Schermata 2019-04-12 alle 13.11.35

Vivere senza lavorare | n°3: Tecniche infallibili per diminuire le spese

Stratagemmi e tecniche per uscire dalla schiavitù del consumo

Partiamo da un presupposto semplice.

Le teorie non servono. Mai.

Leggere un libro per cambiare vita, se non si mettono in pratica i suoi insegnamenti, non serve. Mai. Quindi se non siete determinati a cambiare vita non perdete tempo e non sprecate soldi a comprare il libro o a frequentare corsi e seminari.

Cambiare non è un’opzione né un desiderio, ma una decisione, e la decisione è sempre seguita dall’azione.

Quindi l’unica cosa che funziona è fare, passare all’azione, mettere in pratica. Non è detto che funzioni sempre o al primo colpo. Ma è l’unico modo per smuovere qualcosa.

Te lo ripeto: se vuoi cambiare devi passare all’azione.

Vivere senza lavorare

Abbiamo già detto negli articoli precedenti

[Vivere senza lavorare | n°1: perché iniziare a vivere fuori dalle logiche del consumo e del denaro]

[Perché vivere senza lavorare? | n° 2. Primi passi verso la semplicità volontaria]

che noi non compriamo mai perché abbiamo bisogno ma solo perché stiamo male e inconsciamente cerchiamo di alzare la nostra autostima comprando qualcosa. Può darsi che tu non sia consapevole di questo, ma le cose stanno così, te lo assicuro.

Fatto salvo questo punto, ora passerò a descrivere brevemente alcune tecniche che ho usato in passato (ormai non ne ho più bisogno) per uscire dalla compulsione all’acquisto (che abbiamo tutti, chi più chi meno, molti, quasi tutti, senza esserne consapevoli). Ora, il punto è qui però un altro, e cioè che queste tecniche sono semplici, banali e alla portata di tutti, ma come ovvio funzionano veramente solamente se lo vuoi. Devi capire che qui non stiamo giocando. Questo articolo non va letto per passare il tempo. Questo articolo va letto per poi metterlo in pratica. Se metti in pratica ciò che ti dico, vedrai che le cose inizieranno a cambiare, e liberandoti dalle compulsioni all’acquisto inizierai i primi passi per “vivere senza lavorare”.

Bando alle ciance e veniamo agli stratagemmi.

Stratagemma n°1 – Dire di no

È semplicissimo. Di’ “NO” ogni volta che sei in un negozio (o se stai per comprare qualcosa online). Devi dire “NO”. Tutto qua. Pensa quanto è semplice.

Lo so già che stai facendo dei sorrisetti di scherno all’indirizzo del sottoscritto, ma è proprio così: dicendo “NO”, sia io che la mia famiglia abbiamo evitato nel tempo, passo dopo passo, di buttare moltissimi soldi, cosa che ci ha contestualmente liberato dalla schiavitù del consumismo (per inciso, non siamo mai stati dei consumisti. Anzi), permettendoci poco alla volta, giorno dopo giorno, molto naturalmente, di inventarci un’altra vita senza lavorare. Non è tutto qui ovviamente, ma questo è un punto di partenza imprescindibile. Mi capita di pensare molto spesso a quei primi “NO” così difficili da pronunciare e che si sono trasformati in grandi “SÌ” alla Vita.

Riassumiamo. Dire “NO” all’acquisto è una tecnica molto semplice ma molto efficace.

Basta che decidi di dire “NO” e che metti in pratica ciò ce hai detto. Fai un accordo con te stesso e mantieni quell’accordo, costi quel che costi. Ne va anche della tua dignità e della tua parola che hai dato a te stesso.

Stratagemma n°2 – Uscire senza soldi

Un altro semplice stratagemma consiste nell’uscire di casa ed andare nei templi del consumo (i centri commerciali) di proposito e senza contanti (e ovviamente meno ancora con carte di credito e bancomat, che sono peggio del contante perché inconsciamente hai meno la percezione del pagare e quindi tendi a spendere di più).

A questo punto, quando sarai lì, avrai voglia di comprare qualcosa ma non potrai perché non hai soldi con te. In compenso quando sarai tornato a casa sarai felice di non aver comprato nulla e questo innalzerà la tua autostima (non dimenticare mai che se compri è solo perché hai bassa stima di te stesso).

Questo esercizio va fatto con regolarità e costanza, così come ci si allena con costanza e regolarità per prepararsi ad una maratona.

Il motivo è presto detto. Poiché tu non sei nato “homo consumens”, ne consegue che lo sei diventato unicamente per condizionamento. A questo punto devi decondizionarti, cioè consapevolmente autocondizionarti a non comprare, e lo devi fare con costanza e regolarità. Se ti sei condizionato in, poniamo, venti anni, non prenderti in giro pensando che ti decondizionerai in una settimana. Quindi tutti i giorni vai in quell’orribile tempio del consumo chiamato centro commerciale e passaci almeno 1 ora (puoi anche andare nei negozi in centro, anche se il centro commerciale è meglio ai nostri fini) fino a che, poco alla volta, sentirai che la sola idea di comprare qualcosa di cui non hai bisogno (quasi tutto) ti fa venire il vomito.

Stratagemma n°3 – Parlare ai prodotti / Il flusso di coscienza

Questo è il mio preferito, forse perché è di mia invenzione. Ci vuole un po’ di coraggio a metterlo in pratica, ma se lo farai ti garantisco che è infallibile.

Funziona così: entri in un negozio, un supermercato, un centro commerciale e hai il tuo carrello della spesa.

Ti aggiri per gli scaffali assieme ad altri Zombies come te (anche se tu almeno vuoi uscire dalla zombietudine, mentre loro non ne sono nemmeno consapevoli e, peggio ancora, non vorrebbero uscirne nemmeno se lo fossero) e prendi in mano un prodotto che vorresti acquistare.

Non uno di cui puoi ragionevolmente aver bisogno ovviamente (tipo, che so, le carote), bensì uno di cui non hai assolutamente bisogno (tipo, che so, l’ultimo modello di iPhone quando quello che già hai va più che bene). Ora, sto facendo l’esempio dell’iPhone ma cerca di capire che vale anche per le mutande che costano 3 euro o le caramelle per l’alito che costano 1 euro.

Un non consumista evita di comprare ciò di cui non ha bisogno punto e capo.

Un non consumista non associa piacere all’atto dell’acquisto bensì dolore (e questo per gli innumerevoli motivi che abbiamo già analizzato negli articoli precedenti, nonché, molto più approfonditamente, nei miei libri).

Torniamo a noi. Hai chiesto all’addetto tutte le caratteristiche dell’iPhone, ti sei fatto spiegare per bene i pagamenti rateizzati, lui è ormai convinto di avertelo venduto, quando tu, telefono in mano, cominci a guardarlo (il telefono). E poi a parlargli (di fronte all’addetto vendite).

E gli domandi:

ma se mi costi 1000 euro, quante ore devo lavorare per averti? E quanto inquinamento è stato fatto per produrti? E se ti rompi devo lavorare altre ore per ripararti o peggio ancora per cambiarti con un altro tuo fratello. Perché dovrei volerti comprare?”.

Ma non è finita qui. Puoi anche dirgli:

“Sai. Stavo riflettendo. Io in realtà non ti pago con dei soldi, ma con il tempo che ho buttato via per guadagnare quei soldi di cui ho bisogno per comprarti. Cioè con la mia vita. E la mia Vita è più importante di te”.

Oppure ancora:

“e se ti compro a rate significa che sto vendendo il mio futuro per averti”. E così via.

La finisco qui, ma il concetto è chiaro. Se trovate il coraggio di parlare ad un prodotto ad alta voce e di fronte ad altra gente, vi garantisco che poi smettete di comprare. Il sottoscritto ha messo in atto questa tecnica innumerevoli volte per mesi e mesi fino a che ero certo di essermi decondizionato. Una volta, la più mitica di tutte, mi sono recato da un concessionario BMW (mai entrato prima da un concessionario BMW in vita mia). L’ho tenuto lì quasi un’ora e poi ho cominciato il mio dialogo con la Z4 Cabrio. Se non ricordo male era il settembre 2004 e la chiacchierata con la BMW ha rappresentato uno dei punti di svolta della mia vita.

In meglio, ovviamente.

Bizzocchi Andrea

Autore: Andrea Bizzocchi

Andrea Bizzocchi (autore, ricercatore, conferenziere), scrive di economia, salute, ecologia, stili di vita, viaggi, libertà, controinformazione. Appena raggiunta la maggiore ha iniziato a lavorare in proprio in svariate attività al di qua e al di là dell’oceano (Atlantico). Ha smesso nel 2004 quando ha capito che non era lui a mandare avanti le sue attività ma le sue attività a mandare avanti «lui» (e questo nonostante si divertisse). Vive con la sua famiglia tra l’Italia e le Americhe, con pochi beni materiali ma con la ricchezza del tempo liberato e di esperienze e incontri con personaggi straordinari (incontri in parte raccolti nel suo libro "Pura Vida").

2 Comments

  1. Ci si può, volendo, decondizionare di tutto, ma proprio di tutto. Basta davvero volerlo. La forza di volontà è tutto. Se tutti lo facessimo veramente... quanto sarebbe migliore il mondo.
  2. GRAZIE Andrea, i tuoi sembrano consigli scontati ma forse solo x chi già è nella tua ottica: nella realtà c'è ancora troppo pecorame che segue i diktat senza fiatare , soprattutto senza riflettere, con calma, con cervello e cuore in risonanza, con la volontà di amarsi ogni giorno di + facendo solo le scelte giuste x il proprio vero ben-essere contrapposto al ben-avere. Ecco forse al di là di tutto è proprio l'amore x sè stessi che langue, su questo pianeta, e l'unica via d'uscita è recuperare la memoria del proprio valore di umano-divino (se qualcuno ci chiama capitale umano ci sarà un motivo). Da questa scelta in poi tutte le altre a cascata.......

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *