Alieni nei libri, dal SETI alle razze aliene: segnali radio e foto ufo
Il 15 agosto 1977 il radiotelescopio Big Ear dell'Ohio registrò per 72 secondi un segnale così forte che l'astronomo Jerry Ehman scrisse «Wow!» sul tabulato. Da allora il segnale Wow, nato dal SETI, è il caso più citato quando si parla di alieni e di segnali radio dallo spazio, insieme al volto su Marte, alle foto di alieni che circolano da decenni e alle razze aliene dei racconti di rapimento.
In questa lettura
Dagli alieni di Wells a Contact di Sagan
I libri sugli alieni precedono di mezzo secolo ogni ricerca strumentale. In La guerra dei mondi (1898) H. G. Wells fa partire da Marte i suoi invasori, con la Terra come preda; Stanisław Lem, in Solaris (1961), immagina invece un oceano pensante che non si lascia comprendere e risponde ai ricercatori con visitatori ricavati dai loro ricordi. Carl Sagan, in Contact (1985), racconta la ricezione di un messaggio codificato in numeri primi che arriva da Vega e la fatica di decifrarlo; Liu Cixin, ne Il problema dei tre corpi (a puntate dal 2006, in volume dal 2008), parte da un contatto avvenuto durante la Rivoluzione culturale cinese.
Sono romanzi, e dichiarano di esserlo. La differenza con la saggistica sui presunti incontri sta tutta qui: il romanzo propone un'ipotesi e se ne assume la responsabilità narrativa, il resoconto di un contatto la presenta come cronaca e ne deve portare le prove. Sul piano dei fatti restano i segnali radio dallo spazio del SETI, su quello delle immagini le foto di presunti alieni, e le sezioni seguenti esaminano gli uni e le altre.
SETI: da Ozma al segnale Wow
La ricerca scientifica di segnali artificiali, il SETI, comincia nel 1960 con Frank Drake e il progetto Ozma, a Green Bank, nella Virginia Occidentale. Un'antenna da 85 piedi puntò per circa 150 ore, in quattro mesi, due stelle simili al Sole, Tau Ceti ed Epsilon Eridani, intorno ai 1420 MHz: la frequenza dell'idrogeno neutro, scelta perché un'ipotetica civiltà potrebbe considerarla universale. Non trovò nulla; un falso allarme dell'8 aprile 1960 fu ricondotto a un aereo.
Diciassette anni più tardi, il 15 agosto 1977, il telescopio Big Ear dell'Università statale dell'Ohio ricevette un segnale a banda stretta, a circa 1420 MHz, della durata dell'intera finestra di osservazione, 72 secondi, proveniente dalla costellazione del Sagittario. Ehman cerchiò la sequenza «6EQUJ5» e annotò «Wow!». Il segnale Wow non si è mai ripetuto. Nel 2017 un astronomo dilettante ipotizzò che l'avessero prodotto due comete, ma la proposta fu respinta dagli astronomi, compresi membri del gruppo originale; uno studio del 2024 attribuisce l'evento a emissioni stellari che avrebbero eccitato una nube di idrogeno freddo.
FAST e CHIME: lampi radio, non messaggi
Tra i segnali radio dallo spazio che hanno riempito i titoli negli ultimi anni ci sono i lampi radio veloci, o FRB. Il primo, il «Lorimer burst», fu individuato nel 2007 in dati d'archivio del 2001; nel 2012 si trovò FRB 121102, la prima sorgente che si ripete, a circa tre miliardi di anni luce. Il CHIME, in Columbia Britannica, ne scopre di continuo dal 2018, fra cui FRB 180814, ripetitore. Il 28 aprile 2020 lo stesso strumento registrò un lampo da SGR 1935+2154, una magnetar della Via Lattea, a circa 30.000 anni luce.
Il telescopio FAST, a Pingtang, in Guizhou, ha un riflettore di 500 metri e vide la prima luce il 25 settembre 2016: ha scoperto oltre mille pulsar e partecipa anche al SETI. Le magnetar sono oggi una sorgente accertata per almeno parte dei lampi; nessuna osservazione indica che un FRB trasporti informazione.
Il volto su Marte: le foto di Cydonia dal 1976 a oggi
Il 25 luglio 1976 la sonda Viking 1 fotografò la regione di Cydonia, a 40,7 gradi di latitudine nord su Marte, e un rilievo di circa due chilometri sembrò un volto umano. Il capo scienziato della missione, Gerald Soffen, parlò di «un gioco di luce e ombra». Alcuni autori, fra cui Richard Hoagland, lo interpretarono come il resto di una civiltà antica.
Il 5 aprile 1998 la sonda Mars Global Surveyor ripeté la ripresa a 4,3 metri per pixel, dieci volte meglio di Viking; un'altra immagine dell'8 aprile 2001, a circa 1,56 metri per pixel, mostra una collina qualunque, senza tratti riconoscibili. Anche la Mars Reconnaissance Orbiter e Mars Express hanno ripreso il rilievo. La NASA lo descrive come una collina naturale, il cui aspetto dipende dall'angolo di illuminazione: un caso di pareidolia.
Sitchin e gli annunaki
Zecharia Sitchin (1920-2010) con Il pianeta degli dei (The 12th Planet, 1976) sostiene che gli annunaki fossero una specie extraterrestre proveniente dal pianeta Nibiru, con un'orbita di 3.600 anni, arrivata sulla Terra per procurarsi oro e creare gli esseri umani come manodopera. I suoi libri sono stati tradotti in oltre venticinque lingue.
Gli assiriologi leggono tutt'altro. Gli Anunnaki sono un gruppo di divinità sumere, accadiche, assire e babilonesi, il cui nome si traduce di solito «discendenti dei principi» o «progenie regale», e che decretano i destini; più tardi vennero associati agli inferi come giudici. Michael Heiser ha documentato numerosi errori nelle traduzioni di Sitchin, per esempio nel segno sumerico DIĜIR, e gli astronomi osservano che nessun corpo con un'orbita così eccentrica manterrebbe lo stesso periodo in due passaggi consecutivi.
Contattisti, pleiadiani e Paul Hellyer
George Adamski dichiarò di aver incontrato il 20 novembre 1952 nel deserto californiano un essere di nome Orthon, venusiano, e il 13 dicembre dello stesso anno ne fotografò il velivolo. Il libro scritto con Desmond Leslie, Flying Saucers Have Landed (1953), vendette circa duecentomila copie entro il 1960. I critici riconobbero nelle foto una lampada a gas o un oggetto domestico; e Venere ha una pressione atmosferica 92 volte quella terrestre e temperature intorno ai 464 gradi, incompatibili con la vita umana.
Dagli anni Settanta lo svizzero Billy Meier, nato nel 1937, afferma di essere in contatto con i Plejaren, che chiama pleiadiani. La sua ex moglie ha dichiarato che le foto mostravano modellini di astronavi fatti con coperchi di pattumiera e altri oggetti da casa, e le donne ritratte come extraterrestri furono riconosciute come membri di un gruppo musicale. L'altra voce è quella di Paul Hellyer (1923-2021), ministro della Difesa canadese dal 1963 al 1967: dal 2005 disse in pubblico di credere nella presenza di intelligenze extraterrestri e più tardi di almeno quattro specie visitatrici. Sostenne anche il cosiddetto Project Serpo, una narrazione che una fonte ammise essere stata inventata.
Le razze aliene: i «Grigi» e il racconto del rapimento
Il racconto dei Grigi ha date e autori. La notte tra il 19 e il 20 settembre 1961 Betty e Barney Hill, in New Hampshire, dissero di aver subito un rapimento; le sedute di ipnosi con il dottor Benjamin Simon cominciarono nel 1964 e il giornalista John G. Fuller ne trasse The Interrupted Journey (1966). Betty descrisse esseri alti circa un metro e mezzo, dalla pelle grigia e dagli occhi che si estendevano ai lati del capo. Gli scettici parlano di un fanale d'aereo scambiato per una nave spaziale, di stanchezza e di ricordi recuperati con l'ipnosi.
Nel 1987 Whitley Strieber, in Communion, raccontò propri presunti rapimenti, e la copertina, un volto grigio dipinto da Ted Seth Jacobs, divenne l'immagine standard dell'alieno. Negli anni Novanta i Grigi dominano i racconti di incontro negli Stati Uniti (73 per cento) e in Brasile (67), ma nel Regno Unito solo il 12 per cento: una distribuzione che fa pensare a una trasmissione culturale più che a una specie reale. Chi legge libri sulle razze aliene fa bene a chiedere, a ogni pagina, che cosa è documentato e che cosa è narrazione.
Libri citati
- La guerra dei mondi, H. G. Wells (1898)
- Solaris, Stanisław Lem (1961)
- Contact, Carl Sagan (1985)
- Il problema dei tre corpi, Liu Cixin (2008)
- Il pianeta degli dei, Zecharia Sitchin (1976)
- Flying Saucers Have Landed, George Adamski e Desmond Leslie (1953)
- The Interrupted Journey, John G. Fuller (1966)
- Communion, Whitley Strieber (1987)