Il muro di Berlino nei libri: romanzi, testimonianze e saggi
Tra il 1949 e il 1961 circa 2,7 milioni di persone lasciarono la Germania Est per la Repubblica federale: il 13 agosto 1961 il governo di Berlino Est chiuse l'uscita con il filo spinato e poi con il cemento. I libri su quella frontiera vanno dai romanzi di Christa Wolf e Peter Schneider alle testimonianze raccolte da Anna Funder, fino al saggio di Giulietto Chiesa sul perché del muro.
In questa lettura
Perché hanno costruito il muro di Berlino
La domanda «perché hanno costruito il muro di Berlino» ha una risposta documentata, e comincia da una cifra. Secondo la Bundeszentrale für politische Bildung, tra la fondazione della RDT nel 1949 e il 1961 circa 2,7 milioni di persone si trasferirono nell'Ovest; un'altra scheda della stessa istituzione parla di almeno 2,8 milioni, e altre ricostruzioni arrivano a 3,5 milioni, a seconda del conteggio. Le partenze non erano costanti: quasi 300.000 nel 1953, 363.661 nel 1956, un minimo di 144.225 nel 1959 e di nuovo 202.711 nel 1960.
Il partito di governo, la SED, non vide altra strada che impedire con la forza ai propri cittadini di andarsene. Il 15 giugno 1961, in una conferenza stampa internazionale, il capo dello Stato Walter Ulbricht aveva dichiarato: «Nessuno ha l'intenzione di costruire un muro». Fu la prima volta che la parola Mauer veniva usata in quel contesto, e la smentita precedette l'ordine di chiusura di meno di due mesi. Sabato 12 agosto firmò a Döllnsee, a nord di Berlino Est, l'ordine di chiudere il confine; a mezzanotte polizia ed esercito cominciarono l'operazione e la domenica mattina, 13 agosto, erano già in posa reticolati e recinzioni attorno ai tre settori occidentali. I primi elementi in cemento arrivarono il 17 agosto.
L'espressione ufficiale per il muro fu «Antifaschistischer Schutzwall», baluardo antifascista. La barriera correva per circa 155 chilometri attorno a Berlino Ovest, di cui 43,1 chilometri tra le due metà della città.
9 novembre 1989 e il conto dei morti
Il 26 giugno 1963 il presidente americano John F. Kennedy visitò il muro. Per ventotto anni la barriera divise la città, fino al 9 novembre 1989, quando il governo della RDT annunciò che tutti i cittadini potevano recarsi nella Repubblica federale e a Berlino Ovest: la folla attraversò i varchi e salì sul muro. La demolizione cominciò il 13 giugno 1990 e si concluse nel 1994.
Il numero di chi morì nel tentativo di attraversarlo è stimato tra 136 e più di 200, secondo la sintesi enciclopedica. Chi cerca libri sul muro di Berlino ha davanti molte prospettive: l'Est e l'Ovest, il romanzo e l'archivio, la cronaca di quei giorni e la memoria di chi li visse.
Romanzi: Christa Wolf e Peter Schneider
Il cielo diviso di Christa Wolf (Der geteilte Himmel) uscì nel 1963 nella RDT. Rita, una studentessa di diciannove anni, ama Manfred, un chimico che fugge a Berlino Ovest; lei lo raggiunge, ma torna indietro. La separazione dei due ricalca la costruzione del muro. In Italia il romanzo è pubblicato da Mondadori negli Oscar, nella traduzione di Maria Teresa Mandalari. Il racconto procede su due piani: Rita in ospedale dopo un incidente sul lavoro e, in flashback, i due anni trascorsi con Manfred.
Il saltatore del muro di Peter Schneider (Der Mauerspringer, 1982) è un racconto di Berlino divisa. Il suo tema è il muro nella testa di ciascuno, più difficile da abbattere della struttura di cemento. In italiano lo ha tradotto Lidia Castellani.
Testimonianze e storia: Anna Funder e Frederick Taylor
Anna Funder, scrittrice australiana che parla tedesco, pubblicò Stasiland nel 2003 con Granta, in giugno. Nota che i tedeschi, parlando dei compatrioti dell'Est, ricorrevano spesso a luoghi comuni: per ascoltare le persone usò annunci su giornali per rintracciare ex membri della Stasi e oppositori, e li intervistò a lungo. In italiano è C'era una volta la DDR (Feltrinelli, traduzione di Bruno Amato). Il libro vinse nel 2004 il Samuel Johnson Prize, è uscito in 69 paesi ed è stato adattato per il palcoscenico dal National Theatre di Londra. L'edizione tedesca del 2004 incontrò una difficoltà giudiziaria: un'organizzazione ottenne un provvedimento provvisorio contro la pubblicazione, e nel 2006 S. Fischer ripubblicò una versione riveduta, senza i passi contestati.
Frederick Taylor, storico inglese, pubblicò The Berlin Wall nel 2006. L'edizione italiana, Il muro di Berlino. 13 agosto 1961-9 novembre 1989, è di Mondadori (2009, 392 pp.) e intreccia dati ufficiali, fonti d'archivio e testimonianze personali. Chi vuole una storia sola da leggere per intero può cominciare da qui.
Da dove cominciare
Per capire il perché, Taylor. Per capire che cosa significava vivere dentro il sistema, Funder. Per i romanzi conta la data: Wolf pubblica nel 1963, due anni dopo la costruzione, e scrive dall'interno del Paese che il muro doveva proteggere. Schneider arriva ventun anni dopo il 13 agosto 1961 e tratta la divisione come un fatto che abita le persone, più ancora delle strade.
Sono quattro libri molto diversi per tono e per distanza dai fatti, e letti uno dopo l'altro si correggono a vicenda. Il saggio di Chiesa si colloca a parte: chi parte dal perché del muro vi trova una lettura che mette in primo piano la guerra fredda come sistema, da confrontare con la ricostruzione archivistica di Taylor.
Giulietto Chiesa e il suo libro sul muro
Giulietto Chiesa (Acqui Terme, 4 settembre 1940 – Roma, 26 aprile 2020) fu corrispondente da Mosca de L'Unità e de La Stampa e poi per le televisioni italiane, e dal 2004 al 2009 europarlamentare. Tra i suoi libri figurano Russia addio (1997), Afghanistan anno zero (2001) e La guerra infinita (2002).
Sul muro scrisse Chi ha costruito il muro di Berlino? (2019), con un sottotitolo che richiama la guerra fredda e la nascita della bomba atomica sovietica. Meltemi lo ha ripubblicato il 15 novembre 2024 con il sottotitolo La guerra come menzogna e una prefazione di Giorgio Bianchi. La tesi, secondo la presentazione dell'editore, è che il muro sia la metafora e la sintesi dell'intera guerra fredda, e che le celebrazioni occidentali della sua caduta oscurino realtà geopolitiche più profonde.
È un saggio interpretativo, e va letto come tale: accanto alla ricostruzione di Taylor, che parte dagli archivi, offre un'altra cornice per leggere la stessa data. Alcuni lavori successivi di Chiesa, come il documentario Zero sull'11 settembre (2007), sono stati contestati.
Libri citati
- Il cielo diviso, Christa Wolf (1963)
- Il saltatore del muro, Peter Schneider (1982)
- C'era una volta la DDR, Anna Funder (2003)
- Il muro di Berlino. 13 agosto 1961-9 novembre 1989, Frederick Taylor (2006)
- Chi ha costruito il muro di Berlino?, Giulietto Chiesa (2019)