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Editori

Indiani d'America nei libri: storia, racconti e cielo stellato

Seppellite il mio cuore a Wounded Knee, uscito nel 1970, rimase in classifica per oltre un anno e vendette quasi quattro milioni di copie. Racconta che cosa l'espansione verso Ovest, tra il 1860 e il 1890, fece ai popoli nativi. Da lì il percorso passa ad Alce Nero, ai romanzi di Momaday, Erdrich e Orange e ai numeri degli indiani d'America oggi.

Indiani d'America o nativi americani: le parole e i libri

In italiano convivono due espressioni, indiani d'America e nativi americani, e i libri di cui si parla qui le usano entrambe, spesso nello stesso saggio. La statistica ufficiale degli Stati Uniti adotta un'altra formula ancora: «American Indian and Alaska Native», cioè indiani d'America e nativi dell'Alaska, una categoria che comprende popoli molto diversi per lingua, storia e organizzazione. L'elenco federale delle entità riconosciute parla di nazioni, tribù, bande, comunità, pueblos e villaggi. Un elenco di libri sull'argomento è quindi anche un elenco di prospettive, e conviene guardare chi scrive.

Dee Brown e la storia raccontata dagli sconfitti

Seppellite il mio cuore a Wounded Knee di Dee Brown uscì nel 1970 negli Stati Uniti, presso Holt, Rinehart & Winston, in 487 pagine. Copre gli anni dal 1860 al 1890, dall'espansione verso Ovest al massacro di Wounded Knee, e si regge su documenti governativi e testimonianze. Time lo lodò per la documentazione meticolosa, scrivendo che l'autore rivede i conti dimenticati della storia americana. È stato tradotto in almeno diciassette lingue.

Il libro ha avuto lettori entusiasti e critici severi. N. Scott Momaday ne lodò la «singolare integrità»; lo storico Francis Paul Prucha lo accusò di scegliere i fatti in modo selettivo; Ari Kelman, dell'Università della California a Davis, scrisse che la narrazione riduce la storia indigena a declino, distruzione e sparizione. David Treuer, scrittore ojibwe, ha risposto con The Heartbeat of Wounded Knee, uscito da Riverhead il 22 gennaio 2019 con il sottotitolo «Native America from 1890 to the Present». Mette in discussione l'idea che la cultura e l'azione politica dei nativi siano finite con il massacro del 1890 e racconta la sopravvivenza dei popoli dopo quella data. Il libro è stato finalista al National Book Award.

Alce Nero parla: chi scrive davvero

Nel 1932 il poeta John G. Neihardt pubblicò Black Elk Speaks, in italiano Alce Nero parla. Il libro riporta la vita e le visioni di Alce Nero, uomo di medicina degli Oglala Lakota. Le interviste si svolsero nel 1930 nella riserva di Pine Ridge, con il figlio Ben Black Elk a fare da interprete. Lo psicologo Carl Jung ne sostenne la diffusione negli anni Trenta, e nel 1955 uscì una traduzione tedesca.

La questione di quanto il testo sia di Alce Nero e quanto di Neihardt è aperta da decenni. Tra i critici figurano studiosi lakota e il linguista Raymond DeMallie: si chiedono se l'autore abbia alterato o accentuato alcune parti per adattarle al pubblico degli anni Trenta. Le edizioni successive hanno cambiato il titolo per indicare che il racconto è passato attraverso Neihardt, e nel 2008 DeMallie ne ha curato un'edizione annotata presso SUNY Press.

Romanzi: Momaday, Erdrich, Orange

Con Casa fatta di alba, del 1968, N. Scott Momaday, membro della nazione kiowa dell'Oklahoma, vinse nel 1969 il Premio Pulitzer per la narrativa. In Italia uscì per la prima volta nel 1979, nella traduzione di Franco Meli; oggi circola in un'edizione di Black Coffee con la traduzione di Sara Reggiani.

Louise Erdrich, nata a Little Falls, nel Minnesota, il 7 giugno 1954 e cittadina della Turtle Mountain Band of Chippewa Indians, ha pubblicato 28 libri tra romanzi, poesie, saggi e libri per ragazzi, ed esordì nel 1984 con Love Medicine, l'unico romanzo d'esordio ad avere vinto il National Book Critics Circle Award. Nel 2021 ha ricevuto il Pulitzer per la narrativa con The Night Watchman, uscito nel 2020 da Harper e ispirato alla vita del nonno materno dell'autrice, che lavorava come guardiano notturno e fu presidente della tribù. I suoi romanzi collegati sono ambientati in comunità immaginarie del Nord Dakota. A Minneapolis è proprietaria della libreria Birchbark Books, specializzata in letteratura nativa.

Tommy Orange, di origine cheyenne e arapaho, è cresciuto nella zona di Oakland e si è diplomato all'Institute of American Indian Arts. There There, il suo esordio, pubblicato da Knopf il 5 giugno 2018, ha per oggetto proprio quella città. Dodici personaggi nativi convergono nel Big Oakland Powwow, al Coliseum, dove alcuni di loro progettano una rapina con armi stampate in 3D: sono indiani urbani, lontani dalle riserve e interrogati su che cosa significhi essere un «vero indiano». Il libro è stato finalista al Pulitzer 2019 e ha vinto il premio Hemingway/PEN, oltre al John Leonard Prize e al Center for Fiction First Novel Prize nel 2018 e all'Anisfield-Wolf Book Award nel 2019.

Indiani d'America oggi: i numeri

Il censimento americano del 2020 ha contato 3,7 milioni di persone che si dichiarano soltanto indiani d'America o nativi dell'Alaska, l'1,1 per cento della popolazione. Includendo chi indica anche un'altra origine, si arriva a 9,7 milioni, contro i 5,2 milioni del 2010: un aumento dell'86,5 per cento.

Le tribù riconosciute a livello federale sono 575, secondo l'elenco pubblicato nel Federal Register il 30 gennaio 2026. Il numero è salito con l'inclusione dei Lumbee della Carolina del Nord, riconosciuti dopo la legge approvata a dicembre del 2025, con la firma del presidente Donald Trump. Il riconoscimento stabilisce un rapporto diretto tra il governo e la tribù, e dà accesso a fondi e servizi federali.

Le stelle dei Lakota

Ronald Goodman dedicò dieci anni alle tradizioni astronomiche del suo popolo e le raccolse in Lakota Star Knowledge, pubblicato dalla Sinte Gleska University. Secondo Goodman, i Lakota associavano le costellazioni a luoghi precisi delle Black Hills: le Pleiadi, che chiamano le «sette ragazzine», corrispondono al monte Harney Peak, mentre i Gemelli, la «Casa dell'Orso», rispecchiano in cielo la Torre del Diavolo, nel Wyoming.

Un'altra figura è Tayamni, un animale che emerge dal Cerchio: le Pleiadi sono la testa, Orione la spina dorsale e le costole, Sirio la coda. L'intento dichiarato del libro è «restituire il cielo ai giovani lakota», mostrando quali sono le costellazioni tradizionali e il loro rapporto con un cerchio sacro nelle Black Hills. Si tratta della ricostruzione di un autore, e come tale va letta.

Libri citati

  • Seppellite il mio cuore a Wounded Knee, Dee Brown (1970)
  • The Heartbeat of Wounded Knee, David Treuer (2019)
  • Alce Nero parla, John G. Neihardt (1932)
  • Casa fatta di alba, N. Scott Momaday (1968)
  • Love Medicine, Louise Erdrich (1984)
  • The Night Watchman, Louise Erdrich (2020)
  • There There, Tommy Orange (2018)
  • Lakota Star Knowledge, Ronald Goodman

Fonti

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