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Ufo in Piemonte: l’ufologo Guido Ceronetti, tra elohim e testi sacri

Gli Ufo di Guido Ceronetti

È trascorso un mese dalla morte di Guido Ceronetti, luminosa figura di poeta, traduttore, giornalista, marionettista, pensatore e, cosa meno nota, appassionato di ufologia. Già, il genio piemontese, disincarnatosi all’età di novantuno anni, confidava non solo nel futuro Buddha Maitreya e nello Jesus Patibilis della tradizione eretica manichea, ma anche negli abitatori degli altri pianeti. Nemmeno trascurava la possibilità che gli alieni avessero già visitato noi terrestri, come testimonierebbero i testi sacri di ogni religione, che lo stiano ancora facendo e che ancor più lo faranno in futuro.

Forse per aiutare la nostra povera umanità di cui sono i padri civilizzatori,
forse per punirci della nostra scarsa coscienza o per schiavizzarci,
forse come semplici fari nella notte del materialismo. Con la missione di non farci scordare la fondatezza dell’Invisibile.

Soprattutto nelle ultime opere pubblicate in vita, Ceronetti torna insistentemente sul tema ufologico. Nel 2011 con “Ti saluto mio secolo crudele” interroga la sfinge del Novecento così ricco di misteri ancora poco sondati. Coglie fin dalle prime pagine una sincronicità significativa fra religione e alieni.

Il caso Roswell Roswell e i ritrovamenti nelle grotte di Qumràn: eventi collegati?

Nel 1947, due anni dopo l’esplosione delle bombe atomiche, in una grotta nei pressi del Mar Morto, a Qumràn, un beduino trova per caso un’anfora. Dentro vi sono papiri e molti altri vengono scoperti nella caverna. Sono le più antiche testimonianza di alcuni testi biblici del canone masoretico.
Ma vi sono anche scritti non entrati appunto nella Bibbia ufficiale: la regola della comunità dei “Figli della luce” in combattimento contro i “Figli delle tenebre”, il racconto presente anche nel libro di Enoch di come i Guardiani del cielo si innamorarono delle figlie degli uomini e da quelle unioni nacquero i Giganti capaci di magia nera, un’Apocalisse in aramaico e frammenti sul demone femminile mesopotamico Lilith.

Ecco la sincronicità: il ‘47 è anche l’anno del caso Roswell negli Usa, dell’inizio degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati e degli incontri ravvicinati anche del terzo tipo (abduction).

Guido Ceronetti lega i due eventi, vede una relazione fra l’invito a riconsiderare i testi semitici al di là della gabbia dogmatica e la non trascurabile possibilità che extraterrestri vivano su altri pianeti ed abbiano molto a che fare col nostro.

Il romanzo di Ceronetti tra amore, fantascienza… ed Elohim

Sempre nel 2011 esce “In un amore felice”. Romanzo appunto d’amore, ma anche di ufologia. Nell’introduzione l’autore rivendica questo sfondo fantascientifico, scrivendo che l’ufologia “è nata dal tronco fulminato della morte di Dio e dal rinnegamento degli angeli”. Si riferisce alle conclusioni dello psicanalista Carl Gustav Jung: gli extraterrestri come sostituti delle divinità per un’umanità inguaribilmente malata di trascendenza. Protagonista del romanzo è una coppia d’innamorati (lui un anziano fotografo, lei una misteriosa sensitiva trentenne) nell’Italia degli anni ‘50.
Presto quell’Italia, come il resto del mondo, deve fare i conti con insetti giganteschi e radioattivi, piombati dallo spazio.

Una vera e propria invasione aliena che ricorda “la guerra dei mondi” immaginata dal pioniere della fantascienza H. G. Wells e poi drammatizzata per la radio nel 1938 dal futuro regista Orson Welles.

Quegli insetti spaziali sono messaggeri, inviati di altri mondi, dagli Elohim che hanno vinto gli antichi abitanti di Lemuria e vogliono dominare e abbruttire l’umanità. Gli Elohim, antichi Titani, rapiscono gli umani, hanno fame di contatto coi terrestri.

Sarà il sacrificio della protagonista, che si concede in amplesso cosmico ai figli di Dio, placandoli, che salverà il pianeta da un diluvio di abduction. Sul finale compare anche Nikola Tesla, il geniale scienziato che nel 1937 annunciò di aver trovato il modo di entrare in contatto con altri pianeti. Il romanziere suggerisce che lo stesso Tesla fosse un elohim o come minimo un gigante, frutto di un incontro fra una bella terrestre e un Figlio di Dio.

I contattisti e i testi sacri… non mentono!

Nel 2015 Ceronetti pubblica “Tragico tascabile”, una raccolta di interventi giornalistici. Fra questi ve n’è uno decisamente significativo, intitolato “E se fossero arrivati da un pezzo questi alieni?”. L’argomento gli è caro “perché fonde, liquefà, liquida, dissolve tutte le miserie, le economie, le insolubilità del nostro malconcio pianeta”.

Gli incontri ravvicinati sono infatti “memoria tradizionale di quando i due lobi del cerebro non erano separati e il potere intuitivo della Psiche era altissimo”. Gli alieni sono già scesi sulla terra, lo fanno continuamente, lo faranno. “Non mentono i contattisti” che raccontano di esser stati rapiti da esseri giganteschi, i Nefilìm biblici. E bisogna “accogliere la verità parallela alla conoscenza scientifica” rivelata dagli antichi testi religiosi.

Ceronetti era un lettore di saggi di Ufologia, forse anche delle opere Zecharia Sitchin e, poiché fu traduttore anche di testi biblici (Salmi, Isaia, Qohélet, Giobbe, Cantico dei Cantici) è lecito chiedersi se in questi ultimi anni avesse affrontato anche i testi di Mauro Biglino, con le sue rivoluzionarie teorie sulla natura aliena degli Elohim, nate proprio da una fedele traduzione del codice ebraico masoretico.

 

Luca Negri

Negri Luca

Autore: Luca Negri

Luca Negri, studioso dei rapporti fra esoterismo e cultura, saggista, collabora con Il Giornale, L'Intellettuale Dissidente, Ereticamente.net

1 Comment

  1. Un commosso addio a Guido Ceronetti... le intelligenze extraterrestri sono molte e varie perchè l'Universo sembra essere infinito e misterioso più di quanto si possa immaginare. Sappiamo veramente cosa racchiudono i manoscritti di Qumran? O sarà il futuro a rivelarci il loro senso pieno?

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