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Elisir di lunga vita: tra Minduploading (trasferimento della mente), ibernazione del cervello e creazione di Avatar

La ricerca della Vita eterna…

La ricerca della vita eterna ha ossessionato l’Uomo di ogni epoca e cultura: se per alcuni l’immortalità veniva concepita come una “dannazione” (si pensi alla maledizione che colpisce l’Ebreo errante), per altri era da intendere come un “premio” da conseguire dopo un lungo lavoro di ricerca magica, spirituale e iniziatica.

La modernità abbraccia i sogni millenari degli alchimisti, svuotandoli e facendone la cornice dei progressi della tecnica. La pulsione dell’uomo moderno è quella di migliorare “tecnologicamente” le proprie potenzialità, per giungere infine a sostituirsi alla compiuta evoluzione naturale, per proseguire il proprio corso secondo autonome finalità. Le nuove tecnologie hanno acquisito un tale potere di suggestione e di condizionamento che sono destinate a modificare i rapporti sociali e politici del futuro verso la costituzione di una società piramidale e oligarchica. 

L’illusione della vita eterna

Lunedì sera a Report si è parlato di Transumanesimo e di “Mind Uploading” (Trasferimento di Mente), quest’ultimo oggetto del mio libro  “Il mito dell’immortalità. Dalla ricerca dell’Elixir di lunga vita nell’alchimia al “trasferimento della mente” nel Transumanesimo”. L’ossessione contemporanea per la vita eterna (I Quaderni del Bardo Editore).

Temi controversi che ho trattato spesso nei miei saggi, ma di cui si parla purtroppo poco mentre la ricerca corre verso orizzonti impensabili.

Oggi, infatti, le neuroscienze sognano di downloadare la memoria per dar vita a un essere immortale che possa “godere” dei propri ricordi e di corpi sempre nuovi, mantenendo l’illusione della vita eterna. Un’immortalità tutta terrena che presuppone che l’anima non esista o sia ininfluente e che riduce l’uomo alle proprie sinapsi.

Riportare in vita i morti: l’obiettivo della Bioquark

Già in Utero in affitto parlavo di come l’azienda biotech Bioquark abbia ricevuto l’approvazione dal governo statunitense di avviare un progetto per “riportare in vita” i soggetti clinicamente morti, inclusa la possibilità di reclutare (con permessi speciali ottenuti dalle famiglie) 20 pazienti clinicamente morti a seguito di una lesione cerebrale traumatica.

In caso di risultato positivo, il cervello dell’individuo “rinato” ripartirà da zero, assumendo un’identità completamente nuova. In altre parole sarà classificato come individuo X (da tipico film o telefilm di fantascienza) e la sua nuova vita avrà inizio da quel preciso momento. Non possiamo escludere che venga utilizzato per trapiantare in esso la memoria di qualche altro soggetto, se e quando ovviamente il Trasferimento della mente (di cui parlerò tra poco) sarà possibile.

 

Ibernare il cervello: il caso Nectome

In attesa che queste tecniche diventino “realtà”, diverse persone hanno già fatto ricorso alla pratica crionica (pensiamo all’esperienza del guru dell’LSD Timothy Leary) per poter conservare il proprio corpo da defunti in ibernazione, in modo da preservare le strutture del cervello che conservano l’informazione sulla personalità e sull’io del defunto. In questo modo si spera che in un futuro più o meno lontano sia possibile “svegliare” i pazienti congelati, regalando loro quella che potremmo chiamare l’immortalità cibernetica, ridestandoli dal “sonno” della morte, oppure riportando in vita i corpi per poi trasferirvi la memoria downloadata adeguatamente tramite il Trasferimento di Mente.

Recentemente è stata diffusa la notizia che la start up americana Nectome ha avviato un progetto di crioconservazione alla mente, in attesa che gli scienziati sviluppino un sistema per digitalizzare i pensieri e ricrearli su computer. Ma affinché la metamorfosi riesca il processo deve iniziare quando il cervello è ancora vivo, o al massimo pochi minuti dopo la morte… Questa controindicazione che prevede di sottoporre i pazienti a una sorta di “suicidio assistito”, non ha spaventato le 25 persone che si sono già prenotate per la procedura.

 

Mind uploading, il cervello biologico mappato e copiato

Il Trasferimento della mente o emulazione del cervello è il progetto che prevede l’ipotetico processo del trasferimento o della copia di una mente cosciente da un cervello a un substrato non biologico (come nel film del 2014 di Wally Pfister, Trascendence, con Johnny Depp).

Il processo prevede la scansione e la mappatura dettagliata del cervello biologico e la copia del suo stato in un sistema informatico o altro dispositivo di calcolo. Il computer eseguirebbe una simulazione del modello così fedele all’originale che la mente simulata si comporterebbe, in sostanza, allo stesso modo del cervello originale, o per tutti gli scopi pratici, in maniera indistinguibile. Le informazioni all’interno di un cervello potrebbero essere in parte o interamente copiate o trasferite a una o più altri substrati (come una memorizzazione di tipo digitale o un altro cervello), riducendo o eliminando il rischio di mortalità. Dall’altra si avrebbe la possibilità di ottenere diverse copie speculari di una sola mente umana e quindi la creazione di cloni con identica memoria… Questa lettura del processo fu proposta per la prima volta nella letteratura biomedica nel 1971 dal biogerontologo George M. Martin dell’Università di Washington.

Si vedano a riguardo alle ricerche di Sebastian Seung sulla connettomica, la giovane branca delle neuroscienze il cui obbiettivo è quello di ricostruire, mappare e comprendere nel dettaglio la connettività neurale del cervello.

In questo campo abbiamo diversi progetti aventi come scopo la «costruzione di un modello computerizzato del cervello dettagliato e realistico», come mostro in Il mito dell’immortalità.

 

La creazione di Avatar entro il 2045

Questo tipo di ricerche cerca di spiegare e simulare il funzionamento del cervello e il rapporto con percezione, mente e la personalità, tralasciando però qualunque visione metafisica sulla coscienza e soprattutto sull’anima. La connettomica e il mind uploading si basano su una visione meccanicistica della mente che nega la visione vitalista della vita umana e della coscienza.

Già nel 1950 uno dei padri fondatori della ciberneticaNorbert Wiener, predisse che un giorno si sarebbe potuta trasferire una mente attraverso i fili di un telegrafo, mentre dodici anni fa lo scienziato e futurologo Ian Pearson si diceva convinto che entro il 2050 d’anni l’intero contenuto del nostro cervello potrà essere completamente “scaricato” su un super-elaboratore:

«Pensieri come file, ricordi in forma di bit, emozioni e porzioni di mente “zippate” e rese poi disponibili al download come se provenissero dal disco fisso di un computer invece che dal cervello».

Anche il magnate dei Media russo Dmitry Itskov è convinto che entro il 2045 saremo capaci di trasferire la nostra mente all’interno di un avatar, un ologramma che ci permetterà di fare a meno del corpo e vivere per sempre. In realtà a “sopravvivere” sarà la registrazione/copia/trasferimento delle informazioni del cervello.

Nei millenni siamo così passati dalla ricerca della vita eterna nell’alchimia a una ossessione per la longevità che riduce la coscienza/anima/psiche a cervello.

Si sta correndo verso quel 2045/2050 in cui gli scienziati stimano la realizzazione di una Super Intelligenza Artificiale grazie alla quale tutte le invenzioni che oggi riteniamo ancora “fantascientifiche” saranno possibili. Come nella peggiore distopia, si potrà “vendere” l’illusione dell’immortalità, installando le memorie dei padri nei corpi dei figli. Un futuro prossimo in cui anche l’immortalità cibernetica sarà alla portata di (quasi) tutti. Perché la tecnologia invece di colmare il divario tra ricchi e poveri è ora al servizio della tecnocrazia per aumentare quel divario e traghettare l’umanità verso un orizzonte che avremmo voluto relegare ai romanzi.

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Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: NWO – New World Order“, “Utero in affitto” e “Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3

Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. Laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, abbandona la carriera universitaria per diventare giornalista televisiva. Dopo numerose pubblicazioni su riviste digitali e cartacee, decide di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura (Il Fattore Oz; Governo Globale; Libertà religiosa nello stato laico e nella società aperta, in AA. VV. Credere è reato?; L’ultimo Papa; I Maestri Invisibili del Nuovo Ordine Mondiale).

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