla geologia e fornisce una descrizione e un’ipotesi sull’evento di Sodoma e Gomorra.

L’ipotesi storica che scaturisce dalla lettura multidisciplinare dell’evento è questa: una vicenda concreta che poco o nulla ha a che vedere con la versione dottrinale.

=> Qui il PDF GRATUITO con lo studio integrale del prof. Boncristiano.

L’amoralità di Yahweh: il dio della guerra

Andiamo oltre.

L’intero Antico Testamento documenta come i concetti etici condivisi dalla nostra attuale cultura occidentale fossero totalmente assenti in quell’individuo di nome Yahweh: non si faceva alcuno scrupolo nell’uccidere, o far uccidere, chiunque ostacolasse i suoi fini e le sue mire che erano esclusivamente di carattere materiale e territoriale.

Le scelte e i comportamenti dell’Elohim di nome Yahweh, i genocidi, gli stermini, i femminicidi, gli infanticidi selettivi da lui ripetutamente ordinati e ampiamente testimoniati nella Bibbia danno conto dell’assoluta amoralità, o addirittura immoralità, di quel comandante militare.

Solo così si spiega e giustifica un intervento tanto violento e devastante: altrimenti, come già evidenziato nel precedente articolo su Genesi 18, saremmo di fronte alla figura di un Dio folle che, per punire un numero imprecisato di sodomiti, stermina intere popolazioni, azzera di fatto cinque città, senza alcuna distinzione tra le vittime che comprendono uomini, donne, bambini innocenti, animali, e che devasta irragionevolmente persino i territori, come testimonia la stessa Bibbia.

Sodomia…o altro?

La catechesi da sempre ha trasmesso ai fedeli la convinzione che la punizione è stata generata dalla condotta amorale di quelle popolazioni.

«Così Sodoma e Gomorra e le città vicine, che alla stessa maniera si abbandonarono all’immoralità e seguirono vizi contro natura, stanno subendo esemplarmente le pene di un fuoco eterno». (Versetto 7, Lettera di Giuda fratello di Giacomo)

Ma questa chiave di lettura è stata data 2000 anni dopo i fatti!

Invece, vediamo in Isaia 13: i versetti 11-18 danno conto delle intenzioni del presunto Dio Yahweh per la condanna della città di Babilonia:

«Io punirò nel mondo la malvagità e negli empi la loro iniquità…Renderò l’uomo più raro dell’oro fino e i mortali più rari dell’oro di Ofir. Allora farò tremare i cieli e la terra si scuoterà dalle fondamenta per lo sdegno del Signore degli eserciti, nel giorno della sua ira ardente…Quanti saranno trovati, saranno trafitti… I loro piccoli saranno sfracellati davanti ai loro occhi; saranno saccheggiate le loro case, violentate le loro mogli. Ecco, io suscito contro di loro i Medi, che non pensano all’argento né si curano dell’oro. Con i loro archi abbatteranno i giovani, non avranno pietà del frutto del ventre, i loro occhi non avranno pietà dei bambini».

Così si comportava l’iroso e a tratti isterico Yahweh (il presunto Dio Padre dell’umanità) nei confronti dei popoli che erano nemici dei suoi prediletti Israeliti. Immediatamente dopo, la presunta profezia prosegue con il confronto:

«Babilonia…sarà sconvolta da Dio come Sodoma e Gomorra. Non sarà abitata mai più né popolata di generazione in generazione… Ma vi si stabiliranno le bestie selvatiche, i gufi riempiranno le loro case, vi faranno dimora gli struzzi, vi danzeranno i satiri… La sua ora si avvicina, i suoi giorni non saranno prolungati».

Dopo questi passi ci domandiamo:

• In Babilonia erano tutti altezzosi e insostenibilmente presuntuosi? Non c’erano persone umili e sottomesse, magari vittime esse stesse della tirannia prevaricatrice che andava punita secondo la concezione della giustizia divina?

• Perché coinvolgere anche loro nella condanna?

• Non è strano (addirittura inaccettabile) questo concetto di giustizia che non prevede distinzioni e punisce (massacra) con lo stesso metro i carnefici con le vittime?

La questione vera è che qui, come abbiamo visto nell’ipotesi formulata per Sodoma e Gomorra, viene presentata e letta in chiave teologica – a posteriori – un’azione prettamente militare la cui caratteristica è proprio quella di non potere fare distinzioni quando si tratta di assoggettare un intero territorio annullando ogni possibilità di ribellione.

 

Le vere intenzioni di Yahweh: punire il tradimento

Quello era il peccato dei peccati: il tradimento.

Il capitolo che rende con maggiore chiarezza i motivi dell’intervento di Yahweh è rappresentato da Deuteronomio 29. Leggiamone i versetti specifici, quelli in cui è evidente come il richiamo all’alleanza costituisca l’elemento fondamentale della richiesta/imposizione di Yahweh e delle minacce della punizione inevitabile in caso di inosservanza.

Mosè parla al popolo (Dt 29, 15-26):

«…Voi sapete come abbiamo abitato nella terra d’Egitto, come siamo passati in mezzo alle nazioni che avete attraversato. Avete visto i loro abomini e gli idoli di legno, di pietra, d’argento e d’oro, che sono presso di loro. Non vi sia tra voi uomo o donna o famiglia o tribù che volga oggi il cuore lontano dal Signore, nostro Dio, per andare a servire gli dèi di quelle nazioni… Se qualcuno, udendo le parole di questo giuramento imprecatorio, si lusinga in cuor suo dicendo: “Avrò benessere, anche se mi regolerò secondo l’ostinazione del mio cuore”,…il Signore non consentirà a perdonarlo. Anzi, in tal caso l’ira del Signore e la sua gelosia si accenderanno contro quell’uomo e ricadrà sopra di lui ogni giuramento imprecatorio scritto in questo libro e il Signore cancellerà il suo nome sotto il cielo… Tutta la sua terra sarà zolfo, sale, arsura, non sarà seminata e non germoglierà, né erba di sorta vi crescerà, come dopo lo sconvolgimento di Sodoma, di Gomorra, di Adma e di Seboim, distrutte dalla sua ira e dal suo furore. Diranno, dunque, tutte le nazioni: “Perché il Signore ha trattato così questa terra? Perché l’ardore di questa grande collera?”. E si risponderà:

“Perché hanno abbandonato l’alleanza del Signore, Dio dei loro padri, che egli aveva stabilito con loro, quando li ha fatti uscire dalla terra d’Egitto,  e perché sono andati a servire altri dèi, prostrandosi dinanzi a loro: dèi che essi non avevano conosciuto e che egli non aveva dato loro in sorte…».

Il problema è indubitabilmente quello dell’alleanza: su di essa verte tutta l’arringa che Mosè rivolge al popolo.

Il richiamo a Sodoma e Gomorra come esempio e monito per le generazioni future è perentorio e chiaro, così come sono chiare le motivazioni espresse nel versetto 24, là dove si dice che la sventura minacciata per i futuri traditori sarà generata, come per le due città annientate, dall’abbandono dell’alleanza e dall’essersi messi alla sequela di altri Elohim.

Non ci sono dubbi: Yahweh in quel caso non ha punito la sodomia ma ha impedito che le cinque città di quella valle si unissero in via definitiva all’alleanza militare avversa.

Riflessioni finali

Abbiamo visto che tra catechesi e testo biblico ci sono numerose discrepanze: la teologia segue un cammino che spesso procede come se la Bibbia non ci fosse.

In questo caso poi c’è un elemento in più: se fosse vero ciò che afferma la dottrina saremmo di fronte a un Dio che non pone confini al suo desiderio di vendetta e colpisce indiscriminatamente tutti.

È certamente vero che in terra di Canaan la sodomia cultuale era diffusa e nell’Antico Testamento era considerata una colpa grave anche, e diremmo soprattutto, perché normalmente legata alla prostituzione che si praticava in molti luoghi di culto dedicati ad altri Elohim.

La pratica della sodomia poteva comportare anche la pena di morte (Lev 18, 22- 29), ma il peccato, la colpa e la conseguente punizione riguardavano i trasgressori.

L’idea di azzerare totalmente un territorio, compresi esseri umani innocenti, anima fatte fino a vetrificarsi, alcune contenenti bolle d’aria come la lava; pietre bruciate; mattoni cotti come ceramica a temperature molto elevate; nel kikkar ci sono inoltre tracce di vetrificazioni prodotte da una temperatura che ha i 6000 gradi.

L’intero territorio è definito da Collins nel documento citato in nota «A scene of utmost devastation and disintegration», che evidenzia «one of the most violent, enormous destruction events imaginable» e ancora una «civilization-ending catastrophe […] leaving behind evidence of nuclear-level heat».

In sostanza si è trattato di un’enorme devastazione, uno dei disastri più violenti che si possano immaginare in cui si sono registrate temperature del livello riscontrabile negli eventi nucleari e che ha determinato la fine di una civiltà, come ipotizzato dal prof. Boncristiano.

Per completezza e correttezza di informazione, precisiamo che il prof. Collins identifica la possibile causa in un impatto provocato da un oggetto proveniente dal cielo che avrebbe reso inabitabile l’intero territorio per numerosi secoli.

Nella nostra dichiarata libertà di formulare ipotesi “facendo finta” che il racconto sia vero, preferiamo seguire la Bibbia che vede nella vicenda un intervento previsto, pianificato, quindi volontario e non naturale, effettuato dall’Elohim di nome Yahweh o dalla alleanza militare alla quale egli apparteneva.

Un articolo tratto dal libro di Mauro Biglino e Enrico Baccarini: la caduta degli dei 

 

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Qui troverai un contenuto speciale per te: un Glossario che può essere letto “voce per voce” e che vuole rispondere a dubbi e richieste di approfondimento che ci sono arrivate nel corso degli anni. Un vero e proprio strumento di supporto durante la lettura dei libri di Mauro Biglino.

Biglino Mauro

Autore: Mauro Biglino

Mauro Biglino, autore best seller, studioso ed esperto di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, collaborazione che si è conclusa una volta iniziata la carriera di scrittore. Da circa 30 anni si occupa dell'analisi dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possa aiutare a comprendere il nostro passato. Mauro Biglino, con il suo metodo "facciamo finta che…", ha portato alla luce sorprendenti scoperte.

2 Comments

  1. Avatar
    Caro Mauro, un altro interessantissimo articolo che offre l'occasione di segnalrti un post che scrissi poco più di 1 anno fa dove illustro un'interessante, a mio parere, correlazione tra i venti costanti di ponente - soffiano da Ovest verso Est (alisei) - che portarono l'ipotetica nube radiottiva fin nella bassa Sumer ed una foto della NASA che immortala una tempesta di sabbia trasportata proprio tali venti. qui il post: https://traterraecielo.live/2018/11/04/sumerian-fallout/

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