Svezia: no al contante. Primo passo verso un grande fratello elettronico, aspettando il microchip sottocutaneo...


Categorie : Attualità e cospirazione , Enrica Perucchietti

Svezia: no al contante. Primo passo verso un grande fratello elettronico, aspettando il microchip sottocutaneo...

Svezia: la battaglia al contante

Negli ultimi giorni una notizia che ha avuto particolare risalto sui quotidiani e on line è la battaglia intrapresa dalla Svezia al “contante”. Il Paese scandinavo, considerato tra i più virtuosi in Europa nel pagamento con carta di credito e bancomat, ha quasi abolito l'uso dei contanti: sempre più esercizi commerciali, infatti, rifiutano l'utilizzo della banconota.

Secondo le stime, meno del 2% dei pagamenti avviene ancora con banconote e ciò viene inteso come un elemento positivo da emulare: il caso svedese viene visto e importato altrove come un modello da imitare per combattere l’evasione fiscale e la corruzione.

Per pagare tutto in modo elettronico, gli svedesi ricorrono a un'applicazione sul telefono o alla carta di credito. Ma la dipendenza tecnologica non si ferma qui. La fiducia nei mezzi tecnologici sta infatti portando anche a una nuova tendenza: il microchip sottocutaneo. 

Pagamenti rapidi? Nasce il microchip sottocutaneo

Sono diverse le aziende in tutto il mondo che stanno adottando questo stratagemma: una tra tutte proprio la svedese Epicenter di cui ha parlato ampiamente qualche mese fa anche la trasmissione televisiva La Gabbia con un corrispondente che ha mostrato al pubblico italiano come non si tratti di complottismo ma di realtà.

Fino a qualche anno fa l’argomento dei microchip sottocutanei era accuratamente evitato dai Media Mainstream e chi provava a proporre un dibattito era liquidato come un visionario. Nulla di nuovo, insomma. L’idea era che i chip fossero una bufala (come tanti altri argomenti scomodi) e che non esistesse nessun piano segreto per impiantarli nella popolazione per controllarla.

Negli anni la tematica è tornata più volte alla ribalta, venendo sempre tacciata come l’emblema delle paranoie cospirazioniste. Io già ne parlavo ampiamente in NWO. New World Order. L’altra faccia di Obama, documentando numerosi casi e i progetti tenuti segreti alle masse. 

Oggi il mercato dei chip dermali è realtà e ne parlano sempre più spesso − il più delle volte con entusiasmo − anche quei Media che prima deridevano o ignoravano la tematica, inculcando nell’opinione pubblica l’idea che tutto ciò sia “utile” e di tendenza.

Il chipping è un’operazione veloce che avviene in pochi minuti in anestesia locale. Una volta inserito sottopelle, il chip rimane invisibile a occhio nudo e può essere utilizzato per aprire le porte, fare caffè o fotocopie in azienda, pagare il biglietto del treno, ecc.

Il grande fratello elettronico: verso una società di "vetro"

Possiamo immaginare come il controllo già capillare e pervasivo nella nostra società (pensiamo a telecamere, satelliti e ai cellulari che permettono di rintracciare chiunque ovunque si trovi) sarebbe completo in caso di chipping di tutta la popolazione: ognuno di noi sarebbe un “uomo di vetro”, trasparente, sotto costante sorveglianza. Lo sguardo elettronico del Governo ci seguirebbe in ogni attimo della nostra esistenza. 

È evidente che per controllare la popolazione (e limitarne la privacy) si sta agevolando il pagamento in contanti e dall’altra si sta rendendo utile, “smart”  e “alla moda” il chip sottocutaneo, spingendo così la popolazione a “correre” a farselo impiantare volontariamente per comodità. Questa modalità è infatti più efficace dell’imposizione. L’imposizione, la costrizione o le modalità segrete hanno infatti scarso successo e poca presa sulla popolazione.

Seguendo l’esempio della Svezia, ogni nostro acquisto verrà monitorato da un Grande Fratello elettronico che conoscerà tutto di noi in tempo reale: posizione, acquisti, tendenze, ecc. Stiamo andando verso una società di vetro, in cui senza accorgercene, saremo tutti schedati e sempre più dipendenti dalla rete e dalle banche.

È questo il futuro che vogliamo?

di Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: "NWO - New World Order", "Utero in affitto" e "Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3".


Se vuoi rimanere aggiornato sui prossimi articoli pubblicati, iscriviti subito alla newsletter!
E ricordati, riceverai anche un buono da 5€ per il tuo primo acquisto!



PER APPROFONDIRE:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:


Condividi questo contenuto

Visualizza tutti i commenti (2)

Francesca Rita Rombolà


11/12/2017 15:44:01

Fra pochi anni forse ciò che qualche decennio fa era considerato semplice fantascienza per ragazzi diventerà realtà... una realtà inquietante che potrebbe mettere davvero in pericolo la vita e in primis la libertà dell'uomo.

flatman


03/12/2017 13:05:19

cara Enrica, sei sicura che i satelliti esistano, ne hai visto uno?

Aggiungi un commento

 (con http://)

Ho capito

Questo sito potrebbe utilizzare alcuni cookie, come riportato nella nostra cookie policy | Cosa sono i cookie?