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Editori

Il mondo nuovo di Huxley, la servitù volontaria e le élite

Il 20 marzo 1962, a Berkeley, Aldous Huxley parlò di un metodo per rendere le persone contente della propria servitù: lo chiamò «dittatura senza lacrime», e lo aveva già descritto trent'anni prima nel romanzo Il mondo nuovo. Da quegli «schiavi senza catene» il percorso arriva alle élite di potere, alla «dittatura finanziaria» del linguaggio polemico e al club Bilderberg, separando ciò che è documentato da ciò che resta congettura.

Il mondo nuovo e Ritorno al mondo nuovo

Il mondo nuovo uscì nel 1932. La prima edizione italiana è di Mondadori, nella collana Medusa (numero 18), con la traduzione di Lorenzo Gigli: porta la data 1933. Oggi il romanzo si trova spesso nello stesso volume di Ritorno al mondo nuovo, il saggio che Huxley pubblicò nel 1958, a quasi trent'anni di distanza, per chiedersi se il mondo si fosse avvicinato o allontanato dalla sua previsione. Le edizioni più recenti, come quella degli Oscar Classici Moderni del 2014, riportano la traduzione di Gigli rivista da Paola Levante, la prefazione dell'autore all'edizione del 1946 e una postfazione di Alessandro Maurini.

La risposta del 1958 è che ci si stava avvicinando molto più in fretta del previsto. Huxley passa in rassegna le cause, come la sovrappopolazione, e i mezzi con cui le popolazioni possono essere controllate: farmaci, suggestione subliminale, manipolazione psicologica. L'ultimo capitolo propone le contromisure che i cittadini potrebbero adottare. Il testo riflette anche il cambiamento di Huxley nel frattempo: la sua conversione alla filosofia vedantica.

Berkeley, 1962: schiavi senza catene

Nella conferenza tenuta a Berkeley il 20 marzo 1962, al Berkeley Language Center, intitolata The Ultimate Revolution, Huxley prevede che nella generazione successiva esisterà un metodo farmacologico per far amare alle persone la propria servitù, producendo una «dittatura senza lacrime» (dictatorship without tears), una specie di campo di concentramento indolore per intere società. Le libertà verrebbero tolte, ma le persone ne godrebbero, distratte da ogni desiderio di ribellione dalla propaganda o dal lavaggio del cervello, rinforzato da metodi farmacologici. La formula italiana «schiavi senza catene» viene usata come sintesi di questa idea.

Intorno a Huxley circolano anche frasi che non sono sue. Una verifica pubblicata da Facta il 7 gennaio 2022 ha mostrato che «la dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia» non compare nelle opere dello scrittore. Secondo la ricostruzione di Correctiv, riportata da Facta, nasce da un breve riassunto del romanzo pubblicato dall'università svizzera European Graduate School e poi scambiato per una citazione.

Postman: Orwell contro Huxley

Neil Postman fece di questa distinzione l'argomento di Divertirsi da morire (1985). Orwell temeva un'oppressione esercitata con la violenza di Stato; Huxley immaginava persone oppresse dalla dipendenza dal divertimento. Postman sostiene che la società americana somigliasse di più al secondo scenario.

La sua tesi centrale riguarda la televisione: il mezzo, scrive, decide quali idee possono circolare, e la forma esclude il contenuto. Le notizie diventano merce e la politica un affare di immagine. Il libro è stato tradotto in sedici lingue e ha venduto circa duecentomila copie; nel 2005 il figlio Andrew ne curò la riedizione per il ventennale.

La Boétie e la servitù volontaria

Il Discorso sulla servitù volontaria, noto in francese anche come Le Contr'un (contro il potere di uno solo), fu scritto da Étienne de La Boétie probabilmente nel 1552-1553, quando aveva circa ventidue anni (Montaigne lo diceva più giovane, ma la datazione moderna è questa). La Boétie morì nel 1563 e il testo circolò dopo la sua morte, in forma clandestina, alla fine degli anni Settanta del Cinquecento.

La tesi è che i tiranni reggono perché i governati acconsentono e si abituano, non solo perché dispongono della forza. La soluzione è la disobbedienza: se la gente smettesse di collaborare, la tirannia cadrebbe da sola. Il testo restò largamente ignorato fino alla Rivoluzione francese, quando fu ripubblicato per la prima volta dopo due secoli. Rispetto a questa servitù volontaria, Huxley aggiunge due ingredienti, il piacere e la chimica.

Mills e Gallino: élite di potere e finanza

L'élite del potere di C. Wright Mills è del 1956. In Italia la pubblicò Feltrinelli nel 1959 con il titolo La élite del potere, nella traduzione di Paolo Facchi. Le prime critiche lo giudicarono troppo pessimista; oggi gli studiosi ne riconoscono il valore analitico. Mills descrive un triumvirato di istituzioni, le grandi imprese, l'ordine politico e l'apparato militare, i cui vertici si intrecciano. Il suo riassunto è questo: nessuno governa l'America da solo, ma se un gruppo lo fa, è l'élite di potere. Distingue sei tipi di membri dell'élite: le famiglie di antico prestigio (la «Metropolitan 400»), le celebrità, i dirigenti delle grandi società, i grandi azionisti e proprietari terrieri, i vertici militari e la direzione politica dell'esecutivo.

Luciano Gallino (1927-2015), professore emerito di Sociologia all'Università di Torino, pubblicò nel 2011 con Einaudi Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in crisi: il sistema finanziario vi è descritto come una mega-macchina costruita per estrarre valore da esseri umani ed ecosistemi, e la crisi in corso come la crisi di una civiltà dominata da quel sistema. Il libro vinse il Premio Viareggio-Rèpaci nel 2012. L'espressione «dittatura finanziaria» appartiene al linguaggio polemico, non a Gallino, che parla di finanzcapitalismo.

Il Bilderberg: che cosa è documentato

Il Bilderberg Meeting nacque il 29 maggio 1954 all'Hotel de Bilderberg di Oosterbeek, nei Paesi Bassi, da cui prende il nome. Il primo incontro riunì delegati di undici paesi dell'Europa occidentale e degli Stati Uniti. L'iniziativa fu del politico polacco Józef Retinger, preoccupato dall'antiamericanismo nell'Europa occidentale, con il principe Bernhard dei Paesi Bassi, l'ex primo ministro belga Paul van Zeeland e Paul Rijkens di Unilever.

Oggi partecipano ogni anno da 120 a 150 persone, per due terzi europee e per un terzo nordamericane; circa un terzo viene dalla politica e dal governo, gli altri dall'industria, dalla finanza, dalla NATO, dall'università e dai media. Vale la regola di Chatham House: le informazioni si possono usare, ma non attribuirle a chi le ha dette. Il gruppo pubblica ogni anno l'elenco dei partecipanti e un rapporto, mentre le discussioni restano riservate.

Intorno a questa riservatezza sono nate critiche sulla mancanza di trasparenza e teorie opposte: da sinistra, il dominio delle imprese; da destra, un governo mondiale. Il gruppo respinge entrambe le letture.

Libri citati

  • Il mondo nuovo, Aldous Huxley (1932)
  • Ritorno al mondo nuovo, Aldous Huxley (1958)
  • Divertirsi da morire, Neil Postman (1985)
  • Discorso sulla servitù volontaria, Étienne de La Boétie (1553)
  • La élite del potere, C. Wright Mills (1956)
  • Finanzcapitalismo, Luciano Gallino (2011)

Fonti

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