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Sacra di San Michele: Antica Dea Brigid e Michele, il Guerriero di Luce (parte II)

Antica Dea Brigid e Michele, il Guerriero di Luce

Oggi riflettevo su antichi toponimi (dal greco τόπος, tòpos, “luogo”, e ὄνομα, ònoma, “nome”) ancora oggi presenti nei monti attorno alla Sacra, in Valsusa

L’altra sera, preparando il rito celtico di Imbolc (che si festeggia il 1° febbraio, in cui si celebra il simbolismo legato all’antica dea Brigid), a un certo punto ho letto una cosa davvero molto interessante. Si parlava della Dea, in tutte le sue manifestazioni (come Fanciulla connessa al Fuoco della Purificazione – e al giorno d’oggi “guarda caso” si celebra Candelora –, come Dea Madre, come Guerriera), ma la cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la sua associazione al termine “sposa”, Bride.

E viene fuori che il simbolismo di vestirsi di Bianco – stando a questa chiave di lettura – deriverebbe dall’antico Animale totemico Cigno connesso alla Dea Brigid-Bride: le sue piume, le sue ali, la connessione col Regno divino superiore…

La cosa che mi ha emozionato però ulteriormente è stato il fatto seguente: se si deve pensare a uno “Sposo” di Bride, l’Archetipo (o Divinità, o Arcangelo dalle ali bianche) candidato numero uno è proprio Michele, il nostro Guerriero di Luce.

Nota Bene: anche Brigid, che dà il nome alle isole della Britannia – dunque è l’Antica Dea di questa regione, fin dal paleolitico-neolitico – “guarda caso” è connessa non solo ai fuochi e ai fabbri, “all’alchimia”, ma anche all’arte guerriera – e da qui la “casta” fuorilegge dei Briganti, che deriva dal Suo aspetto di Brigantia. Insomma, la candidata ideale per il nostro amico Michele! Una specie di prototipo di Donna Amazzone. O, meglio, di Valchiria.

 

Antichi toponomi: il Monte Braida e Sacra di San Michele

Sarebbe davvero fantastico se questo binomio in qualche modo venisse rispecchiato ancora oggi nei toponimi del nostro tempo.

Il “caso” vuole che la grande montagna a cui è appoggiato il monte Pirchiriano (dei porci-cinghiali, casta druidico-guerriera, di cui parlavamo nel precedente articolo) si chiama per l’appunto… Braida!!!

Son davvero sobbalzato dalla sedia – anzi dalla poltrona su cui studiavo testi su Brigid – quando ho letto del suo “sposo” micheliano! E ancora stamattina in dormiveglia mi sono arrivate tutta una serie di connessioni interessanti (anzi, dovrei dire, come si usa oggi, in epoca New Age: canalizzazioni) legate a vecchi toponimi e curiosità legate al mondo archetipico Animale.

Eccone un bell’elenco:

La casta “guerriera” dei Templari, che come abbiamo cominciato a vedere sembra strettamente legata alla linea di San Michele, alla Sacra, eccetera eccetera, sembrano essere, secondo una chiave di lettura “celtica”, la continuazione dell’antico lignaggio druidico. Non dimentichiamo che il fondatore dei templari, San Bernardo da Chiaravalle, il più grande erudito del tempo (inizio XII secolo), in realtà era un “druido moderno”: da piccolo visse un’esperienza mistica, si abbeverò al seno della Vergine Nera (una statuetta di legno scuro della Dea, a cui aveva chiesto un “segno”), da cui stillarono gocce di latte. E chi sarà stata se non Brigid? L’antica Dea Madre, connessa anche alla Mucca divina, portatrice di Vita e Abbondanza? L’antica Dea Brigid dobbiamo allora percepirla come “Dea delle Dee”, dea dai mille aspetti. Ogni cosa è Brigid: sentiamo il vento stormire tra le foglie? È il suo alito. Vediamo un prato dall’erba alta e screziata ondeggiare al venticello del meriggio? Sono i capelli di Brigid. Attraversiamo fiumi nella foresta? Sono le vene di Brigid. Ci sediamo su quel colle elevato? È il seno di Brigid – che vuol dire, per inciso, la splendente, l’elevata (e ancora oggi, “guarda caso”, dalle mie parti, se voglio andare su un colle, su qualsiasi montagna, salgo su un Bric): la Dea Madre Terra – come vedevamo nell’articolo precedente – alla sommità del suo “seno” sposa e incontra il Maschile divino che scende, Michele. Al monte Pirchiriano è molto evidente tutto questo.

 

I Templari dicevamo… Creati dal druido San Bernardo, che ne scrisse la Regola, organizzò la sua spedizione del 1118 a Gerusalemme (leggasi: task force di scavi archeologici per disseppellire qualcosa – l’Arca dell’Allenanza? Il “Sacro Graal”?). Insomma, San Bernardo organizza tutto, comanda a destra e a sinistra, fa infine in modo che i Templari a Troyes divengano ufficialmente (1128) i “guerrieri sacri” della Cristianità. E a chi sono devoti i Templari? A San Michele e alla Dea (“Notre dame”, fu un nome che coniò San Bernardo da Chiaravalle, riferendosi alla sua Dea, da cui si era abbeverato – leggasi: aveva ricevuto l’iniziazione al Femminino Sacro).

 

La linea di San Michele “guarda caso” connette Gerusalemme all’Irlanda. L’Irlanda è l’ultimo baluardo e depositario dell’antichissima sapienza druidico-celtica. Stiamo parlando di tempi antichissimi, di cui si è persa memoria. Di popolazioni scese dal cielo, i leggendari Thuatha de Danaam (i “figli della Dea Dana”, che poi sarebbe Ana, che poi non sarebbe nient’altro che un altro nome di Brigid, che Tutto era).

L’anima celtica: tutto un mondo di fili e intrecci e labirinti

Insomma, ho aperto un milione di parentesi e digressioni. Il filo logico del mio articolo è ancora più contorto e illogico del solito, e questo dal mio punto di vista è un bene.

L’anima celtica non amava particolarmente l’immobile, iper-razionale, granitico senso logico aristotelico; il nostro (di oggi) modo di pensare, di ragionare, che poi di fatto è greco-romano, non era di certo il modus vivendi e pensandi dei nostri antichi antenati, assai più irrazionali, illogici, “crepuscolari”, e dunque a mio modo di vedere assai più sani, equilibrati, completi di noi.

Ad ogni modo, se i miei articoli saranno senza logica apparente vi assicuro che un filo logico, un sottile “fil rouge, greco-romano”, esiste sempre – seppur sembri il contrario. E “guarda” caso Brigid è anche la Tessitrice, colei che tira le fila, tende i fili: trama, tesse, governa e regge il Fuso (simbolo al contempo maschile e femminile). Dobbiamo infatti pensare all’antica cultura  e soprattutto iconografia celtica come a “tutto un mondo di fili e intrecci e labirinti” (quel poco dell’arte “celtica” che è giunto a noi è più che esplicativo).

Linea del Drago, Orsiera e Sacro Graal

Dicevamo dei Templari – forse riesco a concludere un discorso. Essi erano anche connessi ovviamente al Sacro Graal (di cui parleremo diffusamente, temo, e spero, nel Blog). Il “Cavaliere templare” per eccellenza connesso al Graal è Artù, e cosa significa in celtico? Orso. E qual è la catena di monti dietro il colle Braida? L’Orsiera. E come si chiama Artù di “cognome”? Pendragon.

A proposito di Michele e del suo Drago, per oggi, mi fermerei qui. Faccio solo notare che le antiche linee sincroniche, linee di energia dove in antichità si innalzavano menhir, dolmen, cromlech, erano le “linee del Drago”. Queste linee dobbiamo pensarle come affioramenti di energia vitale della Dea. Sacre vene ed arterie “femminili”.

Sul Suo corpo affioravano. A fior di pelle.

 

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foto di copertina di Elio Pallard

Cogerino Andrea

Autore: Andrea Cogerino

Andrea Cogerino, specialmente in seguito alla laurea in Filosofia del 2000 con una tesi sulla Sincronicità e il carteggio Jung-Pauli, segue il sentiero delle “coincidenze” e si rimette alla saggezza del “Tao”. Editor e scrittore freelance, dopo alcune esperienze di vita a Roma e Torino è tornato alle origini, nei monti e nei boschi della Val di Susa. Ricercatore spirituale a tutto tondo, da anni si occupa prevalentemente di sciamanesimo e druidismo.

6 Comments

  1. Tutti i grandi uomini del passato(fondatori di imperi, di associazioni, confraternite e altro)sono stati iniziati al Sacro Femminino o quantomeno ne conoscevano l'essenza e le linee - guida. Anche santa Brigida, patrona di Svezia, può essere vista come una trasposizione in chiave cristiana della dea celtica Brigid; come lei è portatrice di luce e illumina il cammino delle genti.
  2. Articolo davvero molto interessante, pieno di spunti e di riflessioni. Ma da Wikipedia: «Nacquero così diversi ordini religiosi (...) e quello del Tempio, che, secondo teorie non da tutti accettate, risalirebbe agli anni 1118-1120. Hugues de Payns con il compagno d'armi Goffredo di Saint-Omer e ad alcuni altri cavalieri, decise di fondare il nucleo originario dell'Ordine Templare (...) L'ordine venne ufficializzato nel 1129, assumendo una regola monastica, con l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle. Il doppio ruolo di monaci e combattenti, che contraddistinse l'Ordine templare negli anni della sua maturità, suscitò naturalmente perplessità in ambito cristiano. peppenardo

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