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Editori

Prospettive sulla psicologia e la mente

Freud che dimentica il nome di un pittore, Kahneman con una mazza e una palla da baseball: cinque libri per avvicinarsi alla psicologia, dalla psicoanalisi ai manuali di allenamento mentale per chi fa sport.

Freud e il nome dimenticato di Signorelli

Psicopatologia della vita quotidiana uscì nel 1901 e si apre con un episodio capitato allo stesso Sigmund Freud. In viaggio, parlando degli affreschi del Duomo di Orvieto, non riuscì a ricordare il nome del pittore, Luca Signorelli; al suo posto gli venivano in mente Botticelli e Boltraffio. Freud ricostruisce la catena di associazioni che lega quei nomi a pensieri che in quel momento preferiva tenere lontani, legati alla morte e alla sessualità.

Da questo caso parte la tesi del libro: dimenticanze, lapsus, errori di lettura e piccoli gesti mancati sarebbero il segno di desideri o conflitti che la coscienza respinge. È una lettura propria della teoria psicoanalitica, che Karl Popper citò come esempio di teoria impossibile da confutare; il libro resta comunque uno dei più leggibili di Freud, costruito quasi interamente su episodi di vita quotidiana.

Tumazzo: allenare la testa come i muscoli

Per vincere ci vuole testa. Strategie per migliorare la performance di Fabio Tumazzo è uscito nel 2020 per Correre. L'editore lo presenta come un manuale di allenamento mentale rivolto agli allenatori, agli atleti che vogliono seguirsi da soli e a chiunque cerchi strumenti di auto-aiuto. Per semplificare i meccanismi della prestazione mentale Tumazzo parte dagli studi di cibernetica e attinge alla lunga esperienza maturata negli sport da combattimento.

Negli sport da combattimento l'avversario si studia prima ancora del primo scambio: la distanza, il peso che passa da un piede all'altro, le abitudini che annunciano l'attacco successivo. Un approfondimento di OA Sport spiega perché leggere l’avversario è un’arte in ogni sport, dal karate al padel fino al calcio, dove i giocatori girano di continuo la testa per guardarsi intorno prima che arrivi il pallone.

Atomic Habits e l'uno per cento del ciclismo britannico

James Clear pubblicò Atomic Habits nel 2018, e il primo capitolo si apre con una storia sportiva. Nel 2003 la federazione ciclistica britannica nominò direttore della performance Dave Brailsford, che adottò la strategia dei «guadagni marginali»: migliorare di poco ogni singolo dettaglio, dai cuscini su cui dormivano i corridori al gel per i massaggi, fino al modo corretto di lavarsi le mani per non ammalarsi. Nel 2012 Bradley Wiggins vinse il Tour de France, primo britannico a riuscirci.

Secondo Clear la stessa aritmetica vale per le abitudini: migliorare dell'uno per cento al giorno per un anno significa, alla fine, essere circa trentasette volte migliori. Il libro traduce l'idea in quattro regole, cioè rendere una nuova abitudine evidente, attraente, facile e gratificante, e in accorgimenti pratici come la regola dei due minuti: chi vuole leggere ogni sera comincia da una pagina sola.

Brené Brown e il coraggio di farsi vedere

I doni dell'imperfezione (The Gifts of Imperfection, 2010) condensa in dieci principi guida anni di ricerche di Brené Brown, docente all'Università di Houston, sulla vergogna e sulla vulnerabilità. La tesi è diretta: chi smette di inseguire un'immagine perfetta di sé costruisce relazioni più sincere. Nello stesso anno Brown tenne a Houston il discorso TEDx «The Power of Vulnerability», diventato uno dei più visti della piattaforma.

Nelle sue ricerche Brown distingue la vergogna dal senso di colpa: la colpa riguarda ciò che si è fatto, la vergogna ciò che si crede di essere. Su questa distinzione il libro costruisce la sua proposta, che è pratica prima che teorica: accettare di essere visti anche nei propri limiti, senza aspettare di essere all'altezza di un modello.

Kahneman, la mazza e la palla

Daniel Kahneman, psicologo premiato nel 2002 con il Nobel per l'economia, riassume in Pensieri lenti e veloci (2011) decenni di ricerche condotte in gran parte con Amos Tversky. La mente, scrive, lavora con due sistemi: il Sistema 1, veloce e automatico, che fa frenare davanti a un ostacolo improvviso, e il Sistema 2, lento e faticoso, che entra in gioco quando bisogna fare un calcolo o seguire un ragionamento.

Uno degli esempi più noti del libro è un indovinello: una mazza e una palla costano insieme 1,10 dollari e la mazza costa un dollaro più della palla; quanto costa la palla? La risposta che viene subito in mente, 10 centesimi, è sbagliata: la palla costa 5 centesimi. Il Sistema 1 propone una soluzione plausibile, e il Sistema 2 spesso non si prende la briga di controllarla.

Lo sport compare fra i casi discussi. Kahneman cita la «mano calda» del basket, cioè la convinzione che un giocatore in serie positiva abbia più probabilità di segnare anche il tiro successivo: sulla base dello studio pubblicato nel 1985 da Gilovich, Vallone e Tversky, la definisce un'illusione cognitiva vasta e diffusa. Nel 2018, però, gli economisti Joshua Miller e Adam Sanjurjo hanno individuato un errore statistico in quell'analisi, e la questione è tornata aperta.