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Editori

Se piovesse il tuo nome di Elisa: testo e gemello scomparso

Se piovesse il tuo nome esce il 28 settembre 2018 come primo singolo di Diari aperti, decimo album di Elisa, con un testo firmato da Calcutta: la storia di un amore finito che resta presente, e che qualcuno ha letto come il rimpianto per un gemello scomparso. Quella lettura rimanda alla sindrome del gemello scomparso, un fenomeno che la medicina descrive davvero; resta da capire quanto il testo la autorizzi.

28 settembre 2018: il primo singolo di Diari aperti

Se piovesse il tuo nome è stata pubblicata il 28 settembre 2018 da Universal come primo singolo di Diari aperti, il decimo album in studio di Elisa. Il testo porta la firma di Calcutta (Edoardo D'Erme), che lo ha scritto insieme a Vanni Casagrande e a Dario Faini, noto come Dardust; la produzione è di Elisa, Andrea Rigonat e Taketo Gohara.

Il brano ha raggiunto il quarto posto nella classifica FIMI dei singoli ed è rimasto per quattro settimane consecutive in cima a quella dei più trasmessi dalle radio italiane. Nel maggio 2019 la FIMI lo ha certificato doppio disco di platino, e nel 2024 le certificazioni sono arrivate al quarto platino. Il 14 dicembre 2018 è uscita anche una versione cantata insieme a Calcutta. Elisa lo ha eseguito dal vivo al Premio Tenco di quell'anno, mentre il video, in bianco e nero e firmato da YouNuts!, la mostra in movimento sotto la pioggia.

Una storia raccolta su un treno

L'origine della canzone, nel racconto di Elisa riportato da Sky TG24 nel novembre 2018, è un incontro. Calcutta avrebbe scritto il testo dopo aver conosciuto su un treno, nel Nord Italia, una donna che gli aveva confidato la sua storia d'amore tormentata. Sky TG24 la presenta come il racconto di un amore «fuori dagli schemi», e la prima strofa si apre con una dedica mancata: i due protagonisti non si sono mai dedicati «le canzoni giuste», forse perché di loro non parla nessuno.

La descrizione di Elisa, riportata dalle cronache del lancio, è altrettanto netta: una relazione finita che però è ancora presente. I resoconti aggiungono l'immagine di una sete d'amore che non si riesce a placare. Sono, per ora, le uniche indicazioni di significato attribuite a chi ha scritto e cantato il brano che le fonti permettono di riportare, ed è su queste che ogni lettura va misurata.

Che cosa dice il testo: pioggia, nome, sete

Il titolo è già un'ipotesi irreale. «Se piovesse» è un congiuntivo imperfetto, la forma di ciò che non accade, e quello che dovrebbe cadere dal cielo è un nome, il nome di un tu che nella canzone resta lontano. L'immagine rovescia un gesto quotidiano: la pioggia, che serve a una terra arida, diventa la pronuncia di una persona. Una lettura possibile è che il nome sia l'ultima cosa rimasta di chi se n'è andato, e che basterebbe a placare la sete di cui parlano i resoconti.

Tra i commenti degli ascoltatori sui siti che raccolgono i significati delle canzoni compare una lettura che tiene insieme deserto e pioggia: chi canta è la terra assetata, la persona amata è l'acqua che non arriva. È un'interpretazione di chi ascolta, non una dichiarazione degli autori, e va presa per quello che è.

Le immagini sono poche e prive di coordinate: nelle fonti consultate non compare un luogo preciso né una data. Questa sobrietà spiega in parte perché il testo si lasci appoggiare su storie molto diverse tra loro, e perché attorno a pochi elementi si siano accumulate letture lontane.

La sindrome del gemello scomparso: che cos'è

In medicina la sindrome del gemello scomparso (in inglese vanishing twin syndrome) è la perdita spontanea di uno dei feti in una gravidanza gemellare, di norma nel primo trimestre. Il feto muore e viene riassorbito in parte o del tutto, mentre la gravidanza prosegue con l'altro. La diagnosi si fonda sulle ecografie: una prima, intorno alla sesta o settima settimana, mostra una gravidanza multipla; una seconda, più avanti nel primo trimestre, mostra un solo feto con battito rilevabile.

Il fenomeno è frequente. Uno studio su 1.078 gravidanze gemellari ottenute con fecondazione in vitro ricorda che la sindrome è stimata in circa il 36 per cento delle gravidanze gemellari; nel campione dello studio la perdita di un gemello ha riguardato il 26,9 per cento dei casi con un ematoma intrauterino nel primo trimestre e il 18,7 per cento degli altri. Sono numeri che descrivono un evento clinico, e non dicono nulla sul significato di un verso.

La lettura del gemello: da dove viene e che cosa la sostiene

L'idea che la canzone parli di un gemello scomparso circola in alcune letture online, che la presentano come alternativa a quella dell'amore finito: chi canta cercherebbe la metà perduta prima ancora di nascere, e il nome sotto la pioggia sarebbe quello mai pronunciato di un fratello o di una sorella.

Le fonti aperte per questo testo, cioè la cronaca di Sky TG24, le schede sul singolo e le spiegazioni attribuite a Elisa, non riportano alcuna dichiarazione di Elisa, di Calcutta o degli altri autori che confermi questa lettura, e nessuna di esse nomina un gemello. La spiegazione documentata resta quella dell'amore finito, nata da un incontro su un treno.

Una lettura può essere legittima senza essere confermata, e conviene tenere separati i due piani. Il gemello scomparso è un'ipotesi di chi ascolta, compatibile con un testo che parla di un'assenza; l'assenza di cui parlano gli autori è un'altra.

Come si legge una canzone che non si lascia spiegare

Davanti a un testo come questo servono tre cose distinte: ciò che gli autori hanno detto, ciò che il testo effettivamente contiene e ciò che l'ascoltatore vi proietta. La prima è scarsa e si riassume in poche righe, la seconda è fatta di immagini brevi, la terza è la più abbondante e la meno controllabile.

Il fatto che nel dicembre 2018 la canzone sia stata rifatta a due voci, con lo stesso Calcutta, mostra che regge anche un cambio di prospettiva senza che il suo nucleo cambi: un tu assente, un nome invocato, una sete che resta. Chi cerca il significato giusto troverà più utile tornare alle poche dichiarazioni documentate che costruire sopra di esse una storia che nessuno degli autori ha raccontato.

Fonti

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