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Viracocha che creò la vita: il messaggio segreto delle antiche store inca

Nel  mio libro “13 Storie degli antichi imperi” è contenuta la storia su cui voglio riflettere oggi.

All’inizio non vi era che il buio

Così inizia la storia. Il Buio pervadeva tutto il Creato ed impediva agli uomini di vedere.

Il non poter vedere nulla rendeva la vita degli uomini faticosa, difficile…la vita stessa non era altro che inquietudine e sofferenza.

Ed è così che ci sentiamo quando brancoliamo nel buio.

Dell’Esistenza percepiamo solo pesantezza, difficoltà, ostacoli e sofferenza.

Tuttavia è proprio il Buio che ci fa desiderare la Luce. Il Buio è dunque una preziosa opportunità che invita la Luce nella nostra vita…col cuore la desidera, col pensiero la attira e la materializza.

 

Poi Viracocha ebbe compassione

Poi il Dio Viracocha ebbe compassione degli uomini perché, essendo un dio, sapeva di esser connesso con tutte le cose…  ed era per questo che Sentiva il loro dolore…

Ebbe compassione, Viracocha, e invitò altri due dei a collaborare con lui affinché venisse creata la Luce.

E prima di creare, meditò  su cosa fosse più saggio creare…

e meditare vuol dire riempire col soffio dei pensieri il guscio di tutte le creazioni”*

… perché i pensieri contengono lo straordinario potere di poter dar forma a tutte le creazioni.

Questo il dio lo sapeva…

sarebbe saggio ne tenessimo conto anche noi, soprattutto quando ci facciamo completamente dominare dai nostri pensieri…

…rabbia, odio, aggressività fluiscono con le nostre parole e con i nostri gesti, quasi non fossero nostre manifestazioni. 

Si presero tempo, i tre dei, meditarono…e poi crearono.

E fu la Luce.

E per volere di Viracocha essa occupò solo la metà dello spazio e del tempo, in modo tale che Buio e Luce esistessero in egual misura.

Sapevano, gli dei, che entrambe erano necessarie agli uomini…

Gli uomini troppo spesso se ne dimenticano e cercano di fuggire il Buio, invece di visitarlo, imparare quel che in lui è rinchiuso…e superarlo.

 

La Gratitudine

Gli uomini furono grati agli dei che non si erano dimostrati sordi al loro dolore… e la gratitudine riempì il cuore degli dei fino a farli commuovere… ora che gli uomini potevano ammirare tutte le Bellezze del Creato c’era molta più gioia, molta più armonia nel  Mondo ed essendo tutti collegati anche loro ne beneficiavano.

Le lodi di gratitudine degli uomini si levarono alte e riempirono tutto il Creato.

E fu così che con la gratitudine scomparve poco a poco il dolore: gli uomini impararono che

non c’è notte che non sia seguita dal giorno,

non c’è discesa che termini subito prima che cominci una nuova salita…perché nulla è fermo e tutto è in costante ed eterno movimento.

Questo gli dei avevano mostrato agli uomini…dice una antica storia inca.

Questo dovremmo ricordarci ogni giorno: nulla è fermo, tutto è in continuo movimento, non siamo soli…perché sempre camminiamo accanto al nostro immenso Potere di manifestare una vita degna…dico io.

 

*cit. 13 storie dagli antichi imperi

 

Iuele Marina

Autore: Marina Iuele

Marina Iuele insegnante elementare da 25 anni, attrice e regista teatrale. Da più di 10 anni ha intrapreso un cammino di crescita che l'ha portata a modificare via via anche il suo metodo di insegnamento, lasciando ampio spazio ad ogni forma di espressività pura e di manifestazione del sentimento. Cerca di aiutare i suoi allievi a mantenere la loro connessione con ogni livello del Sentire. Ha partecipato a differenti progetti, anche a livello europeo, per la diffusione di forme d'arte in interazione (ad esempio ha realizzato uno spettacolo in lingua francese con alunni di scuola elementare).

1 Comment

  1. Ho amato tanto(e amo ancora)la civiltà inca. Ho letto e meditato i suoi miti, le sue storie, la sua letteratura, la sua lingua il suo modo poetico di rapportarsi alle cose. Il dio Viracocha non mi è nuovo, è quasi, per me, "una vecchia conoscenza". Stroncata al culmine del suo fiorire dagli spagnoli, la civiltà inca in fondo non è mai morta del tutto, e oggi vi è in Perù un rinnovato interesse, sia sociale che politico, di ricostruirla.

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