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Editori

Gheddafi e la Libia nei libri: il dinaro d'oro e il 2011

Il 2 aprile 2011 Sidney Blumenthal scrisse a Hillary Clinton che Gheddafi teneva in serbo oro per creare una moneta africana basata sul dinaro d'oro libico. Da quel messaggio nasce una tesi sulla guerra in Libia che i libri su Gheddafi e sulla Libia aiutano a pesare.

Gheddafi e la Libia: dal 1969 al Libro verde

Muammar Gheddafi nacque nel 1942 nei pressi di Sirte, quando la Libia era una colonia italiana. Il 1° settembre 1969 guidò un colpo di Stato senza spargimento di sangue che depose re Idris I e portò al potere un Consiglio del comando della rivoluzione. Nel 1973 avviò la «rivoluzione popolare» e ne espose l'ideologia, una «terza teoria universale» che rifiutava capitalismo e comunismo, nel Libro verde, uscito a parti tra il 1975 e il 1979. Nel 1977 il paese diventò ufficialmente una Jamahiriya, lo «Stato delle masse», con i comitati popolari al posto dei partiti. Il suo potere durò quarantadue anni, fino alla rivolta del 2011.

Per chi legge in italiano il riferimento è Angelo Del Boca. Gli italiani in Libia (Laterza, 1986, in due volumi) segue il rapporto tra i due paesi dalle prime campagne militari del fascismo fino ai governi repubblicani e a Gheddafi; Gheddafi. Una sfida dal deserto (Laterza, 1998) è la biografia dello storico. Il 30 agosto 2008, a Bengasi, Silvio Berlusconi e Gheddafi firmarono il trattato di amicizia: l'Italia si impegnò a versare cinque miliardi di dollari in vent'anni, per opere come una grande strada costiera, a titolo di riparazione del passato coloniale. Il trattato fu ratificato dall'Italia il 6 febbraio 2009 e dalla Libia il 2 marzo.

Il franco CFA e l'idea di una moneta africana

Il franco CFA nacque il 26 dicembre 1945 ed esiste oggi in due versioni: quello dell'Africa occidentale, usato da otto paesi dell'Unione monetaria, e quello dell'Africa centrale, usato da sei. Entrambi sono agganciati all'euro a un cambio fisso (655,957 franchi per un euro) garantito dal Tesoro francese. I critici sostengono che limiti la sovranità monetaria dei paesi africani; i sostenitori rispondono che dà stabilità e facilita gli scambi.

Il 21 dicembre 2019 Emmanuel Macron e il presidente ivoriano Alassane Ouattara annunciarono che il franco CFA dell'Africa occidentale sarebbe stato sostituito da una nuova moneta, l'«eco». A maggio 2020 la Francia accettò di abolire l'obbligo di deposito delle riserve per quei paesi; il lancio dell'eco, invece, è stato rinviato più volte. Una moneta africana comune è dunque un tema reale del dibattito, e il punto è capire che parte ebbe Gheddafi.

L'email di Blumenthal e la tesi del dinaro d'oro

Il documento su cui poggia la tesi è un messaggio del 2 aprile 2011, con oggetto «France's client & Q's gold», che Sidney Blumenthal, allora dipendente della Fondazione Clinton, inviò a Hillary Clinton, segretaria di Stato, e che compare tra le email di Clinton rese pubbliche. Vi si legge che il governo di Gheddafi possedeva 143 tonnellate d'oro e una quantità simile di argento, spostate a fine marzo dalla Banca centrale di Tripoli a Sebha, e che quell'oro era destinato a creare una moneta pan-africana basata sul dinaro d'oro libico, un'alternativa al franco CFA per i paesi francofoni. L'autore aggiunge che l'intelligence francese avrebbe scoperto il piano e che questo fu uno dei fattori che spinsero Nicolas Sarkozy a impegnarsi nell'attacco. Lo stesso memorandum elenca altri motivi dell'iniziativa francese: il desiderio di una quota maggiore della produzione petrolifera libica e di più influenza in Nord Africa. Il dinaro d'oro è dunque uno dei fattori citati, non l'unico.

Il messaggio va letto per quello che è. Blumenthal indica come fonti persone con accesso ai consiglieri di Saif al-Islam, figlio di Gheddafi: è un'informazione di seconda mano, in un memorandum politico, non l'esito di un'indagine. La verifica di Africa Check conclude che le prove indipendenti sono poche e che il piano di un dinaro d'oro resta impossibile da confermare. La tesi che la guerra sia stata combattuta per fermare quella moneta è sostenuta da vari commentatori e siti alternativi, ma si regge su questo solo documento. Chi cita l'email deve dunque riferire che cosa afferma Blumenthal, non che cosa decise davvero la Francia.

La guerra in Libia del 2011: date e motivazioni dichiarate

La rivolta cominciò a metà febbraio 2011. Il 17 marzo il Consiglio di sicurezza dell'Onu approvò la risoluzione 1973, con dieci voti a favore, nessun contrario e cinque astenuti: imponeva il cessate il fuoco e una zona di divieto di volo. L'operazione fu guidata da Francia, Regno Unito e Stati Uniti; la Nato ne assunse il comando il 31 marzo e la concluse il 31 ottobre, dopo circa 26.500 sortite. Gheddafi fu catturato e ucciso a Sirte il 20 ottobre 2011.

Il motivo dichiarato era la protezione dei civili. Nel settembre 2016 la commissione Esteri della Camera dei Comuni britannica giudicò quella politica fondata su assunzioni errate: il governo non aveva capito che la minaccia ai civili era stata ingigantita e che tra i ribelli c'era una componente islamista significativa, e l'intervento era scivolato in una politica di cambio di regime, senza una strategia per sostenere la Libia dopo Gheddafi. I motivi reali della guerra in Libia restano oggetto di dibattito tra storici e analisti.

Libri da leggere

Sandstorm di Lindsey Hilsum (Faber, aprile 2012) è il reportage di una giornalista britannica che seguì la rivolta del 2011 dalla Libia.

Hisham Matar affronta il paese dal lato dell'esilio. Nel paese degli uomini (2006, in inglese In the Country of Men), finalista al Booker Prize, è un romanzo ambientato nella Tripoli del regime. Il ritorno (uscito in inglese nel 2016, in Italia con Einaudi nel 2017) ha vinto il Pulitzer 2017 per la biografia e l'autobiografia: l'autore torna in Libia nel 2012 dopo la morte di Gheddafi per indagare sulla scomparsa del padre, oppositore del regime, rapito nel 1990.

Un ordine di lettura possibile: Del Boca per la storia lunga dei rapporti con l'Italia, Hilsum per i mesi della guerra in Libia, Matar per ciò che la dittatura fece alle famiglie. Chi vuole giudicare la tesi del dinaro d'oro può affiancare a questi libri il testo dell'email, consultabile negli archivi delle email di Clinton, e la verifica di Africa Check.

Libri citati

  • Gli italiani in Libia, Angelo Del Boca (1986)
  • Gheddafi. Una sfida dal deserto, Angelo Del Boca (1998)
  • Sandstorm, Lindsey Hilsum (2012)
  • Nel paese degli uomini, Hisham Matar (2006)
  • Il ritorno, Hisham Matar (2016)

Fonti

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