MK-Ultra e manipolazione mentale: documenti e libri
Il 13 aprile 1953 il direttore della Cia Allen Dulles approvò MK-Ultra, il programma che esplorò la manipolazione mentale con droghe, ipnosi e scosse elettriche. Di quel progetto esistono documenti e libri; del «progetto Monarch», invece, nessuna carta.
In questa lettura
MK-Ultra: che cosa è documentato
Il progetto MKUltra nacque il 13 aprile 1953 per ordine di Allen Dulles e fu affidato al chimico Sidney Gottlieb. Era un programma segreto di ricerca, finanziato attraverso università, ospedali e istituti, per capire se droghe, ipnosi, privazione sensoriale e scosse elettriche potessero piegare la volontà di una persona o cancellarne i ricordi. In diversi casi l'LSD fu somministrato a persone che non sapevano di partecipare a un esperimento. Il programma fu chiuso nel 1972.
Gli archivi ebbero una storia a parte. Nel 1973 Richard Helms, allora direttore della Cia, ordinò di distruggere i fascicoli. Nell'estate del 1975 la commissione Church e la commissione Rockefeller rivelarono per la prima volta che la Cia e il Dipartimento della Difesa avevano condotto quegli esperimenti. Nel 1977, in un'udienza del Senato, l'ammiraglio Stansfield Turner annunciò il ritrovamento di circa ventimila pagine di documenti, in gran parte contabili, finite per errore in un deposito dove la distruzione non era arrivata.
Frank Olson e Ewen Cameron
Due casi hanno fissato l'immagine di MK-Ultra. Nel novembre 1953 Frank Olson, uno scienziato statunitense, ricevette LSD a sua insaputa e nove giorni dopo morì cadendo dalla finestra di un tredicesimo piano. La famiglia ottenne nel 1975 un risarcimento di 750.000 dollari.
Il secondo caso è canadese. Donald Ewen Cameron, all'Allan Memorial Institute di Montreal, lavorò tra il 1957 e il 1964 con un finanziamento della Cia (69.000 dollari, nel sottoprogetto 68). Combinava sonno indotto con farmaci, elettroshock ripetuti, LSD e il «psychic driving», cioè la riproduzione continua di messaggi registrati ai pazienti. Nel 1992 il governo del Canada, riconoscendo una responsabilità morale e non giuridica, istituì un piano di indennizzo da 100.000 dollari per ciascun ex paziente.
I libri: Marks, Kinzer e il romanzo di Condon
Il primo libro costruito sulle carte è The Search for the Manchurian Candidate di John Marks (Times Books, 1979), scritto sui documenti ottenuti con richieste di accesso agli atti. Il titolo cita un romanzo, The Manchurian Candidate di Richard Condon (1959), in cui il figlio di una famiglia politica americana viene condizionato a uccidere senza saperlo. Dal romanzo fu tratto un film nel 1962.
Quarant'anni dopo Stephen Kinzer pubblicò Poisoner in Chief (Henry Holt, 2019), la biografia di Gottlieb: il sottotitolo parla di «ricerca del controllo mentale» da parte della Cia. Letti insieme, Marks e Kinzer mostrano che cosa i documenti dicono davvero: esperimenti reali, spesso senza consenso informato; l'automa programmato del romanzo resta invece nella finzione.
Il progetto Monarch non compare in nessun documento
Il «progetto Monarch» è presentato da alcuni autori e blog come la prosecuzione segreta di MK-Ultra: una forma di manipolazione psicologica che userebbe il trauma infantile per creare persone dalla personalità frammentata e controllabile. Nessun documento declassificato della Cia riporta questo nome, e nessuna commissione parlamentare ne ha mai accertato l'esistenza.
Il politologo Michael Barkun notò nel 2003 che le trattazioni accademiche e giornalistiche su MK-Ultra non nominano alcun Monarch. Le fonti di questa tesi sono testimonianze individuali, libri autopubblicati e siti: materiale che non può essere verificato. Sul controllo mentale esistono quindi due racconti: uno documentato, l'altro no.
Ipnosi e stato di trance: che cosa dicono gli studi
Franz Mesmer attribuiva i suoi effetti al «magnetismo animale». Fu il chirurgo scozzese James Braid, negli anni Quaranta dell'Ottocento, a introdurre il termine «ipnotismo» e a spiegarlo con la psicologia del soggetto (Neurypnology è del 1843). Oggi la ricerca descrive l'ipnosi come un'attenzione molto focalizzata unita a una maggiore capacità di rispondere alle suggestioni. Gli studiosi si dividono su una questione di fondo: per alcuni è uno stato di trance, una condizione alterata di coscienza; per altri è l'effetto di aspettative e collaborazione, senza stato speciale.
Su due punti gli studi controllati sono più netti. Non c'è buona evidenza che l'ipnosi possa costringere una persona ad agire contro la propria volontà, e può favorire la formazione di falsi ricordi: per questo è meno usata per recuperare memorie in ambito giudiziario. Elizabeth Loftus mostrò nel 1995 con lo studio «Lost in the Mall» che circa un quarto dei 24 partecipanti arrivava a ricordare un episodio mai avvenuto, e nel 1994 con Katherine Ketcham aveva pubblicato The Myth of Repressed Memory, contro la fiducia nei ricordi «recuperati» in terapia.
Val d'Enza 2019: le scosse elettriche e le sentenze
Il 27 giugno 2019 i carabinieri di Reggio Emilia eseguirono le misure cautelari dell'inchiesta «Angeli e demoni» sui servizi sociali della Val d'Enza, con Bibbiano tra i comuni più citati: più di venti indagati, sedici destinatari di misure. L'accusa riguardava relazioni false per allontanare minori dalle famiglie e sedute di psicoterapia che avrebbero suggestionato i bambini, alterandone i ricordi. Nei giorni successivi la stampa parlò di una «macchinetta della verità» e di scosse elettriche.
Gli atti del processo hanno ridimensionato la descrizione. Lo strumento, un apparecchio usato in psicoterapia che trasmette stimoli tattili e sonori, non era un elettroshock: nelle motivazioni, depositate il 6 febbraio 2026 in 1.650 pagine, i giudici scrivono che l'intensità dei segnali elettrici è paragonabile a quella di una canzone ascoltata in cuffia e che non risultano rischi per i minori. Sulla teoria dei falsi ricordi il tribunale osserva che non è condivisa unanimemente dalla comunità scientifica e che può al massimo insinuare dubbi sull'attendibilità dei testimoni.
La sentenza di primo grado è del 9 luglio 2025: su 14 imputati, 11 assolti e tre condannati a pene sospese (due per falso in atto pubblico, uno per violazione del segreto professionale); il tribunale ha respinto l'ipotesi di un sistema organizzato di affidi illeciti. La procura ha impugnato le assoluzioni e hanno fatto appello anche le difese dei tre condannati: il giudizio davanti alla Corte d'appello di Bologna, secondo le cronache più recenti (aprile 2026), non si è ancora concluso. Un filone separato, con rito abbreviato, si era chiuso con l'assoluzione definitiva in Cassazione il 10 aprile 2024.
Sui meccanismi di un'inchiesta fondata su testimonianze di minori, e sul rischio di domande suggestive, c'è un libro che parla di un caso diverso: Veleno di Pablo Trincia (Einaudi, aprile 2019) ricostruisce la vicenda di sedici bambini allontanati dalle famiglie della Bassa modenese alla fine degli anni Novanta, nell'ipotesi di una setta di pedofili satanisti.
Libri citati
- The Search for the Manchurian Candidate, John Marks (1979)
- The Manchurian Candidate, Richard Condon (1959)
- Poisoner in Chief, Stephen Kinzer (2019)
- The Myth of Repressed Memory, Elizabeth Loftus, Katherine Ketcham (1994)
- Veleno, Pablo Trincia (2019)