Il caso Skripal: una spy story da film. Gli indizi che mettono in dubbio la colpevolezza della Russia…


Categorie : Attualità e cospirazione , Enrica Perucchietti

Il caso Skripal: una spy story da film. Gli indizi che mettono in dubbio la colpevolezza della Russia…

Il caso Skripal: una spy story

Putin è stato riconfermato alla guida della Russia con un risultato plebiscitario e di fronte al popolo riunito per festeggiare il quarto mandato presidenziale ha parlato per la prima volta del caso Skripal: pensare che la Russia sia colpevole dell’avvelenamento «è una sciocchezza»[1], ha detto.

Le presidenziali sono state infatti precedute nei giorni scorsi da una massiccia campagna antirussa a causa della spy story che ha visto l’avvelenamento dell’ex agente russo traditore Sergei Skripal, nome in codice “Forthwith”[2], (lett. “immediatamente, senza indugio”) − a libro paga dei servizi di intelligence britannici − e di sua figlia Yulia, nella città di Salisbury dove i due vivono vicino all’ex agente britannico che aveva reclutato nel 1995 Skipral: Pablo Miller. Questi lavora anche per la Orbis Business Intelligence[3], ossia l’agenzia che ha raccolto materiale “sporco” su Donald Trump[4]. Si tratta del dossier di 35 pagine che sostiene che i russi siano in possesso di informazioni compromettenti per ricattare il presidente eletto degli Stati Uniti, da cui è partito il Russiagate.

 

La Orbis Business Intelligence e il Russiagate

La Orbis Business Intelligence è una compagnia di consulenza di intelligence con sede a Londra, fondata nel 2009 da ex professionisti dell’intelligence britannica[5]. Come leggiamo dal sito, la Orbis Business Intelligence offre “consulenza strategica” e “operazioni di raccolta di informazione e inchieste transnazionali”[6].

Uno dei due direttori della Orbis è infatti l’ex agente segreto britannico Christopher Steele: questi è l’autore del dossier su Trump dal quale emergono contatti frequenti tra rappresentanti del presidente americano e intermediari del governo di Mosca durante la campagna elettorale[7].

Per il Cremlino, invece, Steele ha continuato a essere una “spia attiva”[8]. Secondo il «Daily Telegraph» il lavoro di Steel su Trump inizialmente sarebbe stato finanziato dai repubblicani contrari alla candidatura del magnate e poi dai democratici.

Come se non bastasse Skripal conosce Steele e probabilmente è a conoscenza dei segreti sul dossier su cui si basa l’indagine sul Russiagate e chissà cos’altro[9]. Secondo il «Telegraph» questo potrebbe essere il movente del tentato omicidio.

Ma chi è Skripal? La ex spia russa

Doppiogiochista  per denaro[10], l’ufficiale del Gru (lo spionaggio militare russo) era stato reclutato dagli occidentali a metà degli anni Novanta, quando era di stanza in Spagna[11] e poi passato agli inglesi: «Secondo la ricostruzione fatta dal Times, furono gli agenti di Madrid i primi a capire che Skripal poteva essere reclutato: e non per ideologia, ma per denaro»[12]. Il doppiogioco terminò nel 2004 quando una spia spagnola lo vendette ai russi: venne arrestato e condannato per alto tradimento.

Nel 2010 Mosca accettò di scambiarlo, assieme ad altre spie, con un gruppo di agenti catturati dagli occidentali. Skripal si trasferì così in Inghilterra, dove secondo alcuni sarebbe andato in pensione mantenendo un basso profilo, secondo altre fonti avrebbe continuato a incontrare gli 007 britannici e a fornire informazioni sulla struttura e i metodi dello spionaggio russo[13].

Come se non bastasse, il «Sun on Sunday» ha invece ipotizzato una relazione burrascosa della figlia di Skripal, Yulia, con un agente della sicurezza russo al diretto servizio di Putin[14].

Ricapitolando:

  • Skripal era un doppiogiochista esule in Inghilterra
  • Viveva con la figlia a Salisbury vicino al suo reclutatore
  • Il suo reclutatore lavora per la Orbis Business Intelligence, ossia l’agenzia che ha confezionato il dossier su Trump e il Russiagate
  • Skripal conosce il direttore dell’Orbis Business Intelligence, Christopher Steele, ex spia MI6 e autore del dossier su Trump.

Veniamo ora all’attentato: l’avvelenamento

Il governo britannico ha puntato fin da subito il dito contro Mosca.

Il primo ministro Theresa May e il ministro degli Esteri Boris Johnson hanno accusato la Russia di essere l’unico mandante.

Le prove? Non ci sono. Gli indizi si concentrano sul gas usato per tentare di uccidere la spia. L’avvelenamento è avvenuto tramite un particolare tipo di gas nervino. Secondo il comunicato congiunto emesso da Regno Unito, USA, Francia e Germania si tratta di “un agente nervino di livello militare, di un tipo inventato dalla Russia[15]. Quindi, diversamente da quanto sbandierato dai media mainstream, non è mai stato detto ufficialmente che il gas sia stato fabbricato in Russia, ma che si tratta di “un tipo inventato dalla Russia”. “Inventato” non significa “usato”. Bella differenza.

Sorgono i primi dubbi… e le prime domande

1) Se l’attentatore fosse russo sarebbe stato così stupido da usare un gas di provenienza russa rendendo immediatamente palese la firma del mandante? A questa osservazione viene risposto che la strafottenza russa non bada a simili dettagli…

2) Perché il sicario, qualora fosse stato russo, non ha usato metodi più efficaci, più letali e che non lasciassero la firma in bella evidenza?

3) Per quale motivo valido la Russia avrebbe dovuto rischiare di danneggiare la sua reputazione internazionale per uccidere una spia in pensione?

4) E ancora: perché non ha aspettato le presidenziali e la fine dei Mondiali di calcio?

5) Skripal è a conoscenza di retroscena sul Russiagate scomodi? E se così fosse, a chi avrebbe fatto più comodo eliminare la spia e la figlia?

6)Potrebbe invece essere stato “scaricato” e sacrificato per ottenere un casus belli contro la Russia?

Domande che si sono posti numerosi ricercatori a livello internazionali, da Naafez Ahmed che ha puntato il dito contro il Mossad a Craig Murray, da Maurizio Blondet a Giulietto Chiesa in Italia.

 

Il Novichok, il gas nervino: la formula pubblicata in un libro del 2008

Veniamo al gas nervino, un tipo particolare, il Novichok, progettato per sfuggire al rilevamento da parte degli ispettori internazionali. Questa serie speciale di gas nervini fa parte del programma sovietico “Foliant”,  e sarebbe stata prodotta dal 1971 al 1993 dall’ex Unione Sovietica in una fabbrica chimica militare in Uzbekistan, come confermato da  Alexander Avdeev, rappresentante diplomatico russo presso la Santa Sede[16].

Questa fabbrica è stata controllata dagli americani che l’hanno chiusa e hanno verificato che tutta produzione venisse distrutta nel ’93, quando Mosca ha aderito all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC o OPCW secondo l’acronimo inglese) che ha certificato la distruzione dell’arsenale chimico russo.

Gli autori della formula di questa serie di gas sarebbero i due chimici russi Lev Fedorov e Vil Mirzanyanov, quest’ultimo ex responsabile di un dipartimento di controspionaggio, poi accusato di alto tradimento per le sue rivelazioni, infine immigrato negli Stati Uniti 26 anni fa.

Il chimico aveva pubblicato la formula nel libro autobiografico, State Secrets: An Insider’s Chronicle of the Russian Chemical Weapons Program (2008).

Per le sue caratteristiche fai da te, il Novichok può essere preparato in qualsiasi laboratorio del mondo e risulta meno potente dei gas nervini classici. In realtà, fino alla scorsa settimana, la convinzione tra gli esperti di armi chimiche è che i Novichok siano stati un programma di ricerca “teorica” che i russi non erano mai riusciti a sintetizzare e produrre realmente e anche il già citato OPCW nel 2013 espresse dubbi sulla sua esistenza. Solo teoria, insomma.

 

Gli esperimenti di Porton Down: i 3000 scienziati che lavorano a 10 km da Salisbury

E qua entriamo nel vivo della storia. Ancora Blondet osserva che a dieci chilometri da Salisbury, dove sono stati avvelenati Skipral e figlia, si trova l’impianto militare per la guerra biologica di Porton Down (Defence Science and Technology Laboratory)[17] dove 3 mila scienziati lavorano con un finanziamento pubblico di mezzo miliardo di sterline l’anno.

Il complesso di laboratori militari Porton Down[18] dal 1945 al 1989  ha esposto più di 3400 esseri umani come cavie per i gas nervini, come documentato nel libro[19] di Ulf Schmidt, professore di Storia moderna presso l’Università del Kent, Secret Science: A Century of Poison Warfare and Human Experiments.

Blondet ne parlava già nel libro La Strage dei Genetisti, documentando la morte di una dozzina di scienziati collegati, direttamente o no, con questo laboratorio britannico.

Ora, la ricostruzione dei fatti è lunga, articolata e complessa, degna di un film hollywoodiano e rimando per approfondimenti all’articolo di Blondet[20]. Ma questi indizi mostrano già una controstoria che dovrebbe almeno far dubitare della versione semplicistica offerta dalla stampa mainstream, che verrà bollata dai più come paranoia, fantasia, complottismo.

L’impressione che emerge è che i leader politici europei e i media mainstream stiano costruendo l’ennesima campagna denigratoria per incrementare la guerra fredda in atto, aumentare le sanzioni e chissà cercare un casus belli per spingere a una guerra ricorrendo a fake news simili a quelle fabbricate per distruggere l’Iraq o a quelle sulla Siria.

 

La russofobia… e le fake news

E a proposito di fake news e di strumentalizzazione dell’informazione, voglio osservare una dinamica di cui parlo ampiamente nel mio ultimo libro, Fake News (Arianna Editrice).

Archiviati i bin Laden, gli Al Baghdadi e il “pazzo e spietato” leader coreano Kim Jong-Un che dopo tanto clamore ora si appresta a incontrare Trump, sullo scacchiere geopolitico il nemico numero uno torna a essere Putin. Torna quindi la demonizzazione del presidente russo e la riproposizione della russofobia che piace tanto a numerosi politici occidentali.

Il terrorismo e la “somministrazione” ripetuta di shock genera paura – lo abbiamo visto con gli attentati rivendicati dall’Isis che sono divampati anche in Europa −  e la paura, si sa, è un potente strumento di controllo. Manipolando le persone in fase di shock è possibile introdurre misure liberticide fino a quel momento impensabili, lasciando credere ai cittadini che i provvedimenti scelti siano per il loro “bene” e la loro sicurezza.

Si può anche notare come l’Occidente si trovi perennemente alle prese con una minaccia esterna: che sia l’ebola, Al Qaeda, Isis, la Corea o gli hacker russi. Una minaccia non si spegne senza che se ne palesi un’altra altrettanto terribile. Dopo Isis è toccato alla Corea del Nord (e Iran) e ora di nuovo si è tornati alla Russia.

Citando Orwell, la sensazione è che la “guerra al terrore” o meglio, la creazione sintetica del terrore, sia stata concepita come perenne per «poter mantenere intatta la struttura della società» e introdurre uno stato di shock e di paura generalizzati e permanenti. La guerra o in assenza di essa la percezione di una minaccia esterna non devono cioè aver fine ma devono servire per poter legittimare misure estreme o distrarre l’opinione pubblica da altro. Il terrore, infatti, si crea anche attraverso le veline dei media e il bombardamento costante di notizie esagerate che tengano in continua tensione (e distrazione) le persone.

Qua rientra la creazione del Nemico pubblico. Ogni società ha bisogno di un nemico per compattarsi e coalizzarsi contro di lui. Non importa se la minaccia esterna è virtuale o inventata, ciò che importa è che esista la “percezione” di tale minaccia. Il nemico rappresenta una valvola di sfogo per la frustrazione e l’aggressività delle masse, catalizza su di sé la violenza che potrebbe sfociare altrimenti in gesti inconsulti. Il modello perfetto è l’Emmanuel Goldstein di 1984, il Nemico supremo del Partito.

Per scaricare la violenza collettiva contro la minaccia esterna, il Grande Fratello ha istituzionalizzato i due minuti d’odio, una pratica collettiva che viene esercitata sui luoghi di lavoro o dove sia possibile. Il meccanismo è funzionale al mantenimento del controllo sul popolo e la scelta del Nemico è stata fatta su un ex membro della Partito (anche se non si sa se esista davvero o sia un’abile invenzione).

In una società in cui non solo il presente ma anche il passato vengono continuamente riscritti, in cui le alleanze mutano senza lasciare segno di tale ambiguità, la popolazione ha un oggetto contro cui riversare le proprie paure e la propria violenza interna. E la società ha uno stratagemma per poter controllare e manipolare la popolazione attraverso il terrore e una minaccia esterna consolidata. Proprio come oggi.

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di Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: "NWO - New World Order", "Utero in affitto" e "Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3"

[1] http://www.repubblica.it/esteri/2018/03/17/news/la_russia_al_voto_nel_segno_di_putin_e_della_crimea_annessa-191540393/ [2] http://www.corriere.it/esteri/18_marzo_11/02-esteri-t1cccorriere-web-sezioni-9a3fd2ba-2499-11e8-b2c3-299181c36e1d.shtml [3] https://www.maurizioblondet.it/ultimatum-putin-vuole-arivare-la-may [4] http://www.dailymail.co.uk/news/article-5229187/Trump-dossier-agents-earnings-intelligence-revealed.html [5] https://orbisbi.com/about-orbis/ [6] https://orbisbi.com/ [7] (https://www.agi.it/estero/chi_christopher_steele_lo_007_autore_del_dossier_su_trump-1364590/news/2017-01-12/) [8] http://formiche.net/2017/01/steele-spia-donald-trump/ [9] http://www.askanews.it/esteri/2018/03/08/ex-spia-skripal-conosceva-consulente-che-lavor%c3%b2-a-dossier-su-trump-pn_20180308_00014/ [10] http://www.corriere.it/esteri/18_marzo_11/02-esteri-t1cccorriere-web-sezioni-9a3fd2ba-2499-11e8-b2c3-299181c36e1d.shtml [11] Ibidem[12] Ibidem[13] Ibidem[14] https://www.quotidiano.net/esteri/caso-skripal-1.3794264 [15] (https://www.vox.com/2018/3/15/17124062/usa-russia-uk-france-germany-statement-full-text). [16] http://www.lastampa.it/2018/03/16/vaticaninsider/ita/inchieste-e-interviste/lambasciatore-russo-il-dialogo-con-il-vaticano-procede-sentiamo-il-papa-vicino-VMRDxBOQIs1vykKw2DbaVN/pagina.html?zanpid=2410494061841966080 [17] https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-caso_skripal_a_10_km_da_salisbury_c_porton_down_lhub_per_la_guerra_chimica_del_regno_unito/6119_23402/ [18] http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/salisbury-city-russia-spy-poison-vladimir-chizhov-nerve-agent-porton-down-a8261781.html [19] http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/how-the-british-government-subjected-thousands-of-people-to-chemical-and-biological-warfare-trials-10376411.html [20] https://www.maurizioblondet.it/merkel-macron-fianco-della-may-guerra-alla-russia/

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