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Quali sono le principali bugie della crescita personale? L’intervista a Myriam Lopa

Intervista a Myriam Lopa sulla novità editoriale “Le Bufale della Crescita personale

 

 Buongiorno Myriam, raccontaci qualcosa di te…

Buongiorno a voi! Sono una psicologa e formatrice. Ho uno studio privato a Torino in cui svolgo sessioni individuali e, come formatrice lavoro sia per aziende sia per privati.

Devo dire che sono molto curiosa e negli anni ho approfondito moltissimi aspetti che riguardano l’essere umano, come la biologia, la fisiologia, passando per il mentale – modelli psicologici, analisi transazionale, PNL, tecniche di induzione ipnotica, Costellazioni Familiari etc. Ho indagato a fondo anche gli aspetti energetici, come il Reiki e il Pranic Healing, solo per fare un paio di esempi…

 

Questi studi ti avranno dato molti strumenti per il tuo lavoro…

Sì, il mondo è pieno di informazioni molto interessanti e ognuno può trovare il modello concettuale più affine al proprio sistema di credenze. Basta essere dei curiosi esploratori, ma il vero segreto è non prendere nulla troppo sul serio. Su ogni cosa, ogni informazione, è bene mettersi nell’ottica del ‘’ragionevole dubbio’’, chiedendosi ‘’Ma sarà poi vero?’’ e sperimentarsi, costruire la propria realtà.

Ogni individuo è un meraviglioso cosmo di sinapsi, esperienze, emotività che va rispettato nel suo essere.

Ognuno è chiamato a essere responsabile della propria individualità. Quello che va bene per me non necessariamente andrà bene per te.

Per questo amo avere molti strumenti a disposizione nel mio lavoro: per poter interagire in maniera adeguata con la persona che mi sta di fronte.

 

Perché ti è venuto in mente di scrivere un libro sulle bugie della formazione e della crescita personale?

Ho scritto questo libro perché, negli anni, ho notato che la grande accessibilità alle informazioni ha avuto anche un rovescio della medaglia un po’ sgradevole.

Molte persone si sono improvvisate, anche in buona fede, ritenendosi grandi esperti di tematiche diffuse nella crescita personale, ma complesse nella loro struttura

Basta un corso di poche ore o qualche lettura su argomenti disparati perché alcuni si sentano in grado di parlare o scrivere o, ancora peggio, tenere seminari relativamente a questa grande materia che è la crescita personale e spirituale. Si comprende come, però, alla base ci sia una scarsa comprensione reale dei significati: immaginiamo cosa può succedere quando qualcuno incappa in queste informazioni mal esposte perché già c’è un difetto alla fonte.

È uno dei motivi per cui si registra un alto tasso di abbandono del lavoro su di sé, che è la migliore delle ipotesi.

Nella peggiore abbiamo persone disintegrate da senso di colpa, scarsa autostima e via dicendo perché il ‘’guru’’ del momento ha lavorato più  per gratificare il proprio EGO che per il reale benessere delle persone.

Attenzione: tutti abbiamo intorno degli pseudo ‘’guru’’. Non c’è bisogno di farlo di professione. Basta un conoscente che abbia letto un po’ di più e che cominci a dispensare leggi e regole per vivere così o cosà.

Studiare non significa comprendere. È  necessario andare in profondità e, soprattutto, astenersi dal giudizio. Se qualcuno comincia a dare istruzioni categoriche su come vivere… beh… non sta facendo il bene della persona che ha di fronte, ma sta descrivendo il suo mondo interiore, cioè come farebbe lui, che è comunque un altro cosmo.  Non dico che non vada bene, ma non è detto. È la propria voce interiore che dovrebbe avere l’ultima parola.

 

Tra le tematiche trattate nel tuo libro, qual è quella che ti sta più a cuore?

Mi stanno a cuore tutte quante:) Nel libro ne descrivo solamente alcune, ma ce ne sono altre.

Dovendo fare una scelta, la tematica che mi preme di più è il PERDONO.

È un argomento che potrebbe essere collocato non solo al primo posto tra i fraintendimenti, ma è anche quello che provoca più resistenze in assoluto.

Molti pensano che significhi mettersi a disposizione di ulteriori ferite o che sia una sorta di dono a qualcuno che ci ha fatto del male. In realtà non è così.

Il dono è verso noi stessi. È uno dei passi fondamentali verso la libertà personale, emotiva e psicologica.

Essendo così complesso da accettare, è anche difficile da spiegare. È per questo che, forse più di altri argomenti, è necessario conoscerlo bene, comprenderlo nell’essenza.

Tutti parlano di perdono, ma pochi sanno davvero metterlo in pratica.

Il perdono è un processo, non è un qualcosa che ti capita da un momento all’altro, a meno di avere una sorta di illuminazione, ma questo è un caso molto raro.

Personalmente ho impiegato anni a perdonare alcune persone da cui mi sono sentita ferita in maniera quasi feroce.

 

Non hai paura di farti qualche inimicizia tra i personaggi che si occupano della crescita personale?

E perché mai dovrei? Non faccio né nomi né cognomi. Riporto la mia esperienza di psicologa e di essere umano. Se qualcuno si sente preso in causa mi dispiace. Le mie sono riflessioni, non condanne.

Mi auguro, invece, che qualcuno possa prendere spunto per mettere in discussione se stesso e le sue conoscenze.

Personalmente lo faccio ogni giorno.

Proprio ieri sera stavo parlando di un approccio matematico alla medicina cinese con una persona estremamente preparata. Mi ha aperto un nuovo orizzonte che vorrei approfondire il prima possibile. Come diceva Socrate: ‘’Più so, più so di non sapere’’.

Sarebbe bello che questo concetto valesse per tutti, a maggiore ragione per le persone che si occupano di relazione di aiuto.

Tutto può essere cesellato. In alcuni approcci, per esempio, la parola ‘’aiuto’’ ha un’accezione negativa, perché simbolicamente ci si mette un gradino sopra la persona che necessita di sostegno. Per questo sarebbe meglio utilizzare la parola ‘’servizio’’, più paritetica. Possono sembrare finezze, ma, pensandoci bene, non lo sono…

Io amo sentirmi a servizio: non possiamo aiutare nessuno, le persone si aiutano da sole, se vogliono, coi loro tempi. Noi possiamo fornire semplicemente alcuni strumenti e non è neppure detto che abbiamo lo strumento giusto.

Studio questi argomenti praticamente da 30 anni e non finisco mai di stupirmi di quante cose posso ancora imparare.

In questo libro parli molto anche di te, quale è stata la tematica più difficile per te, nella vita?

Come ho accennato prima, anche per me la parte più complessa è stata quella del perdono. Sono piuttosto riservata, ma ho affermato più volte di non avere avuto una vita molto semplice. Per certi aspetti potrei definirla extra-ordinaria.

Avrei potuto diventare una persona livorosa, ottenendo anche il benestare emotivo di molte persone, data la portata di alcuni accadimenti. Invece no, ho scelto, per le mie possibilità, di cercare di essere giorno per giorno una versione migliore.

Per fare questo è stato necessario, direi fondamentale, riuscire a perdonare nel migliore dei modi persone, eventi e, soprattutto, me stessa. Ero sempre alla ricerca della perfezione, non mi permettevo di sbagliare, ogni errore diventava una nuova occasione per darmi dell’incapace. Non mi sentivo mai abbastanza. Dovevo cercare di controllare tutto per sentirmi sempre adeguata.

Ora so che sono abbastanza, nel qui ed ora, pur con ampi margini di miglioramento.

Tutti siamo abbastanza ed è necessario ritrovare il proprio potere personale.

Auguro di cuore a ogni persona che riesca a fare questo delicato passaggio.

 

Grazie Myriam

Grazie a voi:)

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Lopa Myriam

Autore: Myriam Lopa

Myriam Lopa è Psicologa Clinica da più di dieci anni. Si occupa con successo di formazione, disagio emotivo ed è specializzata in psicologia positiva. Collabora con formatori apprezzati su tutto il territorio Nazionale.

1 Comment

  1. "Conosci te stesso e conoscerai l'Universo e Dio", era il motto scritto a grandi lettere sul frontone del tempio di Delfi nella Grecia antica. Sarebbe, a mio parere, la cosa migliore da fare nella vita. L'uomo cerca di migliorarsi in tal senso facendo domande e cercando risposte da millenni. Oggi , che tutto è più complicato, si devono fare grandi sforzi per riuscire a capire, in primis, di avere un Sè.

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