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Mauro Biglino: elohim e theoi amavano annusare il fumo di carne bruciata…

ll fumo della carne bruciata e le sue proprietà

Nello studio si parla di pirazina (composto organico aromatico eterociclico), sostanza che mi hanno immediatamente rimandato alle indicazioni che i theoi omerici fornivano circa le modalità di bruciatura contemporanea di grasso avvolto attorno ai muscoli.
Vi si parla delle particolarità biochimiche di vari tipi di grasso che richiamano con una precisione impressionante il passo biblico in cui yahweh ordina di usare un certo tipo di grasso.

Sono conferme che non immaginavo neppure possibili nella loro straordinaria precisione”.Mauro Biglino, Maggio 2014

Elohim e theoi amavano annusare il fumo di carne bruciata

Nel libro “Il Dio alieno della Bibbia”, ho dedicato numerose pagine a documentare come Yahweh volesse annusare il fumo del grasso animale interamente bruciato. Le mie affermazioni hanno suscitato durissime reazioni da parte di filologi-teologi giudaico-cristiani i quali hanno sostenuto che io mi invento i significati dei termini.
Dopo avere mostrato in varie conferenze le pagine dei dizionari di ebraico biblico in cui sono confermate le mie traduzioni offro ora alcuni elementi in più, arricchiti da una informazione che illustra un aspetto ancora più grave della psicologia e della neurofisiologia di quell’individuo che è stato fatto diventare Dio.
Nei capitoli 28 e 29 del libro dei Numeri per ben otto volte è ripetuta l’affermazione sulla capacità che quel “fumo” aveva di “placare” gli elohim e Yahweh in particolare. Le affermazioni si trovano nelle normali traduzioni presenti nelle Bibbie che abbiamo in casa.
Invito quindi a leggere e verificare direttamente i seguenti versetti: numeri 28, 2.6.8.13.24; numeri 29, 6.13.36.

La bevanda inebriante tanto amata dagli elohim… 

Ma l’aspetto ancora più stupefacente – pensando a Yahweh come a Dio – è che ciascuno di quei sacrifici doveva essere accompagnato da una libazione da farsi con una bevanda la cui caratteristica è descritta in Numeri 28,7. Yahweh ricorda che gli deve essere preparata la bevanda “inebriante”.

A questo proposito è utile chiarire il concetto.
Inebriare: rendere ebbro, ubriacare. Dai dizionari ebraici:
– SHEKAR, SHAKUR, SHIKARON, SHAKAR: strong drink, intoxicating drink, bevanda alcolica, ebbro, ubriaco, ubriachezza, ubriacarsi, be or become drunk, drunken, make drunken…
– Radice SH – K – R (Dizionario di etimologia ebraica, Rav Matityahu Clark): get drunk, being drunk and intoxicated, express unreal thoughts.
La radice ebraica ha questo significato univoco nei vari passi in cui compare nell’Antico Testamento. Invito a leggere e verificare a titolo di esempio – tra i tanti possibili – i seguenti versetti: Gen 9,21; Is 29,9; Is 5,11; Is 9,26; Is 63,6; 1Sam 1,14; 2Sam11,13; Ger 13,13; Ger 51,7; Ger 561,39; Ez 23,33; Ab 2,15; Dt 32,42; Lv 10,9 ecc…
In Gen 9,20-21 si precisa inoltre che Noè, subito dopo il diluvio: “cominciò a fare l’agricoltore e piantò una vigna… bevuto il vino si ubriacò…”
Quindi da numerosi passi della Bibbia si rileva che fumo del grasso e bevanda alcolica dovevano essere elementi costanti nei “sacrifici” preparati per lui.

… e non solo da loro

Anche presso gli Annuna (civiltà Sumera) era diffusa l’abitudine di assumere bevande alcoliche.
Nel testo elaborato da: Benito, Van Dijk, Pettinato, Borger (traduzione: Jacobsen, Bottéro-Kramer, Seux, Kramer-Maier, Pettinato, Romer), LL. 45 e segg si legge che Enki… organizza un banchetto… mangiano virgulti di canna, pane, caprone… Enki e Ninmah bevono birra… hanno l’animo alle stelle e si apre una gara tra i due…
Per la Bibbia greca dei 70 la bevanda è la Sicera (bevanda inebriante), probabilmente una sorta di sidro.
Nell’antica cultura del mare Egeo, l’idromele – miele fermentato conosciuto anche come la bevanda degli dèi – era usato come sostanza psicoattiva in contesti religiosi.

E anche gli Theoi omerici amavano annusare la carne bruciata

Alcune curiosità omeriche contenute nel libro “Il Dio alieni della Bibbia” con particolare riferimento al capitolo sulla carne bruciata:

ILIADE

Libro I 

  • 35 e segg – Crise ricorda che bruciava ad Apollo “cosce pingui”
  • 65 e segg – Ci si chiede se il fumo di agnelli e di capre può saziare Apollo e calmarlo nella sua ira
  • 315 e segg – Si offrono ad Apollo ecatombi perfette e il grasso saliva la cielo in un fumo avvolgente
  • 460 e segg – Si prepara un sacrificio avvolgendo e ripiegando il grasso sopra le cosce e poi si brucia tutto (questa parte non viene mangiata)

Libro II

  • 420 e segg – Si tagliano le cosce, le si ricopre di grasso, le si brucia e vengono bruciate (non mangiate)

Libro IV

  • 45 e segg – Si ricorda che sugli altari non mancava mai il grasso per gli theoi
  • 100 e segg – Si prepara per Apollo una ecatombe di agnelli primogeniti

Libro VI

  • 115 e segg – Si promettono aglii theoi ecatombe in cambio di favori

Libro VIII

  • 240 e segg – Agamennone ricorda di avere sempre bruciato agli theoi cosce e grasso

Libro XXII

  • 170 e segg – Si ricorda che Ettore ha bruciato numerose cosce di buoi agli theoi

Libro XXIII

  • 860 e segg – Si ricordano le ecatombi di agnelli primogeniti
  • 870 e segg – Si promettono le ecatombi di agnelli primogeniti

ODISSEA

Libro III

  • 5 e segg – Si ricorda che nei sacrifici si mangiavano i visceri mentre ai theoi venivano bruciate le cosce.
  • 455 e segg – Viene sacrificata una giovenca,le tagliano le cosce e le avvolgono di grasso ripiegandolo, e poi bruciano il tutto sulle primizie, senza mangiare queste parti.

Libro VII

  • 200 e segg – Vi si dice che i theoi si rendono “visibili” quando si offrono loro ecatombe e banchettano in mezzo agli uomini.

Libro IX

  • 550 e segg – Odisseo ricorda di avere bruciato a Zeus le cosce…

Libro X

  • 5 e segg – Si dice che la casa del theos di nome Eolo era piena del fumo dei grassi.

Libro XII

  • 360 e segg – Vi si parla di sacrifici in cui le cosce vengono avvolte dal grasso e poi bruciate completamente.

Libro XIII

  • 25 e segg – Ancora una volta si bruciano le cosce a Zeus e si mangia il resto.

Libro XVII

  • 240 e segg – Alle Ninfe si bruciano cosce avvolte di grasso di capretti ed agnelli.

Libro XIX

  • 395 e segg – Si bruciano ad Ermete cosce gradite di capretti ed agnelli.

di Mauro Biglino, studioso di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo. Da circa 30 anni si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l’analisi diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possano aiutare a comprendere veramente il pensiero religioso formulato dall’umanità nella sua storia. Autore di numerosi best seller, tra cui: “La Bibbia non è un Libro Sacro“, “Il Libro che Cambierà per Sempre le Nostre Idee sulla Bibbia“, “Il dio alieno della Bibbia

N.B. Questo articolo è una riproposta dei “più letti” del sito maurobiglino.it

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Autore: Mauro Biglino

Mauro Biglino, studioso di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo. Mauro Biglino è curatore di prodotti multimediali di carattere storico, culturale e didattico per importanti case editrici italiane, collaboratore di riviste, studioso di storia delle religioni, traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo. Da circa 30 anni si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l'analisi diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possano aiutare a comprendere veramente il pensiero religioso formulato dall'umanità nella sua storia.

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