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Cernunnos, Pan, Fauno… storia del Dio cornuto, prima divinità della razza umana

Il Dio cornuto, il primo dio che la razza umana ha invocato

Fin dall’origine del tempo l’Uomo ha avuto la necessità di pregare una divinità in grado di proteggerlo dai rovesci della sorte e soprattutto capace di dare un senso al mondo irrazionale in cui si trovava a vivere. Il primo dio che la razza umana ha invocato nelle antiche foreste d’Europa era il dio cornuto.

Questa divinità zoomorfa venne adorata sotto diversi nomi, dai monti Pirenei alle lontane steppe russe, finché un giorno i cosiddetti popoli indoeuropei cioè popolazioni come greci, germani, celti e romani, migrarono attraverso l’Europa in cerca di una nuova terra in cui vivere.

Il dio cornuto preistorico e le antiche pitture rupestri

Non sappiamo il tempo esatto in cui gli uomini preistorici iniziarono a pregare il dio dalle grandi corna ma la più antica immagine del dio cornuto la possiamo scorgere nelle pitture preistoriche che si trovano nella caverna di Les Trois Freres. Si tratta della più famosa grotta del sud ovest della Francia conosciuta in tutto il mondo per le sue meravigliose pitture rupestri. La grotta si trova a Montesquieu-Avantes nel dipartimento di Eriege ai piedi dei monti Pirenei.

Le pitture ricoprono la volta della grande caverna e sembrano risalire all’incirca al 13.000 a.C. Nella grotta di Les Trois Freres in mezzo a decine di pitture rupestri che ritraggono i grandi animali dell’epoca spicca una figura teriomorfa con il corpo umano, le corna di cervo e il volto da civetta. Si tratta dell’unica figura umanoide presente e il significato rimase un enigma per gli studiosi. Al principio si credette che fosse la figura di uno stregone o uno sciamano  che danzasse con gli spiriti degli animali poi, studiosi come Henri Breuil e Margaret Murray, giunsero alla conclusione di trovarsi davanti alla prima divinità della storia: il dio cornuto. Questa divinità signore degli sciamani era il dio stregone di quei popoli preistorici, sovrano della foresta, dell’abbondanza e dell’aldilà.

Il popolo basco, unico custode di antiche credenze

Per tutto il Neolitico fino al raggiungimento dell’Evo Antico il dio cornuto rappresentò la divinità suprema delle antiche foreste d’Europa.

Solo l’avvento dei popoli Indoeuropei modificò la portata di questo culto che in origine si estendeva in una totale continuità dall’Oceano Atlantico fino ai confini con il mondo orientale. Per quanto sia ormai impossibile poter risalire all’esatta forma di quel culto originario è sopravvissuto fino ad oggi in Europa un popolo che rappresenta l’unica stirpe veramente autoctona: i baschi.

L’antica religione dei popoli baschi credeva che le divinità non vivessero nel cielo come gli dèi indoeuropei e semitici ma immaginavano che tutti i loro esseri soprannaturali risiedessero nel sottosuolo alle radici delle montagne. A capo del loro pantheon religioso esisteva la dea Mari, la regina degli dèi. I baschi quindi non avevano una divinità maschile che dominava sul creato ma una dea sotterranea sviluppando così in quelle terre un antica forma di matriarcato.

Secondo l’antico mito di quel popolo un giorno Mari camminava per il creato appena plasmato dalle sue mani quando incontrò Il Grande Toro dal manto rosso le cui spalle erano tanto possenti da oscurare il sole. Il Toro divino si innamorò della dea creatrice e contro la sua volontà la trascinò nella sua tana al fondo di una caverna. Secondo il mito Mari infine si concesse al potente Toro facendolo diventare il suo compagno con cui ebbe molti figli.

Nel mondo greco: il dio cornuto Pan era più potente di Zeus

Nel I e II millennio a.C., con l’invasione in Europa di popoli come celti, germani, latini e greci il mondo cambiò totalmente: il dio cornuto venne assorbito dal pantheon religioso di ciascuno di questi popoli, assumendo un nome differente in ciascuna di queste culture. Il dio rimase tuttavia immutato nelle sue caratteristiche principali.

Divenne il potente dio Pan per i greci, un dio dalle corna e le gambe di capro e con il busto umano. Una simile divinità in origine era il dio supremo delle popolazioni greche che lo invocavano per proteggersi dalle calamità naturali e dagli animali feroci e credevano che fosse proprio Pan colui che faceva crescere i loro campi e garantiva al loro seme di generare molti figli. Ogni anno in onore di Pan venivano compiute delle cerimonie misteriche di tipo sessuale in cui il dio, rappresentato da un sacerdote, doveva unirsi a una vergine per rendere fertili i campi nell’anno successivo.

Pan il dio con le corna d’ariete e zoccoli caprini, identico per aspetto al Satana biblico, era l’antico dio della Grecia che un tempo governava il creato al posto di Zeus. Col tempo il ricordo della sua regalità svanì lasciandogli solo il dominio del bosco e della sessualità.

Fauno, il dio cornuto dei romani, protettore delle foreste

Nel mondo romano invece le campagne e le foreste erano sotto il potere di due divinità distinte: i luoghi vicini alle abitazioni che gli uomini si trovavano a coltivare erano sotto il dominio di una divinità benigna chiamata Silvanus mentre le foreste e le selve più inaccessibili erano la sede del potente dio Fauno.

Il primo molto simile alla schiera dei Lari, era una sorta di genius loci che aiutava i contadini nel loro duro lavoro in cambio di alcune offerte votive. Per quanto avesse un aspetto rustico e agreste non aveva caratteristiche negative che la popolazione dovesse temere.

Molto diverso è il caso di Fauno. Un dio che un tempo dominava incontrastato i boschi e le campagne e che era stato scacciato soltanto grazie al lavoro dell’uomo che aveva costruito villaggi e città. Egli era alto è imponente e per aspetto era simile a Pan e conserva dell’antico dio greco anche le oscure caratteristiche legate alla violenza e alla sessualità. Tuttavia sarà proprio Fauno l’unico dio in grado di far rinascere la terra in ogni primavera e garantire agli allevatori decine di nascite ogni anno. Fauno era il dio che i romani invocavano per avere figli  alti e fortiin grado di primeggiare tra i loro simili.

Dioniso il dio toro dal manto rosso

Sempre nel mondo greco il dio cornuto ha assunto la forma del dio del vino e dell’ebbrezza: Dioniso.

Dioniso era a capo di una religione misterica che lo vedeva apparire ai suoi fedeli come un dio toro dal manto rosso. Nelle cerimonie dionisiache il dio (incarnato dal toro) veniva sacrificato e “smembrato” tra tutti i partecipanti che dopo il rito cadevano nella follia danzando e unendosi orgiasticamente fino a perdere i sensi.

Secondo il mito Dioniso fanciullo viene rapito dai Titani i quali lo uccidono e lo smembrano gettandolo in un grosso calderone. Quando suo padre Zeus accorre in suo soccorso trova soltanto pochi resti del figlio tra cui il piccolo cuore. Il potere del signore degli dèi è tale che riesce a riportare in vita lo sfortunato figlio che rinasce nella forma di dio maturo con la barba e le lunga corna di toro.

In onore della morte e la rinascita del dio i suoi fedeli bevono la bevanda sacra del dio, il vino, che durante la cerimonia dionisiaca diventa il sangue del dio ucciso dai titani che riempie della sua natura “orgiastica” e “folle” coloro che partecipano al rito.

Cernunnos il dio-cervo dei popoli celtici

Nelle antiche terre del nord abitate dai popoli celtici l’antico dio cornuto sopravvive nel volto di Cernunnos. Questa divinità legata alla foresta e alla fertilità è una figura zoomorfa con il corpo umano e con due grandi corna di cervo che spuntano ai lati del suo capo. In molte raffigurazioni tuttavia Cernunnos viene ritratto con dei serpenti al posto delle gambe mettendo quindi in rilievo il suo forte legame con questo rettile. Sarà proprio un serpente cornuto ad accompagnare il dio nelle sue imprese attraverso le antiche foreste del Nord Europa.

Cernunnos però non è solo il dio della foresta e della fertilità che in ogni primavera si unisce a una dea lunare per vivificare il creato ma è anche il signore dei morti e dell’oltretomba. Egli può viaggiare tra i mondi come un dio sciamano mettendo in comunicazione vivi e morti in specifici giorni dell’anno. Egli domina la foresta ma il suo legame con i serpenti lo mette tra i maghi e i guaritori ed è probabilmente a capo dello stesso aldilà.

Proprio come Pan si univa con Selene la dea lunare nella sua fase matura, Cernunnos nel mito celtico diventa il compagno della più importante dea celticaBrigid. Brigid era figlia del dio Dagda ed era la madre delle arti e degli dèi primordiali. Al suo potere si richiamavano i Filid o poeti irlandesi, la classe sacerdotale in competizione con i druidi.

In quanto dea lunare che assume in sé le tre forme della donna vergine-amante-madre e quella più oscura della luna nera Brigid è la dea della fecondità che i primi popoli celtici invocavano insieme al suo compagno Cernunnos. L’unione della dea lunare e del dio cornuto, incarnazione della sessualità maschile garantiva al creato di rinascere ogni primavera e alla specie umana di prosperare nonostante le avversità della sorte.

Brigid-Cernunnos secondo molti storici della religione rappresentava la prima coppia originaria d’origine preistorica fusa poi insieme al successivo mito celtico.

Cristianesimo contro il dio Cornuto: e divenne il diavolo

La caduta di queste antiche religioni e l’avvento del cristianesimo non riesce tuttavia a distruggere questo culto preistorico che si rifugia nello scuro mondo della foresta. Il dio cornuto tornato nella sua dimora silvana diviene per secoli la divinità dei contadini e dei cacciatori che dedicano a lui complessi riti per l’abbondanza e la fecondità sessuale. In questi riti sarà protagonista da una parte il dio cornuto e dall’altra si unirà al re del creato una divinità lunare e silvestre come la Diana romana, la Selene greca che rappresenta la compagna di Pan senza dimenticare la Brigid celtica, una e trina che si unisce a Cernunnos.

Dopo il ‘500 la Chiesa Romana non tollera più questi culti in concorrenza con la religione ufficiale. Con un’opera decisa e violenta cerca di sradicare queste tradizioni sopravvissute in tutta Europa. Sarà l’epoca della Controriforma e dei processi alle streghe. Ogni forma di paganesimo verrà tacciato di satanismo e stregoneria. È in questo contesto che il dio Cornuto si “trasforma” in Satana e i suoi sacerdoti diventano streghe e stregoni in combutta con il demonio.

La Chiesa prenderà proprio l’immagine di Pan e Cernunnos e con essa plasmerà la maschera del diavolo con cui terrorizzare le masse e macchiare con il simbolo del demonio una religione antica quanto l’uomo stesso. Il culto del dio cornuto che nella storia ha assunto molti nomi e molte forme: Pan, Dioniso, Cernunnos, Mitra, Api, Fauno, Vahagn, Caino, Moloch viene così sradicato con il ferro e il fuoco dell’Inquisizione e i suoi sacerdoti e sacerdotesse verranno torturati e uccisi come eretici o figli del demonio.

Tuttavia l’opera dell’inquisizione non fu mai completa e tracce dei rituali dell’antica religione sopravvivono in mezzo a noi, invisibili agli occhi dei profani.

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di Paolo Battistel, è laureato in filosofia con una tesi in Mitologia. Specializzato nello studio dei miti e delle leggende precristiane vanta la pubblicazione di diversi libri d’argomento storico e mitologico come Il dio cornuto, Il sangue di Caino e I figli di Lucifero. È autore della raccolta di fiabe occitane dal titolo Lu Barban, il diavolo e le streghe e del saggio storico Il mistero della Roccaforte dei Rosacroce. Ha una cattedra di Mitologia alla Libera Università Achille d’Angelo Giacomo Catinella a Lecce. Vive e lavora a Torino come scrittore ed editor. Per Uno editori è co-autore de “Il Dio Cornuto“.

di Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: “NWO – New World Order“, “Utero in affitto” e “Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3” e co-autrice de “Il Dio Cornuto

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Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. Laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, abbandona la carriera universitaria per diventare giornalista televisiva. Dopo numerose pubblicazioni su riviste digitali e cartacee, decide di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura (Il Fattore Oz; Governo Globale; Libertà religiosa nello stato laico e nella società aperta, in AA. VV. Credere è reato?; L’ultimo Papa; I Maestri Invisibili del Nuovo Ordine Mondiale).

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Autore: Paolo Battistel

Paolo Battistel, laureato in filosofia con tesi in mitologia, è profondo conoscitore dei miti e delle leggende precristiane. Vanta numerose collaborazioni con testate giornalistiche e trasmissioni televisive nazionali e locali. Ha scritto una raccolta di fiabe dal titolo Lu Barban, il diavolo e le streghe e un saggio di storia dal titolo Il mistero della Roccaforte dei Rosacroce. Insieme a Enrica Perucchietti ha pubblicato tre saggi d’argomento mitologico Il sangue di Caino, I figli di Lucifero e Il dio cornuto. Ha scritto inoltre il saggio letterario J.R.R. Tolkien, il lungo sentiero tra ombra e luce. Vive e lavora a Torino come scrittore ed editor.

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