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Valsusa. Le Spirali e le due Torri: la leggenda di Rama e i culti di Valle Braida

La leggenda della città di Rama

L’altro giorno sono andato in esplorazione in un luogo che non conoscevo: sopra Susa, zona Mompantero-Rocciamelone.

Nel mio libro Geografia sacra e tradizione segreta del Nord dedico ben due capitoli al mito e leggenda di Rama, che chiamo “Pompei della Valsusa” e “Atlantide della Valsusa”.

Si tratta di una mitica Città-Civiltà presente qui in Valsusa nella notte dei tempi. Si parla addirittura di maghi giocanti di pelle scura, alchimisti, grotte sotterranee con tesori e tecnologie misteriose (anche i Romani, pare, molti millenni dopo perlustrarono e ricercarono).

Si narra di Rama, antico druido, che entra in conflitto coi seguaci del dio Toro e si sposta dunque dall’Europa per fondare la civiltà dell’India (questa l’origine del Ramaiana, celebre testo dell’India, secondo un ricercatore e “veggente” dell’Ottocento, Schuré, autore di un best seller di oltre 100 anni fa: I grandi iniziati).

Potrei parlare per ore del mito di Rama, dei racconti e delle leggende misteriose della Valsusa. Ma oggi vorrei parlare di Mompantero e Rocciamelone e delle scoperte appena fatte proprio in quest’area.

Le scoperte nell’area di Mompantero e Rocciamelone

Sapevo di spirali-labirinti incisi su pietra (spirali e labirinti che, come ben sappiamo, sono una delle tracce e firme inequivocabili della mano antica, della spiritualità arcaica della Dea).

Ma mai potevo immaginare che, andandole a cercare, avrei anche trovato una caverna-galleria, menhir e incisioni rupestri (una testa di Toro!) in quell’area.

Un luogo che “guarda caso” oggi si chiama “borgata Braida”.

Ora, come già da anni osservo, nei toponimi spesso ci son tracce dell’antico passaggio dei popoli celto-liguri precristiani.

Sto trovando da anni le loro “impronte” qui in Valsusa e in generale in Piemonte. Considero la nostra area, il nostro territorio, il Sud delle Terre del Nord (in realtà sarebbe più corretto dire: del Nord-Ovest).

Quest’area – per come vedo io le cose – c’entra ben poco, come radici storiche, con la cultura che definisco grecoromanacattolica.

Questo è solamente un breve, recente, lavaggio del cervello a cui ci hanno sottoposti (breve di 2000 anni si intende).

 

Le nostre origini celto-liguri: il culto del femminino sacro

Ma qui, nel Nord Italia, per migliaia di anni, dal Paleolitico al Cristianesimo (20-30000 anni), siamo stati influenzati da una cultura che aveva come suo centro quello che oggi chiamiamo il Femminino sacro.

Si veneravano fonti sacre, pozzi, rocce; si edificavano siti megalitici (dolmen, cromlech, menhir) nei luoghi di potere, vale a dire dove si incrociavano i sentieri delle linee del Drago; si veneravano gli alberi millenari. Tutto questo era una forma di spiritualità “al femminile” e ancora oggi fortunatamente è rimasto qualcosa.

A Colle Braida, sopra la Sacra di San Michele (abbazia cristiana che in realtà presente evidenti tracce della cultura “pagana” druidica), sono presenti incredibili menhir, altari celtici, ruota incisa su roccia, e molto altro. Qui da anni esploro, ricerco, conduco gruppi di meditazione per entrare in contatto con l’antico Genius loci e l’energia del luogo.

Ma mai immaginavo che un toponimo identico, borgata Braida, sorgesse alle pendici del monte sacro Rocciamelone, dove dalla notte dei tempi sembra che accadano fenomeni straordinari e meravigliosi.

La borgata Braida

Braida sta per Brighid, l’antica dea Madre, colei che, secondo la mitologia irlandese, ha creato ogni cosa.

Anzi, è forse vero soprattutto il contrario, ogni cosa è Lei: le piante sono i suoi capelli, i fiumi le sue vene, le rocce le sue ossa… Potrei dilungarmi su Brighid, sulle cose incredibili e “magiche” che mi sono accadute da quando lavoro cercando una connessione profonda con Lei, o con i suoi luoghi sacri (che poi son diventati luoghi delle masche, streghe medievali perseguitate dal maschilista credo cattolico). Ma non lo farò, son cose molto segrete e da proteggere.

Ci tengo però a dire che Brighid, secondo la nostra cultura antica, diventa anche Bride, la sposa, vestita di bianco, come bianco dalla notte dei tempi è un suo animale sacro, il cigno.

L’antesignano degli angeli e del bianco vestito delle spose?

Ci son tracce dell’antica Cultura del Nord sparse ovunque, nel Nord Italia, ma purtroppo o non si sanno e on si vogliono divulgare.

 

Il rito di Mompantero

Ad esempio, in questi giorni, inizio febbraio, dalla notte dei tempi si celebra Imbolc e la dea Brighid.

E guarda caso a Mompantero ancora oggi (anzi no: dopo probabilmente 10.000 anni di culto ininterrotto, quest’anno, 2021, non si è potuto celebrare… causa Covid) si svolge uno stranissimo rito pubblico…

Cito da «La Stampa», quotidiano nazionale di Torino:

«Nel piccolo comune di Mompantero, ai piedi della vetta del Rocciamelone, agli inizi di febbraio da secoli si ripete la stessa tradizione. Un orso, impersonato da un uomo mascherato con delle pelli, viene catturato e trascinato per le vie del paese. Durante il percorso viene deriso e malmenato, e gli viene offerto vino da bere. Poi, una volta domato, viene lasciato libero di scegliere la ragazza più bella con cui balla fino alla fine della festa. Rito legato alla tradizione religiosa della Candelora, pare però abbia origini pagane: alcuni pensano che risalga all’antico culto della dea Diana, in cui una vergine veniva sacrificata alla dea, o che sia legato in qualche modo ai Saturnali. Altri ritengono possa risalire al culto della divinità celtica Brigit, poi trasformata in epoca cristiana in Santa Brigida»…

Foto di “labotatorio Val Susa”

Com’è facile immaginare, nell’epoca del Cattolicesimo gli antichi culti “pagani” son stati un po’ travisati e un po’ derisi; ma di fatto anche qui il Cattolicesimo ha fatto una operazione geniale di “impossessamento” e occultamento dell’antico sapere legato al Sacro (lo ha fatto per le Feste, ma soprattutto per quanto riguarda la Geografa sacra – sopra tutti i luoghi sacri degli antichi sono state erette delle chiese, e questo è il motivo principale per cui, apparentemente, non abbiamo segni, tracce, vestigia dell’antico culto delle pietre sacre.

Il secondo motivo è che quello che rimaneva delle antiche “pietre di culto” nei secoli del Cattolicesimo è stato sbancato e divelto, in quanto considerati evidenti segni e simboli del Maligno.

Il rito di Borgata Braida e l’orso…

A Borgata Braida, sotto il Rocciamelone, fino allo scorso anno 2020, attorno al 1° febbraio, veniva celebrato un antichissimo rito della fertilità e rinascita della primavera e della sessualità (questo è un altro tema sacro agli antichi: sessualità per loro significava gioia, vita, vitalità, felicità, libertà; ma anche comunità, senso di appartenenza, coesione sociale – da noi oggi il tema della sessualità è addirittura diventato un tabù, un rimosso psicologico…).

Il rito era inoltre legato a un altro animale di Brighid: l’orso, che si risveglia dal letargo, e celebra la rinascita della Vita.

Faccio solo una osservazione: l’orso è importantissimo anche nella saga del Graal, altro archetipo celtico femminile doc, i cui custodi e protettori, uomini, sono i cavalieri di Artù (nome che in celtico significa appunto Orso) Pendragon (testa del Drago).

 

Insomma, volevo semplicemente trasmettervi il mio entusiasmo nello scoprire antiche spirali e labirinti incisi su roccia nel luogo in cui fino allo scorso anno, vale a dire fino all’avvento della Nuova Era Covid, per secoli e millenni è stato celebrato un antico culto della Dea, della Fertilità e dell’Orso.

 

Le due torri

Ora credo purtroppo che siamo ormai nell’anno 1 d.C. (dopo Covid).

Il Cattolicesimo sta sparando le ultime cartucce.

Ma chissà se le tracce dell’antico culto della Dea e l’Ecologia spirituale dei nostri antenati sopravvivranno a questa nuova ondata di Religioni Dogmatiche, lo Scientismo tecnologico, il Terrorismo mediatico e il Transumanesimo.

Per ora, non sembra tirare una buona aria: esattamente nel punto panoramico sede dell’antico culto, guarda caso, a pochi metri dalle spirali antichissime e dal dio toro, sono comparse improvvisamente, mastodontiche e impressionanti, Due torri di antenne 5G.

La Saga delle Due Torri sta riprendendo vita?

 

Cogerino Andrea

Autore: Andrea Cogerino

Andrea Cogerino, specialmente in seguito alla laurea in Filosofia del 2000 con una tesi sulla Sincronicità e il carteggio Jung-Pauli, segue il sentiero delle “coincidenze” e si rimette alla saggezza del “Tao”. Editor e scrittore freelance, dopo alcune esperienze di vita a Roma e Torino è tornato alle origini, nei monti e nei boschi della Val di Susa. Ricercatore spirituale a tutto tondo, da anni si occupa prevalentemente di sciamanesimo e druidismo.

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