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Editori

Mind uploading, clonazione e immortalità nei romanzi

Il 1° gennaio 1818 uscì a Londra, senza il nome dell'autrice e in appena cinquecento copie, un romanzo su un uomo che dà la vita a una creatura costruita con parti di cadaveri: da lì parte la letteratura su corpi riprodotti e menti trasferite. Due secoli dopo, transumanesimo, clonazione, connettomica e mind uploading promettono di copiare un corpo o di trasferire una mente su un computer, e i romanzi di Greg Egan e Richard Morgan ne hanno già raccontato il prezzo.

1818: Frankenstein e il primo laboratorio

Frankenstein, o il moderno Prometeo fu pubblicato in forma anonima il 1° gennaio 1818 da Lackington, Hughes, Harding, Mavor & Jones, in tre volumi e cinquecento copie. Mary Shelley ne aveva scritto gran parte nell'estate del 1816 a Villa Diodati, sul lago di Ginevra, nel cosiddetto anno senza estate; aveva diciotto anni quando iniziò e venti alla prima edizione. Il suo nome comparve sul frontespizio solo con la seconda edizione inglese, l'11 agosto 1823.

Il romanzo che oggi si legge quasi sempre è la revisione del 31 ottobre 1831, che alcuni studiosi giudicano meno interessante dell'originale. In entrambe le versioni la domanda è quella che i libri successivi riprendono: che cosa accade a chi crea una vita senza assumersene la responsabilità.

Transumanesimo e ibernazione: due parole degli anni Cinquanta e Sessanta

La parola transumanesimo la propose Julian Huxley, biologo e primo direttore generale dell'UNESCO, fratello dello scrittore Aldous. Compare nel volume New Bottles for New Wine, uscito da Chatto & Windus nel 1957, ma il saggio nasceva da una conferenza del 1951. Huxley intendeva l'essere umano che resta tale ma si supera, realizzando possibilità nuove della propria natura.

L'ibernazione, o più propriamente la crionica, ha una data di nascita editoriale: nel 1962 Robert Ettinger pubblicò a proprie spese The Prospect of Immortality (in italiano La prospettiva dell'immortalità), ripubblicato da Doubleday nel 1964 su segnalazione di Isaac Asimov e Frederik Pohl. La proposta è conservare a temperature bassissime il corpo di chi è dichiarato morto, nella speranza che una medicina futura sappia riportarlo in vita. Non è letteratura, ma ne ha alimentata moltissima.

Connettomica: la mente come mappa

Il neuroscienziato Sebastian Seung, del MIT, ha riassunto l'idea in una frase del suo Connectome (2012): non si è soltanto i propri geni, si è il proprio connettoma, cioè l'insieme delle connessioni tra i neuroni. L'edizione italiana, Connettoma. La nuova geografia della mente, è uscita da Codice nel 2013 nella traduzione di Silvio Ferraresi, e lo stesso anno la Treccani ha registrato la parola tra i neologismi.

La connettomica è la parte sperimentale di un sogno che la narrativa conosceva da tempo: il trasferimento della mente, il mind uploading, ossia l'ipotesi di scansionare un cervello e riprodurne lo stato in un computer. Hans Moravec lo descriveva già nel 1979 e di nuovo nel 1988, chiamandolo trasmigrazione. Oggi i modelli di cervelli completi riguardano animali (il nematode C. elegans, il moscerino della frutta, in parte il topo), mentre per l'essere umano la tecnologia resta, secondo le rassegne più recenti, quasi interamente teorica. Il libro di Seung, intanto, fu scelto dal Wall Street Journal tra i dieci migliori saggi del 2012.

Copie, stack e corpi in affitto: Egan e Morgan

Permutation City di Greg Egan (1994) mette in scena persone ricche che si fanno copiare in ambienti virtuali, le Copie, il cui tempo di calcolo si compra e si vende su un mercato globale. Il romanzo, che nel 1995 vinse il premio Campbell, chiede se esista una differenza tra la simulazione di una persona e la persona, e mostra che le disuguaglianze sopravvivono anche nell'aldilà digitale. Fu candidato anche al Philip K. Dick Award.

In Altered Carbon di Richard K. Morgan (2002, in Italia Bay City) la coscienza vive in un dispositivo impiantato nella colonna vertebrale, lo stack, e si trasferisce da un corpo all'altro, gli sleeve, per chi può permetterselo. Vinse il Philip K. Dick Award nel 2003 e nel 2018 è diventato una serie di Netflix. Il protagonista è un ex soldato, Takeshi Kovacs, ingaggiato per indagare sulla morte di un uomo che aveva i mezzi per non morire.

Dolly e le copie che non hanno scelto

La clonazione ha il suo punto fermo scientifico il 5 luglio 1996, quando nacque al Roslin Institute, vicino a Edimburgo, la pecora Dolly, annunciata il 22 febbraio 1997. Fu il primo mammifero clonato da una cellula adulta, grazie al lavoro di Keith Campbell, Ian Wilmut e dei loro colleghi, con la società PPL Therapeutics. Era stata ottenuta da una cellula della ghiandola mammaria di una pecora adulta Finn Dorset e portata a termine da una madre surrogata Scottish Blackface. Ebbe sei agnelli e fu soppressa il 14 febbraio 2003 per una malattia polmonare.

Nove anni dopo Dolly la clonazione entrò nel romanzo letterario con Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro (2005), finalista al Booker Prize. Nel romanzo i ragazzi di Hailsham, un collegio inglese, sono cloni cresciuti per diventare donatori di organi (Time lo ha indicato come miglior romanzo del 2005, e nel 2019 il Guardian lo ha messo al quarto posto tra i cento migliori libri del secolo), e la narratrice Kathy H. ricostruisce la propria infanzia da assistente di altri donatori. La questione non è la fuga ma l'accettazione, e il libro la affronta con una voce piana che non invoca mai la ribellione.

Utero artificiale: dall'ectogenesi alla biobag

L'idea di far crescere un essere umano fuori dal corpo ha un nome e una data. Il biologo J. B. S. Haldane coniò il termine ectogenesi in Daedalus, or Science and the Future, testo di una conferenza tenuta il 4 febbraio 1923 alla Heretics Society di Cambridge e pubblicato nel 1924. Quelle pagine influenzarono Aldous Huxley, che nel Mondo nuovo (1932) fa crescere gli esseri umani in bottiglia, in una fabbrica di nascite.

Nel romanzo era un'ipotesi; nel 2017 diventò un esperimento. Il 25 aprile Emily Partridge e il gruppo del Children's Hospital of Philadelphia pubblicarono su Nature Communications un sistema, chiamato biobag nella stampa, che riproduce l'ambiente dell'utero: un ossigenatore senza pompa collegato al feto dell'agnello tramite il cordone ombelicale, dentro un circuito di liquido amniotico. Feti di agnello equivalenti a un prematuro umano estremo furono sostenuti fino a quattro settimane; gli autori riferiscono emodinamica stabile, crescita normale, maturazione dei polmoni e mielinizzazione del cervello. Lo studio riguarda soltanto agnelli: l'utero artificiale per gli esseri umani, nei romanzi come nei titoli di giornale, resta un'ipotesi.

Avatar, elisir e scadenze mancate

Nel febbraio 2011 l'imprenditore russo Dmitry Itskov fondò a Mosca la 2045 Initiative, un'organizzazione senza scopo di lucro che prometteva di trasferire la personalità su un supporto non biologico. Il progetto aveva quattro tappe di avatar: un corpo robotico comandato dal cervello (Avatar A, previsto per il 2020), un corpo con cervello umano trapiantato (Avatar B, 2025), un cervello artificiale che riceve la personalità (Avatar C, 2035) e una forma olografica (Avatar D, 2045). Le prime due scadenze non sono state rispettate, e il genetista George Church ha osservato che nella tabella di marcia «ci sono molti punti non collegati».

L'elisir di lunga vita è molto più vecchio. Secondo la tradizione, il primo imperatore Qin Shi Huang mandò l'alchimista taoista Xu Fu per mare con cinquecento ragazzi e cinquecento ragazze a cercarlo su una montagna mitica, senza esito. Gli alchimisti cinesi sperimentarono mercurio, zolfo e arsenico, convinti che le sostanze durature donassero durata, e alcune figure storiche morirono per aver bevuto preparati a base di mercurio. In India il nome era amrita, in Europa la ricerca confluì nella pietra filosofale.

Libri citati

  • Frankenstein, o il moderno Prometeo, Mary Shelley (1818)
  • New Bottles for New Wine, Julian Huxley (1957)
  • La prospettiva dell'immortalità, Robert Ettinger (1962)
  • Connettoma. La nuova geografia della mente, Sebastian Seung (2013)
  • Permutation City, Greg Egan (1994)
  • Bay City (Altered Carbon), Richard K. Morgan (2002)
  • Non lasciarmi, Kazuo Ishiguro (2005)
  • Daedalus, or Science and the Future, J. B. S. Haldane (1924)
  • Il mondo nuovo, Aldous Huxley (1932)

Fonti

Medicina e malattia nei libri: Illich, Sontag e il metodo Di BellaLeggi →Sorveglianza, propaganda e controllo nei romanzi distopiciLeggi →Il potere della gratitudine nei libri, da Seneca alla mindfulnessLeggi →