tempio kailasa

Il mistero del tempio Kailasa: costruito con una tecnologia perduta?

Il tempio Kailasa e le grotte di Ellora

Il tempio Kailasa è una struttura mastodontica che si trova nell’India centro-occidentale, nella regione del Maharashtra. Si tratta di uno dei templi indù più grandi e più antichi della storia, e fa parte di quel complesso di strutture (luoghi di culto, templi, monasteri) noto come “grotte di Ellora”.

Ma cosa c’è di così speciale in questo tempio?

Il tempio Kailasa non fu costruito incolonnando più blocchi di pietra (com’era prassi nell’antichità): per realizzarlo, infatti, fu scolpita un’intera montagna.

Una montagna scolpita da cima a fondo

In tutti gli altri templi e grotte, a Ellora e nel resto del mondo, la roccia veniva tagliata da una parete anteriore e il blocco ricavato era scolpito man mano.

In tutto il mondo si è sempre utilizzata una tecnica chiamata monolite scavato per ricavare strutture dalla roccia, mentre il tempio di Kailasa è una delle poche testimonianze dell’uso di una tecnica non solo diversa, ma esattamente opposta: quella del monolite scolpito.

Un’impresa possibile per gli esseri umani?

Diamo un’occhiata, per esempio, a questo pilastro, che è alto più di 30 metri. Normalmente, per creare un pilastro così grande, occorrerebbero anni di lavoro, scavando con precisione un enorme blocco di roccia. Ma questo pilastro è stato scolpito scavando tutti i pezzi di montagna attorno a esso. Si può solo immaginare la quantità di roccia che è stata rimossa per realizzarlo.

La mole di roccia rimossa in questo tempio è motivo di perplessità per storici e archeologi. Secondo gli archeologi, sarebbe stato necessario scavare oltre 400.000 tonnellate di roccia, il che avrebbe richiesto non anni, ma secoli di lavoro umano. Non esiste alcuna testimonianza storica di un’impresa di tale calibro. Ma non è finita qui: gli storici ritengono che sia stato costruito in meno di 18 anni.

Facciamo due calcoli e vediamo se l’ipotesi degli storici è fondata. Presumiamo che gli addetti ai lavori abbiano lavorato ogni giorno per 18 anni e per 12 ore di fila senza interruzioni.

Ignoriamo i giorni di pioggia, le festività, i tempi di guerra: facciamo finta che le persone lavorassero senza sosta, come dei robot.

Tralasciamo anche il tempo impiegato per creare incisioni complesse, per la progettazione e la pianificazione ingegneristica, e concentriamoci solo sulla rimozione della roccia.

Stando all’ipotesi degli storici, ovvero 400.000 tonnellate di roccia rimosse in 18 anni, gli addetti ai lavori avrebbero rimosso 22.222 tonnellate di roccia all’anno. Ciò significa 60 tonnellate al giorno, ovvero 5 tonnellate all’ora.

Nemmeno oggi sarebbe possibile rimuovere 5 tonnellate di roccia all’ora da una montagna, neppure con tutti i macchinari avanzati di cui disponiamo.

Quindi, se non è umanamente possibile… sono stati davvero gli umani a costruire il tempio Kailasa?

O forse è stato realizzato con l’aiuto di qualcuno?

L’ipotesi extraterrestre: un tempio impossibile da distruggere

Ora, lasciamo da parte il fatto di poter realizzare o meno una struttura così straordinaria.

Gli esseri umani sono almeno in grado di distruggerla?

La risposta è no.

Nel 1682, il re musulmano Aurangzeb affidò a un migliaio di lavoratori per demolire completamente questo tempio. Ordinò che fosse distrutto così da cancellarne ogni traccia.

I registri mostrano che circa mille persone hanno lavorato per 3 anni, ma sono riuscite a malapena a scalfirlo. Oltre a rompere e sfigurare alcune statue qua e là, era impossibile danneggiarlo seriamente o, com’era stato richiesto, raderlo al suolo. Alla fine, il re Aurangzeb rinunciò a quest’impresa.

Da notare che questo tentativo di distruzione è molto simile alla storia della misteriosa Piramide di Micerino in Egitto. Un altro sovrano musulmano, il sovrano ottomano Al Aziz ben Yusef, desiderava che tutte le piramidi fossero distrutte e iniziò proprio con la Piramide di Micerino. Dopo anni di tentativi, tuttavia, riuscì soltanto a scalfirla: anch’egli si dovette arrendere.

È possibile che strutture del genere, di cui il mondo è pieno, siano state realizzate grazie a tecnologia extraterrestre? È per questo che gli esseri umani non riescono a distruggerle?

Visibile a occhio nudo dal cielo: c’è un motivo?

Gli archeologi concordano sul fatto che il tempio Kailasa sia stato realizzato prima di qualsiasi altro tempio nel complesso della grotta di Ellora.

Tuttavia, se fosse stato costruito dall’uomo, sarebbe logico aspettarsi tecniche di intaglio della roccia e di design sempre più avanzate con il passare degli anni, grazie all’acquisizione di maggiore esperienza e conoscenza. Tuttavia, il tempio Kailasa non solo è il più antico e il più grande, ma è stato scolpito con una perfezione ingegneristica, aspetto che non si riscontra negli altri templi.

Kailasa è inoltre l’unico tempio delle grotte di Ellora visibile dal cielo. Su 34 templi, tutti scolpiti fianco a fianco, Kailasa è il solo tempio che sia possibile vedere sorvolando la zona.

Si tratta di una semplice coincidenza? Oppure il tempio Kailasa è stato progettato proprio per essere visto dall’alto, come le linee di Nazca in Perù?

Tante domande e una sopra tutte: la storia va riscritta?

Fonte: “Il tempio Kailasa nelle grotte di Ellora.
Costruito grazie a tecnologia aliena?” di PraveenMohan.

Traduzione a cura di Uno Editori.

1 Comment

  1. Avatar
    Grande Praaven Mohan!!! Scoperto per caso su YT nel feed e subito mi ha lasciato stupefatto. "Facile" parlare di Egitto e Messico, difficile invece immaginare realtà simili per la lontananza mediatica in un posto come l'India o il Pakistan, quindi aggiungerei anche un grazie a Baccarini che sta importando tutto il suo sapere senza veli da questa civilità in cui ogni strada è avvolta nel mistico o nel "dimenticato", da leggere tra le righe.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Attenzione: questo contenuto è protetto!!