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TikTok: il social network che ruba i dati degli utenti?

Cosa si nasconde dietro il social network TikTok?

La nuova frontiera della guerra tecnologica ha un nome buffo: TikTok.

Si tratta di un social network cinese, lanciato nel settembre 2016, dove gli utenti possono creare brevi clip musicali di durata variabile tra i 15 e i 60 secondi ed eventualmente modificare la velocità di riproduzione, aggiungere filtri ed effetti particolari e modificare il suono o la musica di sottofondo.

L’app, secondo i dati di agosto 2019, è l’app più scaricata del momento a livello mondiale e addirittura dovrebbe arrivare sul mercato uno smartphone targato TikTok realizzato da ByteDance, la società cinese che ne detiene la proprietà.

TikTok utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare gli interessi e le preferenze manifestate dagli utenti dell’applicazione, in modo tale da poter personalizzare singolarmente i contenuti da visualizzare ogni volta che si fa l’accesso.

TikTok e l’indagine USA contro ByteDance

L’agenzia di stampa Reuters riferisce che il governo USA ha avviato un’indagine per verificare la presenza di eventuali rischi per la sicurezza nazionale nell’affare che ha portato l’app Musical.ly (americana) ad essere acquisita due anni fa – per un miliardo di dollari – da ByteDance (cinese) che, a sua volta, l’ha “fusa” con TikTok.

L’attenzione poi si è spostata anche sui contenuti: alcuni contributi degli utenti sarebbero stati censurati per motivi politici (questione Hong Kong su tutti) e inoltre sarebbe poco chiara la gestione dei dati raccolti e, soprattutto, come vengono poi utilizzati.

Secondo le autorità americane l’app potrebbe essere utilizzata come cavallo di Troia per lo spionaggio politico internazionale.

 

TikTok: cavallo di Troia camuffato da App?

Gli Stati Uniti, infatti, sono preoccupati perché l’app potrebbe sfruttare e raccogliere dati sensibili della popolazione, tra l’altro molti militari USA la utilizzano.

Gli esperti di sicurezza, inoltre, hanno espresso preoccupazione per il fatto che il sistema legislativo cinese in materia d’intelligence, sicurezza nazionale e sicurezza informatica, costringe le aziende nazionali (e quindi anche TikTok) a sostenere il lavoro di intelligence dietro il quale si nasconderebbe addirittura il Partito Comunista Cinese.

Da TikTok arrivano però rassicurazioni: “la Cina non ha giurisdizione sui contenuti dell’app” e ribadisce che il governo di Pechino non ha alcun potere, in quanto la piattaforma non è attiva in patria.

Sulla pagina dell’informativa sulla privacy di TikTok (versione italiana) compare però la seguente dicitura: “Conserviamo ed elaboriamo le informazioni relative all’utente negli Stati Uniti d’America, a Singapore, in Giappone o in Cina”.

Privacy, il vero problema

Oltre alla possibile guerra cybernetica tra Cina e Usa, forse il problema più concreto e reale riguarda ancora una volta la privacy: in ballo ci sono migliaia di dati anche di minori, tanto che il social cinese proprio per questo motivo è stato multato dalla Federal Trade Commission statunitense per 5,7 milioni di dollari.

In un’inchiesta pubblicata dalla rivista New Yorker si sostiene che le informazioni acquisite servirebbero, tra le altre cose, anche per migliorare i sistemi di riconoscimento facciale a beneficio dei sistemi di videosorveglianza.

Insomma, una vera e propria guerra tecnologica con il rischio che i soldati e i martiri inconsapevolmente potrebbero essere proprio gli utenti.

Balena Giuseppe

Autore: Giuseppe Balena

Giuseppe Balena nato a Matera nel 1975. Si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Bari. Vive e lavora a Ferrandina (Matera) come giornalista, scrittore e comunicatore web. Già redattore per testate giornalistiche cartacee e online, collabora con la rivista «Mistero» dell’omonima trasmissione televisiva di Italia Uno. Ha pubblicato nel 2017 il saggio Il grande Fratello ci guarda.

1 Comment

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    Chissà dove arriverà la tecnologia cinese, forse non ha un punto di arrivo ecco perché è molto pericolosa. Staremo a vedere.

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